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Rubrica Meteo-climatica Maggio

Introduzione

La prima parte della Rubrica riporta le previsioni e le tendenze meteo-climatiche per i giorni e le settimane successivi alla pubblicazione della Rubrica. La seconda parte riassume e commenta i principali indici climatici e contiene anche qualche considerazione circa le prossime stagioni primaverile ed estiva.

La legenda relativa ai seguenti (e molti altri) indici è disponibile al link http://www.meteoarcobaleno.com/index.php?option=com_content&view=article&id=227:indici-climatici&catid=3:climatologia&Itemid=3

 

La Primavera 2014 – riepilogo

Dopo un inverno mite e assai piovoso (e nevoso in montagna), la primavera si è finora rivelata anch’essa piuttosto mite, sia pure a fasi alterne: la prima metà di marzo è stata davvero calda in rapporto al periodo; la seconda invece è stata più fresca e perturbata, specie al Nord. Aprile ha proposto un’alternanza di periodo anticiclonici asciutti e relativamente caldi a periodi piovosi e più freschi, specie al Nord, ma comunque in un quadro complessivamente sopramedia. Maggio non si sta per ora discostando molto da Aprile.

 

Verso l’estate 2014

I prossimi giorni

Si è da poco conclusa una fase fresca e instabile, specie al Centro-Sud, che ha visto piogge e persino neve in montagna a quote medie, non rara ma nemmeno consueta. Ora è ormai avviata la prima ondata di caldo africano della stagione: un affondo perturbato nord atlantico ha “scavato” già una depressione appena al largo delle coste del Portogallo e della Spagna settentrionale. La risposta sul bordo orientale di tale “lacuna barica” è inevitabilmente la risalita di correnti molto calde africane verso il Mediterraneo centro-occidentale e l’Italia.

Di seguito è riportata la previsione GFS per le ore centrali di venerdì 24 Maggio, relativa alla pressione al suolo ed in quota:

SLP

Nell’immagine si nota bene a destra l’affondo depressionario che dalle Isole Britanniche si protende verso le coste settentrionali spagnole. L’Anticiclone delle Azzorre è defilato in oceano, molto a destra. Ad est è presente un anticiclone continentale, foriero di bel tempo e temperature elevate per la stagione.

L’aria calda raggiungerà le regioni centrali, ma le isoterme più elevate (fino a +20 ad 850hpa) si avranno localmente su Sardegna e Sicilia. Su queste due isole e in diverse località del Sud (e forse fino al Centro), specie nelle zone interne, si raggiungeranno e forse si supereranno i primi 30 gradi della stagione. Il Nord, specie il Nordovest, sarà ai margini della calura, anche se le temperature al suolo saliranno comunque un po’.

Verso il lungo termine (da 6-7 giorni in poi),  l’avvezione calda africana si sposterà sui Balcani e poi sul Mediterraneo orientale, abbandonando gradualmente la nostra Penisola. La “lacuna barica” ispano-portoghese svanirà gradualmente. Tuttavia, sembra che l’Anticiclone delle Azzorre fatichi a prendere possesso del vicino Atlantico e del Mediterraneo occidentale. Ciò lascia spazio alla possibilità che, nella prima metà di Giugno la “lacuna barica” si ripresenti e con essa nuove avvezioni calde.

aaaaaaaaaa

Possibile evoluzione successiva (Inizio Giugno)

GFS ed in parte anche il suo ensemble (GENS), nonchè ECMWF, prospettano un possibile ritorno della “lacuna barica” di cui si è detto in precedenza, fin dai primi giorni di Giugno. Questa favorirebbe una nuova invasione di aria calda sul Mediterraneo. Ma è davvero presto per le certezze. Tale evoluzione è coerente con l’andamento degli indici AO e NAO, previsti costantemente attorno alla neutralità o appena sotto, a testimonianza della debolezza dell’Anticiclone delle Azzorre sul vicino Atlantico, rispetto alle alte pressioni a latitudini più elevate.

Ad oggi non è possibile dire di più. Visitate comunque la pagina Meteo del blog, per gli aggiornamenti successivi.

 

Gli indici meteo-climatici: i valori del mese precedente

Di seguito si riportano i valori del mese di Aprile, quelli più recenti disponibili. Tra parentesi sono riportati i valori di Marzo.

  1. ENSO (El Niño Southern Oscillation, MEI index): (-0,017) +0,152
  2. PDO (Pacific Decadal Oscillation): (+0,97) +1,13
  3. AMO (Atlantic Multidecadal Oscillation): (-0,058) -0,071
  4. QBO30 (quasi Biennal Oscillation alla quota di 30Hpa): (+11,7) +7,1
  5. QBO50 (Quasi Biennal Oscillation alla quota di 50Hpa): (+9,2) +9,7
  6. MJO (Madden-Julian Oscillation): risulta molto debole in zona 2.

 

Commento indici

1. l’ENSO dopo un anno e mezzo (autunno 2012-primavera 2014) di sostanziale neutralità, è tornato ad essere positivo. Le previsioni NOAA per i prossimi mesi confermano e anzi rafforzano tale scenario. Tuttavia permangono due incognite: la dispersione dei membri previsionali resta elevata e rende la previsione ancora incerta; inoltre, occorre verificare il comportamento dell’indice PDO nei prossimi mesi. Se tornerà in territorio negativo entro l’estate, come è ragionevole attendersi, indebolirà il Nino. Per verificare l’attendibilità delle previsioni, è possibile esaminare le anomalie sottosuperficiali di temperatura. Esse possono fornire una prima valida indicazione di quanto probabilmente accadrà effettivamente nel prossimo futuro all’ENSO. La figura successiva si può reperire al seguente link http://www.bom.gov.au/cgi-bin/wrap_fwo.pl?IDYOC007.gif ,

ST Subsurface

Dopo una costante alternanza di anomalie positive e negative, per quasi un anno e mezzo, le anomalie positive hanno decisamente preso il sopravvento.

In sostanza, la rilevazione conferma le previsioni NOAA circa la progressione dell’episodio di Nino ormai avviato.

