Quantificare il declino della temperatura del ciclo solare 24 di David Archibald

Tre ricercatori norvegesi, Jan-Erik Solheim, Kjell Stordahl e Ole Humlum , hanno appena pubblicato un articolo intitolato  “Il lungo ciclo delle macchie solari 23 prevede una significativa diminuzione della temperatura nel ciclo solare 24“.

Il lavoro è disponibile al seguente indirizzo : http://arxiv.org/pdf/1202.1954v1.pdf

Gli autori hanno scoperto una variazioni della temperatura dell’emisfero settentrionale pari a 0,21 ° C per ogni anno di durata del ciclo solare. La più grande risposta nella serie delle temperature che hanno trovato nei loro esami è stata a Svalbard e corrisponde a 1,09 ° C per ogni anno di durata del ciclo solare. Gli autori hanno perfino accreditato me di tale scoperta (riferisce Archibald), identificando questo studio come una nuova branca della scienza. A pagina 6 infatti affermano che Archibald nel 2008 fu il primo a rendersi conto che la lunghezza del precedente ciclo di macchie solari (PSCL) ha un potere predittivo per la temperatura nel prossimo ciclo di macchie solari.

Archibald afferma : “Ho deciso di chiamare questa nuova branca della scienza climatologia solare”, egli afferma, è simile alla cosmo-climatologia di  Svensmark, ma molto più facilmente quantificabile.

Quello che intendiamo per climatologia solare  è quello di prevedere il clima futuro. Il professor Solheim e i suoi co-autori hanno calcolato che il Ciclo Solare 24 durerà circa fino al 2026. Utilizzando il diagramma verde di Altrock della corona delle emissioni, possiamo andare oltre,  a circa il 2040:

http://wattsupwiththat.com/2012/01/08/solar-cycle-24-length-and-its-consequences

L’emissione verde della corona ci dice che il ciclo Solare 24 sarà lungo 17 anni e quindi 4,5 anni in più rispetto al ciclo Solare 23. Utilizzando la relazione trovata da Solheim  e i suoi co-autori. Ciò significa che il declino di 0,63 ° C, per l’emisfero settentrionale, lungo il ciclo solare 24 sarà seguito da un ulteriore calo di 0,95 ° C nel ciclo solare 25. Questo è graficamente indicato, utilizzando la figura 19 dalla carta Solheim :

L’ultima volta che abbiamo assistito a qualcosa di simile era nel decennio 1690-1700. I cattivi raccolti causati dal freddo hanno causato la morte del 10% della popolazione, in Francia, Norvegia e Svezia, il 20% della popolazione di Estonia e un terzo della popolazione della Finlandia.

Come è scritto sopra, il rapporto alle Svalbard è di 1,09 ° C per ogni anno di durata del ciclo solare. Ciò significa che è a capo di una caduta totale della temperatura di 8,2 ° C. La produzione agricola delle Svalbard e il resto dell’isola di Spitsbergen, non saranno però interessate perché non c’è significativa produzione. Il più grande effetto avverrà su alcune delle terre agricole più produttive del Mondo. La lunghezza del ciclo solare in relazione alle temperatura per alcune località negli Stati Uniti nord-est è di 0.7 ° C gradi per anno, che è un buon indicatore per la latitudine degli stati uniti – confine canadese e quindi la cintura del grano nordamericana. Newman nel 1980 ha rilevato che la zona dei cereali si sposta di 144 km per 1,0 ° C di variazione di temperatura. Con la diminuzione di temperatura 5,2 ° C, la zona dei cereali si sposterà 750 km a sud, zona del sole, come illustrato di seguito:

Le prospettive per l’agricoltura canadese è un po ‘più terribile. Mi aspetto che l’agricoltura canadese sarà ridotta alla cattura dei castori, come nel 17 ° secolo.

Solheim e i suoi co-autori notano che  (come si vede nelle figure 6 e 7) la temperatura norvegese e le temperature medie in sessanta stazioni europee, hanno già iniziato a declinare sui valori predetti per il ciclo solare SC24”.

Riferimenti:

Newman, J. E. (1980). Impatti dei cambiamenti climatici sulla stagione di crescita dei cereali nel Nord America. Biometeorologia, 7 (2), 128-142. Supplemento alla International Journal of Biometeorologia, 24 (dicembre 1980).

Fonte : http://wattsupwiththat.com/2012/02/11/quantifying-the-solar-cycle-24-temperature-decline/

Michele

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21 pensieri su “Quantificare il declino della temperatura del ciclo solare 24 di David Archibald

  1. Sarebbe da inviare al ministero dell’agricoltura per cominciare a studiare gli effetti sul nostro paese. il grano potrebbe valere come il petrolio….

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  2. Speriamo che queste previsioni siano un po’ troppo catastrofiste, come al solito.
    Mi piacerebbe solo veder riformare i vecchi ghiacciai alpini, e ridurre il “cammello” a max 1 mese all’anno e solo nel cuore dell’estate. 😆

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  3. il grafico del declino di temperatura mi sembra un po’ troppo assurdo e azzardato.
    se consideriamo che la PEG è stata circa 1.5°C più fredda di adesso quel calo li sarebbe superiore e dovuto solo ad un minimo solare in stile Dalton (perchè per ora è difficile pensare ad un Maunder)

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  4. Se tutto questo é vero (… speriamo di no!) dovremo cominciare a vedere qualcosa tra due o tre anni. Questo perché, anche se non sembra, siamo in pieno massimo solare del ciclo 24. Gli oceani surriscaldati stavano cominciando a raffreddarsi durante il periodo di bassa attività 2007-2010 rilasciando lentamente l’ eccesso di energia termica i primi effetti si erano visti nel recupero delle calotte artiche, nel periodo 2010-2013 probabilmente non ci sarà un raffreddamento evidente, e probabilmente i ghiacci artici non recupereranno estensione in modo significativo. Probabilmente il raffreddamento ricomincerà dal 2013-2014 e ci vorranno almeno una 10 di anni prima che ci sia un cambiamento climatico evidente che partirà con il raffreddamento degli oceani e se accadrà dovremmo cominciare a vedere la riduzione della CO2 in atmosfera o per lo meno inizialmente una stabilizzazione del tasso di crescita. Come possa avvenire tutto questo senza che la TSI cambi in modo sostanziale é un mistero! Di fatto i cicli solari furono dapprima intuiti proprio dallo studio degli aumenti di prezzo delle derrate alimentari e dei cerali …

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  5. Su MTG giorni fa c’era un articolo che riportava di uno studio americano che le temperature nei prossimi anni sarebbero salite enormemente con decine di migliaia di morti nelle più grandi città americane…oggi sembra quasi che l’orso polare arrivi in california la… solita altalena dei giochi di potere.

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  6. Lo studio evidenzia una relazione tra durata dei cicli solari con le temperature rilevate dai registri storici dei fari del territorio Norvegese e comunque in zona Artica. Si evidenzia il fatto che cicli solari brevi ( <10 anni) portano ad un aumento delle temperature mentre cicli più lunghi >12 anni portano ad un raffreddamento … e questo sulla base di dati rilevazioni etc etc. non di discorsi da bar !

    P.S. Il mio post precedente é invece un discorso da bar … ma prima di aver bevuto !

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  7. Tre considerazioni:

    1) sono pienamente d’accordo con Fabio quando dice che i grafici sono del tutto esagerati….
    2) il calo delle temperature, se veramente si verificherà, riguarderà soprattutto le medio-alte latitudini boreali….difficilmente, almeno nelle prossimi decadi, assisteremo ad un signidicativo calo delle temp. globali…
    3) detto calo delle temp. nelle regioni poste alle medio-alte latitudini polari, riguarderà in prevalenza, almeno per i prossimi anni, le stagioni invernali (in parte anche quelle intermedie)….per quanto riguarda le stagioni estive ci sarà ancora da aspettare parecchio (anche se si avrà un miglioramento rispetto alle terribili estate targate “primo decennio 2000″….)…

    tutto questo ovviamente se il sole dovesse continuare a “sonnecchiare” anche nei prossimi cicli…..