Anche le anomalie superficiali ENSO hanno mostrato a lungo un’alternanza di deboli anomalie di segno opposto, ma ormai il quadro è cambiato. Anche nell’Oceano Atlantico, nell’emisfero settentrionale, si mostra un’analoga alternanza, sebbene disposta a fasce lungo i paralleli.

http://www.ospo.noaa.gov/Products/ocean/sst/anomaly/

L’Oceano Pacifico equatoriale è ormai interamente dominato da deboli anomalie positive. A nord prevalgono le anomalie positive, mentre a sud quelle negative. La persistente anomalia negativa tra il Nordamerica e l’Europa Occidentale, proprio su una parte del percorso della Corrente del Golfo alle nostre latitudini, si è un po’ attenuata rispetto ai mesi precedenti. Il Mediterraneo si sta decisamente scaldando, specie nel comparto orientale.SST

2. La PDO mostra da alcuni mesi un’escursione in territorio positivo, presumibilmente temporanea in quanto inserita in un ciclo pluriennale negativo; sta confermando più che mai il suo ruolo “regolatore” dell’ENSO; lo si è osservato nel caso dell’evento di Nino conclusosi “prematuramente” all’inizio dello scorso autunno e lo si osserva attualmente con il Nino nascente. Al link seguente è riportato il grafico storico della PDO: http://jisao.washington.edu/pdo/img/pdo_latest.jpeg

3. L’AMO mostra un’escursione in territorio negativo, la prima degli ultimi due anni. Al link seguente è riportato il suo grafico storico http://wattsupwiththat.files.wordpress.com/2011/12/november_2011_amo.jpg. L’AMO risulta di dubbia interpretazione in termini climatici, se non nell’arco di decenni, dopo un cambio di segno.

4. La QBO30 negli ultimi mesi ha mostrato qualche saliscendi; ora sta diminuendo, segno che è già giunta ai valori massimi e che ormai sta scendendo verso la neutralità. Le statistiche dal 1979 ad oggi indicano una permanenza in territorio positivo compresa tra gli 11 ed i 16 mesi, dunque un ritorno in territorio negativo entro Luglio 2014. Pertanto si ritiene che la fase di diminuzione sia ormai avviata.

5. La QBO50 da qualche mese mostra una permanenza tra 9 e 10, segno che probabilmente è prossima al proprio massimo. Storicamente, gli intervalli di valori positivi hanno una durata compresa tra 12 e 20 mesi. Pertanto, si può ritenere che la QBO assumerà nuovamente valori negativi non prima dell’estate 2014 e non più tardi dell’inverno 2014-2015, comunque qualche mese dopo la QBO30.

aaaaaaaaaaaaaaa

Considerazioni finali di natura climatica

La prolungata fase neutra dell’ENSO, sebbene ormai conclusa, ha ben pochi precedenti negli ultimi 60 anni.

Volendo anticipare le prospettive per la prossima stagione estiva, pur sapendo che l’ENSO è solo uno dei fattori in gioco, si possono citare analogie con il 2005, anche se nella primavera vi fu un brevissimo episodio di Nino debole, incastonato in un lungo periodo di sostanziale neutralità:

  • la primavera iniziò piuttosto fredda, con ripetute irruzioni di aria gelida continentale nella prima metà di marzo; proseguì molto più mite nella seconda metà del mese; ad aprile non vi furono particolari contrasti e il mese fu lievemente fresco; maggio fu invece più estivo al Sud, più fresco al Nord ma con diversi contrasti caldo-fresco;
  • la stagione estiva fu abbastanza calda ma senza troppi eccessi di natura africana.

Volendo andare ancora più a ritroso nel tempo, si può citare l’ormai lontano 1986, più simile alla stagione attuale in termini teleconnettivi (lunga ed ininterrotta neutralità ENSO, QBO positiva in inverno):

  • la primavera iniziò senza particolari contrasti, con un marzo normale, un po’ più mite nella prima metà, più fresco nella seconda; aprile fu piuttosto fresco al Nord, ben più mite, a tratti estivo, al Sud; maggio fu termicamente nella norma nella prima metà, più estivo, specie al Sud, nella seconda metà;
  • l’estate fu piuttosto calda al Sud ma sempre meno risalendo la nostra Penisola, fino ad un’estate normale al Nord.

L’andamento del mese di Marzo, di Aprile, di Maggio (almeno finora) e le previsioni per i prossimi giorni, pur tenendo conto del perdurante sopramedia, suggeriscono al momento un comportamento più simile a quello del 1986.

FabioDue

Rubrica Meteo-climatica Aprile

Introduzione

La prima parte della Rubrica riporta le previsioni e le tendenze meteo-climatiche per i giorni e le settimane successivi alla pubblicazione della Rubrica. La seconda parte riassume e commenta i principali indici climatici e contiene anche qualche considerazione circa le prossime stagioni primaverile ed estiva.

La legenda relativa ai seguenti (e molti altri) indici è disponibile al link http://www.meteoarcobaleno.com/index.php?option=com_content&view=article&id=227:indici-climatici&catid=3:climatologia&Itemid=3, peraltro già riportato nel forum Meteo.

aaaaaaaaaaaaa

La Primavera 2014 – riepilogo

Dopo un inverno mite e assai piovoso (e nevoso in montagna), la primavera si è finora rivelata anch’essa piuttosto mite, sia pure a fasi alterne: la prima metà di marzo è stata davvero calda in rapporto al periodo; la seconda invece è stata più fresca e perturbata, specie al Nord. Aprile sta finora proponendo un’alternanza di periodo anticiclonici asciutti e relativamente caldi a periodi piovosi e più freschi, specie al Nord, ma comunque in un quadro complessivamente sopramedia.

aaaaaaaaaa

La primavera 2014 – La seconda parte della stagione

I prossimi giorni

Dopo alcuni giorni di stabilità, il tempo si è nuovamente guastato, specie al Nord: piogge, neve in montagna ed un consistente calo termico hanno temporaneamente interrotto il sopramedia che dura ormai da mesi. Le previsioni dei prossimi giorni promettono un prolungamento di condizioni di instabilità, sia pure a fasi alterne, almeno fino a fine mese e forse oltre.

Di seguito è riportata la previsione GFS per le ore centrali di giovedì 24 Aprile, relativa alla pressione al suolo ed in quota:

SLP

Nell’immagine si nota bene l’Alta Pressione posta sulla Scandinavia, in una posizione che non depone a favore di tempo stabile sull’Italia. L’Alta Pressione delle Azzorre è prevista confinata sul vicino Atlantico, presso le coste occidentali europee. Sulla Russia invece è prevista una consueta discesa fredda artica primaverile.

Nel lungo termine (6-7 giorni ed oltre), sembra confermarsi l’alternanza tra temporanei miglioramenti e nuove “ricadute” perturbate atlantiche, comunque in un contesto termico mite.

Il Vortice Polare Stratosferico (la controparte alle quote più alte delle depressioni atlantiche in bassa atmosfera), ancora nei prossimi 7 giorni, continua a resistere dai 10Hpa in giù, pur sottoposto a reiterati attacchi anticiclonici. Invece, alle quote superiori (da 1 a 5Hpa, è già stato soppiantato da un’alta pressione). Una sua pur debole ansa coinvolgerà anche l’Italia, che quindi difficilmente vedrà tempo bello e stabile, anche nel lungo termine.