      (Quote)  (Reply)

  8. Riccardo :

    Tre considerazioni:

    1) sono pienamente d’accordo con Fabio quando dice che i grafici sono del tutto esagerati….
    2) il calo delle temperature, se veramente si verificherà, riguarderà soprattutto le medio-alte latitudini boreali….difficilmente, almeno nelle prossimi decadi, assisteremo ad un signidicativo calo delle temp. globali…
    3) detto calo delle temp. nelle regioni poste alle medio-alte latitudini polari, riguarderà in prevalenza, almeno per i prossimi anni, le stagioni invernali (in parte anche quelle intermedie)….per quanto riguarda le stagioni estive ci sarà ancora da aspettare parecchio (anche se si avrà un miglioramento rispetto alle terribili estate targate “primo decennio 2000″….)…

    tutto questo ovviamente se il sole dovesse continuare a “sonnecchiare” anche nei prossimi cicli…..

    dovremmo riproporre quella serie di articoli che avevi scritto sulla PEG.

      (Quote)  (Reply)

  9. @ Fabio
    Avevo intensione di continuare con la pubblicazione dei miei pezzi sulla PEG a fine estate (diciamo settembre)….tieni conto che mancano i 2 pezzi decisivi che serviranno a chiudere il cerchio….
    se ci metteremo d’accordo, visto che è passato moltissimo tempo dall’ultima pubblicazione, potremo rapidamente riproporre i pezzi precedenti ( a partire da quelli di interesse in quanto i primi erano una semplice “premessa” finalizzata a dare una infarinatura ai meno preparati nella materia)….in questo modo gli utenti di NIA avranno una visione globale e più chiara su argomenti che ritengo cruciali per inquadrare alcuni dei principali cambiamenti climatici indotti dalla bassa attività solare….
    per i tempi e le modalità ci sarà ovviamente tempo di discutere….

    tu che ne pensi…??

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  10. non so se è il post giusto dove chiedere questa cosa: in internet ho trovato informazioni contraddittorie riguardo al tema deforestazione e riscaldamento/raffreddamento globale.
    Da una parte sembra che tagliare le foreste tropicali faccia aumentare la CO2 e diminuire la copertura di nuvole(il cha fa diminuire l’ albedo) il che contribuirebbe a riscaldare il clima.
    D’ altra parte l’ albedo della prateria o del deserto è maggiore di quello delle foreste e questo dovrebbe raffreddare il clima.
    Qualcuno di voi sa qualcosa di più preciso al riguardo?

      (Quote)  (Reply)

  11. Riccardo :

    @ Fabio
    Avevo intensione di continuare con la pubblicazione dei miei pezzi sulla PEG a fine estate (diciamo settembre)….tieni conto che mancano i 2 pezzi decisivi che serviranno a chiudere il cerchio….
    se ci metteremo d’accordo, visto che è passato moltissimo tempo dall’ultima pubblicazione, potremo rapidamente riproporre i pezzi precedenti ( a partire da quelli di interesse in quanto i primi erano una semplice “premessa” finalizzata a dare una infarinatura ai meno preparati nella materia)….in questo modo gli utenti di NIA avranno una visione globale e più chiara su argomenti che ritengo cruciali per inquadrare alcuni dei principali cambiamenti climatici indotti dalla bassa attività solare….
    per i tempi e le modalità ci sarà ovviamente tempo di discutere….

    tu che ne pensi…??

    si si, ad Agosto sarebbe perfetto.
    il blog durante l’estate va in vancanza, sia come utenti che come collaboratori (me compreso :D)
    lo faremo sicuramente

      (Quote)  (Reply)

  12. Fabio Nintendo :il grafico del declino di temperatura mi sembra un po’ troppo assurdo e azzardato.se consideriamo che la PEG è stata circa 1.5°C più fredda di adesso quel calo li sarebbe superiore e dovuto solo ad un minimo solare in stile Dalton (perchè per ora è difficile pensare ad un Maunder)

    in effetti……..e poi in un arco temporale decisamente più breve……mah…..