 

Possibile evoluzione successiva (Fine Aprile-inizio Maggio)

GFS ed il suo ensemble (GENS) prospettano un possibile prolungamento delle condizioni di instabilità anche nei primi giorni di Maggio. Ance ECMWF vede un’evoluzione del tutto simile. Successivamente potrebbe affermarsi un campo anticiclonico, con i primi caldi simil-estivi, specie al Sud. Sarebbe un’evoluzione pienamente fisiologica per la stagione. Ma è davvero presto per le certezze.

Ad oggi non è possibile dire di più. Visitate comunque la pagina Meteo del blog, per gli aggiornamenti successivi.

aaaaaaaaa

Gli indici meteo-climatici: i valori del mese precedente

Di seguito si riportano i valori del mese di Marzo, quelli più recenti disponibili. Tra parentesi sono riportati i valori di Febbraio.

  1. ENSO (El Niño Southern Oscillation, MEI index): (-0,269) -0,017
  2. PDO (Pacific Decadal Oscillation): (+0,38) +0,97
  3. AMO (Atlantic Multidecadal Oscillation): (-0,020) -0,058
  4. QBO30 (quasi Biennal Oscillation alla quota di 30Hpa): (+12,7) +11,7
  5. QBO50 (Quasi Biennal Oscillation alla quota di 50Hpa): (+10) +9,2
  6. MJO (Madden-Julian Oscillation): risulta debole in zona 6, pertanto di difficile interpretazione.

 

Commento indici

1. l’ENSO ormai da un anno e mezzo (autunno 2012) si mostra sostanzialmente neutro. Da allora si sono alternati episodi di debole Nina e debole Nino, ma solo in alcuni comparti del Pacifico equatoriale, a periodi di quasi perfetta neutralità (assenza di anomalie di temperatura). Già ora è in corso un progressivo passaggio a condizioni di Nino debole, specie nel comparto oceanico centrale (zona 3.4). Le previsioni NOAA per i prossimi mesi confermano e anzi rafforzano tale scenario. Tuttavia permangono due incognite: dispersione dei membri previsionali resta elevata e rende la previsione ancora incerta; inoltre, occorre verificare il comportamento dell’indice PDO nei prossimi mesi. Se tornerà in territorio negativo, come ci si attende, ostacolerà la progressione dell’evento di Nino. Per verificare l’attendibilità delle previsioni, è possibile esaminare le anomalie sottosuperficiali di temperatura. Esse possono fornire una prima valida indicazione di quanto probabilmente accadrà effettivamente nel prossimo futuro all’ENSO. La figura successiva si può reperire al seguente link http://www.bom.gov.au/cgi-bin/wrap_fwo.pl?IDYOC007.gif ,

ST Subsurface

Dopo una costante alternanza di anomalie positive e negative, per quasi un anno e mezzo, le anomalie positive stanno decisamente prendendo il sopravvento.

In sostanza, la rilevazione conferma le previsioni NOAA circa la progressione dell’episodio di Nino ormai agli esordi.

Anche le anomalie superficiali ENSO mostrano da lungo tempo un’alternanza di deboli anomalie di segno opposto, ma ormai il quadro sta cambiando, come si è accennato, . Anche nell’Oceano Atlantico, nell’emisfero settentrionale, si mostra un’analoga alternanza, sebbene disposta a fasce lungo i paralleli.

http://www.ospo.noaa.gov/Products/ocean/sst/anomaly/

 

SST

 

L’Oceano Pacifico equatoriale è diviso tra moderate anomalie negative (a sud) e deboli anomalie positive (a nord). La persistente anomalia negativa tra il Nordamerica e l’Europa Occidentale, proprio su una parte del percorso della Corrente del Golfo alle nostre latitudini, si è un po’ attenuata rispetto ai mesi precedenti. Il Mediterraneo comincia a scaldarsi, anche in conseguenza delle persistenti anomalie positive verificatesi a marzo e ad aprile.

2. La PDO mostra da alcuni mesi un’escursione in territorio positivo, presumibilmente temporanea in quanto inserita in un ciclo pluriennale negativo; sta più che mai confermando il suo ruolo “moderatore”; lo si è osservato nel caso dell’evento di Nino conclusosi “prematuramente” all’inizio dello scorso autunno e si ritiene sia tuttora responsabile della perdurante neutralità. Al link seguente è riportato il grafico storico della PDO: http://jisao.washington.edu/pdo/img/pdo_latest.jpeg

3. L’AMO mostra un’escursione in territorio negativo, la prima degli ultimi due anni. Al link seguente è riportato il suo grafico storico http://wattsupwiththat.files.wordpress.com/2011/12/november_2011_amo.jpg. L’AMO risulta di dubbia interpretazione in termini climatici, se non nell’arco di decenni, dopo un cambio di segno.

4. La QBO30 negli ultimi mesi ha mostrato qualche saliscendi; ora accenna a diminuire, segno probabilmente che è già giunta ai valori massimi e che a breve è destinata a scendere rapidamente verso la neutralità. Le statistiche dal 1979 ad oggi indicano una permanenza in territorio positivo compresa tra gli 11 ed i 16 mesi, dunque un ritorno in territorio negativo entro Luglio 2014. Pertanto si ritiene che la fase di diminuzione sia ormai avviata.

5. La QBO50 da qualche mese mostra una permanenza tra 9 e 10, segno che probabilmente è prossima al proprio massimo. Storicamente, gli intervalli di valori positivi hanno una durata compresa tra 12 e 20 mesi. Pertanto, si può ritenere che la QBO assumerà nuovamente valori negativi non prima dell’estate 2014 e non più tardi dell’inverno 2014-2015, comunque qualche mese dopo la QBO30.

 

 

Considerazioni finali di natura climatica

La prolungata fase neutra dell’ENSO, sebbene ormai conclusa, ha ben pochi precedenti negli ultimi 60 anni.

Volendo anticipare le prospettive per la stagione primaverile in corso e la prossima stagione estiva, pur sapendo che l’ENSO è solo uno dei fattori in gioco, si possono citare analogie con il 2005, anche se nella primavera vi fu un brevissimo episodio di Nino debole, incastonato in un lungo periodo di sostanziale neutralità:

  • la primavera iniziò piuttosto fredda, con ripetute irruzioni di aria gelida continentale nella prima metà di marzo; proseguì molto più mite nella seconda metà del mese; ad aprile non vi furono particolari contrasti e il mese fu lievemente fresco; maggio fu invece più estivo al Sud, più fresco al Nord ma con diversi contrasti caldo-fresco;
  • la stagione estiva fu abbastanza calda ma senza troppi eccessi di natura africana.

Volendo andare ancora più a ritroso nel tempo, si può citare l’ormai lontano 1986, più simile alla stagione attuale in termini teleconnettivi (lunga ed ininterrotta neutralità ENSO, QBO positiva in inverno):

  • la primavera iniziò senza particolari contrasti, con un marzo normale, un po’ più mite nella prima metà, più fresco nella seconda; aprile fu piuttosto fresco al Nord, ben più mite, a tratti estivo, al Sud; maggio fu termicamente nella norma nella prima metà, più estivo, specie al Sud, nella seconda metà;
  • l’estate fu piuttosto calda al Sud ma sempre meno risalendo la nostra Penisola, fino ad un’estate normale al Nord.

L’andamento del mese di Marzo, quello di Aprile (almeno finora) e le previsioni per i prossimi giorni, pur tenendo conto del perdurante sopramedia, suggeriscono al momento un comportamento più simile a quello del 1986.

FabioDue

Rubrica Meteo-climatica Marzo

Introduzione

La prima parte della Rubrica riporta le previsioni e le tendenze meteo-climatiche per i giorni e le settimane successivi alla pubblicazione della Rubrica. La seconda parte riassume e commenta i principali indici climatici e contiene anche qualche considerazione circa le prossime stagioni primaverile ed estiva.

La legenda relativa ai seguenti (e molti altri) indici è disponibile al link http://www.meteoarcobaleno.com/index.php?option=com_content&view=article&id=227:indici-climatici&catid=3:climatologia&Itemid=3, peraltro già riportato nel forum Meteo.

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L’inverno 2013-2014 – riepilogo

L’inverno 2013-2014 è risultato tra i più miti da quando esistono le rilevazioni di temperatura, in Italia ed in Europa. Nel nostro Paese è risultato anche estremamente piovoso, specie al Nord: se si considera che gennaio è normalmente il mese più asciutto dell’anno dopo luglio, le continue precipitazioni hanno rappresentato davvero un’anomalia. I ripetuti passaggi di perturbazioni atlantiche hanno apportato notevolissime quantità di neve sulle Alpi, spesso seconde solo al 1951. Ciò garantirà una scorta preziosa per le nostre sorgenti ed anche per i nostri ghiacciai, tanto da far sperare in un loro recupero se la prossima stagione estiva sarà clemente: la grande quantità di neve contribuirà infatti a proteggere il ghiaccio a lungo dai raggi solari e, se le abbondanti nevicate proseguiranno nei prossimi anni, incrementerà la massa ghiacciata.

 

La primavera 2014 – La prima parte della stagione

I prossimi giorni

Nelle prime due decadi del mese un’alta pressione si è progressivamente affermata sul Mediterraneo centro-occidentale e sull’Italia, portando tempo stabile e mite, specie durante le ore centrali del giorno. Nello scorso weekend, invece, le condizioni meteo sono decisamente peggiorate a cominciare dal Nord, a causa dell’arrivo di una perturbazione nord atlantica. Le previsioni dei prossimi giorni promettono un prolungamento di condizioni di instabilità, che gradualmente si attenueranno all’approssimarsi del prossimo fine settimana.

Non dimentichiamo che le stagioni intermedie, primavera ed autunno, per loro natura sono caratterizzate da una minore attendibilità delle previsioni: l’elevata variabilità stagionale, i veri e propri “capricci” del tempo sono inseguiti con maggiore fatica dai modelli meteorologici. Pertanto, le previsioni a medio e lungo termine possono più facilmente essere soggette a correzioni sostanziali e talvolta a complete smentite da un giorno all’altro.

Di seguito è riportata la previsione GFS per le ore centrali di giovedì 27 Marzo, relativa alla pressione al suolo ed in quota:

SLP

 

Nell’immagine si nota bene la “ferita” depressionaria sull’Italia e sull’Europa Occidentale, che ancora condiziona il tempo. L’Alta pressione delle Azzorre (a sinistra) è confinata in aperto oceano, mentre l’Europa nord orientale è dominata da un altro anticiclone. Le perturbazioni atlantiche non sembrano avere spazio in questo contesto, peraltro piuttosto dinamico e quindi destinato a modificarsi presto.

Il grande freddo è tuttora confinato molto a nord e ad est, addirittura al di fuori dell’Europa. Questa è stata ed è la costante di questo semestre 2013-2014.

Nel lungo termine (6-7 giorni ed oltre), sembra confermarsi la presenza di un’alta pressione tra Scandinavia e nord Atlantico. L’anticiclone potrebbe favorire discese fredde, dirette essenzialmente sull’Europa orientale e sulla Russia. Al momento sembra escluso un interessamento dell’Italia. Su tale evoluzione GFS ed ECMWF mostrano una convergenza di fondo. L’Italia, invece, potrebbe restare in una sorta di “limbo”, dunque né in un campo depressionario né protetta decisamente dall’alta pressione.

Il Vortice Polare Stratosferico (la controparte alle quote più alte delle depressioni atlantiche in bassa atmosfera), almeno nei prossimi 7 giorni, non sembra destinato ad indebolirsi più di tanto, sebbene visibilmente sottoposto a pressioni. L’orientamento del Vortice Polare, sbilanciato verso l’Europa nord orientale, depone a favore di discese fredde di rilievo in quell’area che però, come si diceva, non sembrano interessare il Mediterraneo e l’Italia.

Possibile evoluzione successiva (Fine Marzo-inizio Aprile)

GFS ed il suo ensemble (GENS) prospetta un prolungamento delle condizioni di “limbo” citate in precedenza, con l’Italia non chiaramente investita da aree depressionarie, né protetta decisamente da anticicloni. ECMWF vede condizioni analoghe, ma con un’ipotesi di ingerenza fredda nord orientale, almeno sull’Europa settentrionale e orientale.

Ad oggi non è possibile dire di più. Visitate comunque la pagina Meteo del blog, per gli aggiornamenti successivi.

 

Gli indici meteo-climatici: i valori del mese precedente

Di seguito si riportano i valori del mese di Febbraio, quelli più recenti disponibili. Tra parentesi sono riportati i valori di Gennaio.

  1. ENSO (El Niño Southern Oscillation, MEI index): (-0,345) -0,269
  2. PDO (Pacific Decadal Oscillation): (+0,30) +0,38
  3. AMO (Atlantic Multidecadal Oscillation): (-0,039) N.D.
  4. QBO30 (quasi Biennal Oscillation alla quota di 30Hpa): (+13,1) +12,7
  5. QBO50 (Quasi Biennal Oscillation alla quota di 50Hpa): (+9,7) +10
  6. MJO (Madden-Julian Oscillation): risulta relativamente debole in zona 1.