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  13. Vedo con piacere che l’argomento del raffreddarsi delle temperature viene qui preso sempre con molta serietà.
    Personalmente al contrario io mi limito ad osservare fatti tanto banali quanto clamorosi.
    Ho sempre avuto una notevole passione per le piante.
    Viceversa i tipici animali domestici mi dicono poco a parte le tartarughe.
    Forse le piante e le tartarughe si rendono simpatiche verso di me per il fatto di non parlare e per la virtù altrettanto nobile di essere prevedibili non riservando mai brutte sorprese e quindi in pratica non creando problemi.
    Con ciò, proprio osservando le piante, ed in particolare le mie sul misero balcone che mi ritrovo, ho avuto modo di notare come quest’anno rispetto alla stagione siano rimaste un po’ “bloccate”.
    Evidentemente la quantità complessiva di luce e calore necessaria per lo sviluppo delle gemme dei miei bonsai e’ ampiamente insufficiente.
    Al contrario il muschio, sempre nei vasi dei bonsai, curiosamente sta prosperando come non era mai successo in estate.
    In pratica il mio pino nero giapponese, trovandoci ormai a meta’ giugno, ha prodotto degli aghi insolitamente corti e pallidi.
    Perche’ siano corti proprio non lo saprei spiegare visto che in teoria la mancanza di luce dovrebbe fare allungare le foglie.
    Perche’ siano pallidi lo capisce anche mio figlio di 7 anni.
    Ciò che mi rende molto perplesso e’ il confronto fotografico sulla stessa pianta e praticamente nello stesso periodo rispetto a soli pochi anni fa quando le piante rischiavano continuamente di beccarsi dei colpi di calore.
    Quest’anno la coltivazione dei bonsai non e’ mai stata così poco impegnativa….le piante non crescono, consumano poca acqua, i vasi possono essere bagnati con ampi ritardi e dimenticanze senza alcuna conseguenza.
    Tutto sembra rallentato.
    Io non sono un contadino, ma recentemente ho avuto modo di osservare dei germogli di uva che mi sembrano assolutamente microscopici rispetto a ciò che si suppone o si spera debbano diventare per la vendemmia di quest’autunno.
    Se dovessi scommetterci ormai penso che per quest’anno molte piante e soprattutto i frutti siano già stati segnati irrimediabilmente e anche se venisse fuori un sole africano, ciò non basterebbe piu’.
    Metto le mani avanti affinché qualche idiota non venga fuori dicendomi che ci vogliono dei dati e delle pubblicazioni. I dati miei sono più che sufficienti a me e personalmente credo molto più in ciò che vedo piuttosto che nei miserabili dati manipolati ed addomesticati che imperversano ormai ovunque.
    Se uno camminando si becca un vaso in testa e si spacca un osso del cranio non credo che vada alla ricerca dell’equazione del vaso o faccia studi statistici al riguardo. Credo che faccia meglio ad andare in Pronto Soccorso. Allo stesso modo se io mi ritrovo tutte le mie piante in versione norvegese sinceramente ho tutti i motivi per preoccuparmi.

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  14. le piante, specie al nord sono state provate dall’ondata di gelo intenso di febbraio, ecco perchè alcune stanno avendo difficoltà ancora oggi…c’era un thread dedicato sul forum del meteogiornale con il monitoraggio sulle piante…qui in puglia è tutto in piena regola, infatti l’ondata di gelo ci ha a malapena sfiorato

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