 

Commento indici

1. l’ENSO ormai da quasi un anno e mezzo (autunno 2012) si mostra sostanzialmente neutro. Da allora si sono alternati episodi di debole Nina e debole Nino, ma solo in alcuni comparti del Pacifico equatoriale, a periodi di quasi perfetta neutralità (assenza di anomalie di temperatura). Le previsioni NOAA per i prossimi mesi prospettano un progressivo passaggio a condizioni di Nino debole entro l’inizio dell’estate. Tuttavia, l’attuale dispersione dei membri previsionali consiglia una certa prudenza. Per verificare l’attendibilità delle previsioni, è possibile esaminare le anomalie sottosuperficiali di temperatura. Esse possono fornire una prima valida indicazione di quanto probabilmente accadrà effettivamente nel prossimo futuro all’ENSO. La figura successiva si può reperire al seguente link http://www.bom.gov.au/cgi-bin/wrap_fwo.pl?IDYOC007.gif ,

ST Subsurface

 

Ormai da quasi un anno e mezzo le anomalie positive e negative si rafforzano e si indeboliscono alternativamente. Attualmente prevale l’anomalia positiva (a sinistra) che appare in espansione ed in rafforzamento, a scapito dell’anomalia negativa (a destra).

In sostanza, la rilevazione suggerisce che il perdurante equilibrio tra anomalie positive e negative sta ormai terminando a favore di un episodio di Nino, come suggerito dalle previsioni NOAA.

Anche le anomalie superficiali ENSO mostrano da lungo tempo un’alternanza di deboli anomalie di segno opposto. Anche nell’Oceano Atlantico, nell’emisfero settentrionale, si mostra un’analoga alternanza, sebbene disposta a fasce lungo i paralleli.

http://www.ospo.noaa.gov/Products/ocean/sst/anomaly/

SST

 

L’Oceano Pacifico equatoriale è diviso tra moderate anomalie negative (a sud) e deboli anomalie positive (a nord e ad ovest). Colpisce la presenza di una persistente anomalia negativa tra il Nordamerica e l’Europa Occidentale, proprio su una parte del percorso della Corrente del Golfo alle nostre latitudini. E’ presente dalla fine di Dicembre ed è stata probabilmente conseguenza del continuo transito di depressioni atlantiche, che hanno raffreddato le acque superficiali Il Mediterraneo al momento appare sede di lievi anomalie positive ad est e di una sostanziale neutralità ad ovest.

2. La PDO mostra una nuova escursione in territorio positivo, presumibilmente temporanea in quanto inserita in un ciclo pluriennale negativo; sta più che mai confermando il suo ruolo “moderatore”; lo si è osservato nel caso dell’evento di Nino conclusosi “prematuramente” all’inizio dello scorso autunno e si ritiene sia tuttora responsabile della perdurante neutralità. Al link seguente è riportato il grafico storico della PDO: http://jisao.washington.edu/pdo/img/pdo_latest.jpeg

3. L’AMO mostra un’escursione in territorio negativo, la prima degli ultimi due anni. Al link seguente è riportato il suo grafico storico http://wattsupwiththat.files.wordpress.com/2011/12/november_2011_amo.jpg. L’AMO risulta di dubbia interpretazione in termini climatici, se non nell’arco di decenni, dopo un cambio di segno.

4. La QBO30 negli ultimi mesi ha mostrato qualche saliscendi, segno probabilmente che è già giunta ai valori massimi e che a breve comincerà a diminuire. Le statistiche dal 1979 ad oggi indicano una permanenza in territorio positivo compresa tra gli 11 ed i 16 mesi, dunque un ritorno in territorio negativo entro e Luglio 2014. Pertanto si ritiene che la fase di diminuzione sia ormai imminente.

5. La QBO50 da qualche mese mostra una stasi tra 9,7 e 10. Storicamente, gli intervalli di valori positivi hanno una durata compresa tra 12 e 20 mesi. Pertanto, si può ritenere che la QBO assumerà nuovamente valori negativi non prima dell’estate 2014 e non più tardi dell’inverno 2014-2015, comunque qualche mese dopo la QBO30.

aaaaaaaaaaaaaaa

 

Considerazioni finali di natura climatica

La prolungata fase neutra dell’ENSO ha ben pochi precedenti negli ultimi 60 anni.

Volendo anticipare le prospettive per le prossime stagioni primaverile ed estiva, pur sapendo che l’ENSO è solo uno dei fattori in gioco, si possono citare analogie con il 2005, anche se nella primavera vi fu un brevissimo episodio di Nino debole, incastonato in un lungo periodo di sostanziale neutralità:

  • la primavera iniziò piuttosto fredda, con ripetute irruzioni di aria gelida continentale nella prima metà di marzo; proseguì molto più mite nella seconda metà del mese; ad aprile non vi furono particolari contrasti e il mese fu lievemente fresco; maggio fu invece più estivo al Sud, più fresco al Nord ma con diversi contrasti caldo-fresco;
  • la stagione estiva fu abbastanza calda ma senza troppi eccessi di natura africana.

Volendo andare più indietro, si può citare l’ormai lontano 1986, più simile alla stagione attuale in termini teleconnettivi (lunga ed ininterrotta neutralità ENSO, QBO positiva in inverno):

  • la primavera iniziò senza particolari contrasti, con un marzo normale, un po’ più mite nella prima metà, più fresco nella seconda; aprile fu piuttosto fresco al Nord, ben più mite, a tratti estivo, al Sud; maggio fu termicamente nella norma nella prima metà, più estivo, specie al Sud, nella seconda metà;
  • l’estate fu piuttosto calda al Sud ma sempre meno risalendo la nostra Penisola, fino ad un’estate normale al Nord.

L’andamento del mese di Marzo, almeno finora, e le previsioni per i prossimi giorni suggeriscono al momento un comportamento più simile a quello del 1986.

FabioDue

 

Rubrica meteo-climatica Febbraio

Introduzione

La prima parte della Rubrica riporta le previsioni e le tendenze meteo-climatiche per i giorni e le settimane successivi alla pubblicazione della Rubrica. La seconda parte riassume e commenta i principali indici climatici e contiene anche qualche considerazione circa le prossime stagioni primaverile ed estiva.

La legenda relativa ai seguenti (e molti altri) indici è disponibile al link http://www.meteoarcobaleno.com/index.php?option=com_content&view=article&id=227:indici-climatici&catid=3:climatologia&Itemid=3, peraltro già riportato nel forum Meteo.

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La prima parte dell’inverno – riepilogo

L’inverno 2013-2014 è stato preannunciato a fine novembre da una breve ma importante irruzione fredda da est. E’ iniziato e proseguito con un’alternanza di alte pressioni di origine subtropicale, dunque miti e asciutte, e passaggi di perturbazioni atlantiche, quindi miti e umidi. E’ finora mancato qualsiasi apporto di aria fredda artica marittima (da nord quindi) o continentale (da nordest), in grado di produrre episodi di chiaro stampo invernale con gelo e cadute di neve anche in pianura. In compenso, i ripetuti passaggi di perturbazioni atlantiche stanno apportando quantitativi record di neve sulle Alpi e piogge abbondantissime in tutto il Nord Italia. Ciò garantisce una scorta preziosa per le nostre sorgenti ed anche per i nostri ghiacciai, tanto da far sperare in un loro recupero se la prossima stagione estiva sarà clemente: la grande quantità di neve contribuirà perlomeno a proteggere il ghiaccio a lungo dai raggi solari e, se le abbondanti nevicate proseguiranno nei prossimi anni, incrementerà la massa ghiacciata.

L’inverno è stato finora latitante non solo in Italia, ma più in generale in Europa: dalla Spagna alla Russia ai Balcani, ad eccezione di brevi episodi, si sono registrate temperature miti da record per la stagione in corso. Il grande freddo si è affacciato per un certo periodo solo all’estremo nord (Scandinavia) ed est (Russia, specie nel nordest).

 

L’inverno 2013-2014 – Termine e avvio della primavera

I prossimi giorni

Dopo una successione di perturbazioni atlantiche quasi senza soluzione di continuità, comunque in un contesto mite, il tempo dei prossimi giorni promette ancora un paio di ingressi perturbati atlantici, soprattutto al Nord, in un contesto di relativa tregua.

Di seguito è riportata la previsione GFS per le ore centrali di giovedì 20 Febbraio, relativa alla pressione al suolo ed alla distribuzione delle precipitazioni:

SLP

Nell’immagine si nota bene il predominio delle depressioni atlantiche in Europa Centro-Occidentale, che non viene per ora ostacolato dall’Anticiclone delle Azzorre (in basso a sinistra). L’Italia si trova su una delle traiettorie di tali depressioni e sembra ne sarà presto interamente coinvolta, dunque anche il Centro ed il Sud, che nei giorni scorsi hanno beneficiato di un promontorio di alta pressione di origine africana. Poiché non sono previsti cambiamenti sostanziali a tale configurazione, è probabile che la tregua prevista a breve sia, appunto, solo una tregua prima di nuove piogge.

Si noti infine la totale assenza dell’Anticiclone Russo-Siberiano, detto anche Orso, in Europa: buona parte della Russia infatti è sede di una debole depressione di origine atlantica.

Nel lungo termine (7 giorni ed oltre), si intravvede una possibile ripresa in grande stile delle perturbazioni atlantiche, in Europa e forse anche sull’Italia. Permane un margine di incertezza circa la natura di tali perturbazioni, cioè se proverranno dalle medie latitudini, oppure se si avvarranno di contributi freddi di origine artica.

Un fatto sembra assodato: dopo il 20 Febbraio il Vortice Polare Stratosferico (VPS) trasferirà il proprio nucleo dall’artico nordamericano a quello siberiano, a tutte le quote della stratosfera. Ciò presumibilmente fornirà nuovo carburante freddo all’Orso in Siberia. In Europa potrebbe consentire una maggiore propensione dell’Anticiclone delle Azzorre ad elevarsi verso nord, trasferendo masse di aria più fredda verso le nostre latitudini. Tuttavia per ora si tratta di ipotesi non confermate dalle previsioni troposferiche.

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Possibile evoluzione successiva (Fine Febbraio e prima parte di Marzo)

Al momento solo GFS ed il suo ensemble (GENS) prospetta una ripresa del “carosello” di perturbazioni atlantiche che ha flagellato l’Europa e il Nord Italia a Gennaio e nei primi giorni di Febbraio. ECMWF vede invece una maggiore ingerenza di alte pressioni subtropicali, pur alternata a qualche episodio instabile.

L’evoluzione prospettata da GFS sarebbe fisiologica, a cavallo del passaggio di testimone tra inverno e primavera, con possibili ingerenze artiche alternate alle prime alte pressioni di matrice subtropicale.

Non vi sono al momento segnali che lascino pensare ad una evoluzione fredda e nevosa della fine dell’inverno e dell’avvio della primavera, in una sorta di compensazione per una stagione invernale davvero sottotono.

Ad oggi non è possibile dire di più. Visitate comunque la pagina Meteo del blog, per gli aggiornamenti successivi.

 

Gli indici meteo-climatici: i valori del mese precedente

Di seguito si riportano i valori del mese di Gennaio, quelli più recenti disponibili. Tra parentesi sono riportati i valori di Dicembre.

  1. ENSO (El Niño Southern Oscillation, MEI index): (-0,312) -0,318
  2. PDO (Pacific Decadal Oscillation): (-0,41) +0,30
  3. AMO (Atlantic Multidecadal Oscillation): (+0,059) -0,039
  4. QBO30 (quasi Biennal Oscillation alla quota di 30Hpa): (+12,6) +13,1
  5. QBO50 (Quasi Biennal Oscillation alla quota di 50Hpa): (+10) +9,7
  6. MJO (Madden-Julian Oscillation): risulta tuttora estremamente debole, in zona 6. Verso fine mese potrebbe intensificarsi e spostarsi in zona 7, divenendo quindi un elemento a favore di ondate di freddo in Europa.

 

Commento indici

1. l’ENSO ormai da oltre un anno (autunno 2012) si mostra sostanzialmente neutro. Da allora si sono alternati episodi di debole Nina e debole Nino, ma solo in alcuni comparti del Pacifico equatoriale, a periodi di quasi perfetta neutralità (assenza di anomalie di temperatura). Le previsioni NOAA per i prossimi mesi prospettano un progressivo passaggio a condizioni di Nino debole, tra la fine della primavera e l’inizio dell’estate. Tuttavia, l’attuale dispersione dei membri previsionali consiglia una certa prudenza. Per verificare l’attendibilità delle previsioni, è possibile esaminare le anomalie sottosuperficiali di temperatura. Esse possono fornire una prima valida indicazione di quanto probabilmente accadrà effettivamente nel prossimo futuro all’ENSO. La figura successiva si può reperire al seguente link http://www.bom.gov.au/cgi-bin/wrap_fwo.pl?IDYOC007.gif ,

ST Subsurface

 

Rispetto ai mesi precedenti (ma ormai da oltre un anno) le anomalie positive e negative si rafforzano e si indeboliscono alternativamente. Perdura pertanto l’equilibrio tra anomalie di segno opposto; nessuna delle due è finora riuscita a prevalere sull’altra chiaramente ed in modo durevole. Attualmente si osserva un equilibrio quasi perfetto tra anomalie piuttosto marcate di segno opposto: una rilevante anomalia negativa ad est ed una altrettanto marcata e diffusa anomalia positiva ad ovest. In sostanza, la rilevazione suggerisce al momento il prolungamento delle attuali condizioni di neutralità su tutto l’Oceano Pacifico equatoriale. Tuttavia, a differenza di quanto prospettato dalle previsioni NOAA per la prossima primavera, non si intravvede per ora alcuna tendenza ad una maggiore diffusione delle anomalie positive.

Anche le anomalie superficiali ENSO mostrano da lungo tempo un’alternanza di deboli anomalie di segno opposto. Anche nell’Oceano Atlantico, nell’emisfero settentrionale, si mostra un’analoga alternanza, sebbene disposta a fasce lungo i paralleli.

http://www.ospo.noaa.gov/Products/ocean/sst/anomaly/

 

SST

 

Colpisce la presenza di una vasta anomalia negativa tra il Nordamerica e l’Europa Occidentale, proprio su una parte del percorso della Corrente del Golfo alle nostre latitudini. E’ presente dalla fine di Dicembre ed è probabilmente dovuta al continuo transito di depressioni atlantiche, che hanno raffreddato le acque superficiali Il Mediterraneo al momento appare sede di lievi anomalie positive ad est e di una sostanziale neutralità ad ovest.

2. La PDO mostra una nuova escursione in territorio positivo, presumibilmente temporanea in quanto inserita in un ciclo pluriennale negativo; sta più che mai confermando il suo ruolo “moderatore”; lo si è osservato nel caso dell’evento di Nino conclusosi “prematuramente” all’inizio dello scorso autunno e si ritiene sia tuttora responsabile della perdurante neutralità. Al link seguente è riportato il grafico storico della PDO: http://jisao.washington.edu/pdo/img/pdo_latest.jpeg

3. L’AMO mostra un’escursione in territorio negativo, la prima degli ultimi due anni. Al link seguente è riportato il suo grafico storico http://wattsupwiththat.files.wordpress.com/2011/12/november_2011_amo.jpg. L’AMO risulta di dubbia interpretazione in termini climatici, se non nell’arco di decenni, dopo un cambio di segno.

4. La QBO30 continua a crescere, dopo un temporaneo calo. Le statistiche dal 1979 ad oggi indicano una permanenza in territorio positivo compresa tra gli 11 ed i 16 mesi, dunque un ritorno in territorio negativo compreso tra Febbraio e Luglio 2014. Pertanto la fase di diminuzione è ormai imminente.

5. La QBO50 mostra una stasi, presumibilmente temporanea, della sua fase di crescita. Storicamente, gli intervalli di valori positivi hanno una durata compresa tra 12 e 20 mesi. Pertanto, si può ritenere che la QBO assumerà nuovamente valori negativi non prima dell’estate 2014 e non più tardi dell’inverno 2014-2015.

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Considerazioni finali di natura climatica

La prolungata fase neutra dell’ENSO ha ben pochi precedenti negli ultimi 60 anni.

Volendo anticipare le prospettive per le prossime stagioni primaverile ed estiva, pur sapendo che l’ENSO è solo uno dei fattori in gioco, si possono citare analogie con il 2005, anche se nella primavera vi fu un brevissimo episodio di Nino debole, incastonato in un lungo periodo di sostanziale neutralità:

  • la primavera iniziò piuttosto fredda, con ripetute irruzioni di aria gelida continentale nella prima metà di marzo; proseguì molto più mite nella seconda metà del mese; ad aprile non vi furono particolari contrasti e il mese fu lievemente fresco; maggio fu invece più estivo al Sud, più fresco al Nord ma con diversi contrasti caldo-fresco;
  • la stagione estiva fu abbastanza calda ma senza troppi eccessi di natura africana.

Volendo andare più indietro, si può citare l’ormai lontano 1986, più simile alla stagione attuale in termini teleconnettivi (lunga ed ininterrotta neutralità ENSO, QBO positiva in inverno):

  • la primavera iniziò senza particolari contrasti, con un marzo normale, un po’ più mite nella prima metà, più fresco nella seconda; aprile fu piuttosto fresco al Nord, ben più mite, a tratti estivo, al Sud; maggio fu termicamente nella norma nella prima metà, più estivo, specie al Sud, nella seconda metà;
  • l’estate fu piuttosto calda al Sud ma sempre meno risalendo la nostra Penisola, fino ad un’estate normale al Nord.

FabioDue

Rubrica Meteo-climatica Gennaio

Introduzione

La prima parte della Rubrica riporta le previsioni e le tendenze meteo-climatiche per i giorni e le settimane successivi alla pubblicazione della Rubrica. La seconda parte riassume e commenta i principali indici climatici e contiene anche qualche considerazione circa le prossime stagioni primaverile ed estiva.

La legenda relativa ai seguenti (e molti altri) indici è disponibile al link http://www.meteoarcobaleno.com/index.php?option=com_content&view=article&id=227:indici-climatici&catid=3:climatologia&Itemid=3, peraltro già riportato nel forum Meteo.

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La prima parte dell’inverno – riepilogo

L’inverno 2013-2014 è stato preannunciato a fine novembre da una breve ma importante irruzione fredda da est. E’ iniziato e proseguito con un’alternanza di alte pressioni di origine subtropicale, dunque miti e asciutte, e passaggi di perturbazioni atlantiche, quindi miti e umidi. E’ finora mancato qualsiasi apporto di aria fredda artica (da nord quindi) e di aria fredda continentale (da nordest), in grado di produrre episodi di chiaro stampo invernale con gelo e cadute di neve anche in pianura. In compenso, i ripetuti passaggi di perturbazioni atlantiche stanno apportando notevoli quantitativi di neve sulle Alpi. Ciò garantisce una scorta preziosa per le nostre sorgenti ed anche per i nostri ghiacciai, tanto da far sperare in un loro recupero se la prossima stagione estiva sarà clemente.

L’inverno è stato finora latitante non solo in Italia, ma più in generale in Europa: dalla Spagna alla Russia ai Balcani, fino a pochi giorni fa si sono registrate temperature miti da record per il periodo. Tuttavia, da alcuni giorni il grande freddo si è affacciato all’estremo nord (Scandinavia) ed est (Russia, specie nel nordest).

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L’inverno 2013-2014 – Seconda parte

I prossimi giorni

Dopo un’alternanza tra alte pressioni e perturbazioni atlantiche, comunque in un contesto mite, il tempo dei prossimi giorni promette di continuare a proporci ingressi perturbati atlantici, al più nord atlantici, quindi umidi e mai troppo freddi.

Di seguito è riportata la previsione GFS per le ore centrali di giovedì 23 Gennaio, relativa alla pressione al suolo ed alla distribuzione delle precipitazioni:

SLP

Nell’immagine si nota bene l’ingresso perturbato nord atlantico (in alto a sinistra) sull’Europa nord- occidentale, in parte diretto anche verso il Mediterraneo e l’Italia, ostacolato dall’Anticiclone delle Azzorre (in basso a sinistra) e da un’alta pressione fredda (in alto a destra) di matrice russo-scandinava. I due anticicloni, al momento, non sembrano in grado di impedire al Vortice Polare (rappresentato dalle perturbazioni atlantiche) di dettare ancora legge su buona parte dell’Europa: nei prossimi giorni il tempo europeo e italiano sarà caratterizzato da un’alternanza tra passaggi perturbati e temporanee pause. Finora il Nord Italia ha visto più freddo e più piogge, mentre il Centro-Sud ha spesso goduto di condizioni più asciutte e miti, spesso primaverili. Nei prossimi giorni sembra vi sarà un certo riequilibrio, con maggiori precipitazioni e temperature più basse al Centro ed al Sud.

Nel lungo termine (7 giorni ed oltre) si intravvede una maggiore spinta fredda: L’Anticiclone delle Azzorre probabilmente accennerà a spingersi verso nord/nordest ed a richiamare così aria più fredda verso l’Europa ed il Mediterraneo. Invece, l’Alta pressione fredda presente tra Russia e Scandinavia resterà dov’è e poi sarà respinta verso est dalla forza della spinta nord atlantica (Vortice Polare). Entrambi i principali modelli di previsione, GFS ed ECMWF, confermano in sostanza questo quadro, pur con alcune differenze circa l’entità e la modalità degli ingressi perturbati atlantici.

Ciò potrebbe condurre ad ingressi di perturbazioni artico-atlantiche, con precipitazioni sotto forma di rovesci e nevicate anche a bassa quota al Centro ed al Sud, mentre il Nord risulterebbe più al riparo dalle precipitazioni grazie alla protezione offerta dalle Alpi.

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Possibile evoluzione successiva (Fine Gennaio e prima parte di Febbraio)

Entrambi i principali modelli, GFS ed ECMWF, ed i loro ensemble (GENS ed ECMWF Ensemble) prospettano una certa ingerenza di aria più fredda di origine artico/continentale verso la fine di Gennaio. Tuttavia, data la distanza temporale (dai 6-7 giorni in poi) rimane un’eventualità ancora da confermare.

Attualmente, le previsioni stratosferiche circa il comportamento del Vortice Polare Stratosferico (VPS) nei prossimi dieci giorni almeno non evidenziano alcun evento in grado di destabilizzarlo. Il Vortice Polare appare ruotato in direzione Atlantico Settentrionale-Stretto di Bering e compatto alle quote superiori (fino a 10hpa), più allungato e bilobato alle quote inferiori (da 30 a 100hpa). Non si evidenzia comunque alcun elemento in grado di modificare sostanzialmente l’assetto attuale e condurre verso l’Europa masse di aria decisamente più fredda, almeno non in modo consistente e duraturo. Le stesse previsioni lasciano comunque aperta la possibilità di un maggiore ingresso in Europa di aria artica da nord, come già accennato.

Ricordiamo che condizione necessaria (ma non sufficiente) affinché si verifichi un’ondata di freddo (aria gelida continentale da nordest, cioè dalla Russia e/o dalla Siberia) verso l’Europa e verso l’Italia è almeno una delle due seguenti:

  1. che un riscaldamento stratosferico (stratwarming) indebolisca e destabilizzi il Vortice Polare Stratosferico, consentendo alle alte pressioni di estendersi verso nord, incunearsi nel Vortice stesso e “richiamare” aria fredda verso sud;
  2. che l’Anticiclone russo-siberiano (detto anche Orso) acquisti una forza tale da respingere il Vortice Polare verso nord, costringendolo ad assumere una forma ellittica, e da estendersi verso ovest, verso la Russia e l’Europa centro-occidentale.

Attualmente in termini di prospettiva di lungo periodo (prossimi 10 giorni),

  1. non è previsto alcuno stratwarming in grado di destabilizzare il Vortice Polare;
  2. l’Anticiclone russo-siberiano appare latitante, anche sulla Russia europea, e non sembra in grado di spingersi verso ovest nei prossimi giorni.

Si ricorda ancora una volta che in questo inverno la combinazione QBO (positiva)-ciclo solare (nel complesso debole, nonostante qualche temporanea accelerazione) risulta sfavorevole ad un inverno freddo e nevoso in quanto inibisce forti stratwarming sopra l’Artico.

Per concludere, si ritiene che i futuri apporti di aria fredda non risulteranno, a consuntivo, di entità rilevante e di durata apprezzabile, pur essendo abbastanza probabili.

Ad oggi non è possibile dire di più. Visitate comunque la pagina Meteo del blog, per gli aggiornamenti successivi.

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Gli indici meteo-climatici: i valori del mese precedente

Di seguito si riportano i valori del mese di Dicembre, quelli più recenti disponibili. Tra parentesi sono riportati i valori di Novembre.

  1. ENSO (El Niño Southern Oscillation, MEI index): (-0,093) -0,312
  2. PDO (Pacific Decadal Oscillation): (-0,11) -0,41
  3. AMO (Atlantic Multidecadal Oscillation): (+0,16) valore di dicembre non ancora disponibile
  4. QBO30 (quasi Biennal Oscillation alla quota di 30Hpa): (+12,4) +12,6
  5. QBO50 (Quasi Biennal Oscillation alla quota di 50Hpa): (+9,7) +10
  6. MJO (Madden-Julian Oscillation): risulta tuttora estremamente debole, in zona 6. Verso fine mese potrebbe intensificarsi e spostarsi in zona 7, divenendo quindi un elemento a favore di ondate di freddo in Europa.

 

Commento indici

1. l’ENSO ormai da oltre un anno (autunno 2012) si mostra sostanzialmente neutro. Da allora si sono alternati episodi di debole Nina e debole Nino, ma solo in alcuni comparti del Pacifico equatoriale, a periodi di quasi perfetta neutralità (assenza di anomalie di temperatura). Le previsioni NOAA per i prossimi mesi prospettano il proseguimento di condizioni di sostanziale neutralità ancora per qualche mese, per poi (forse) passare a condizioni di Nino debole tra la fine della primavera e l’inizio dell’estate. Tuttavia, l’attuale dispersione dei membri previsionali consiglia una certa prudenza. Per verificare l’attendibilità delle previsioni, è possibile esaminare le anomalie sottosuperficiali di temperatura. Esse possono fornire una prima valida indicazione di quanto probabilmente accadrà effettivamente nel prossimo futuro all’ENSO. La figura successiva si può reperire al seguente link http://www.bom.gov.au/cgi-bin/wrap_fwo.pl?IDYOC007.gif ,

 

SST Subsurface

 

Rispetto ai mesi precedenti (ma ormai da un anno) le anomalie positive e negative si rafforzano e si indeboliscono alternativamente. Perdura pertanto l’equilibrio tra anomalie di segno opposto: nessuna delle due è finora riuscita a prevalere sull’altra chiaramente ed in modo durevole. Attualmente si osserva un equilibrio quasi perfetto: siamo in presenza di una rilevante anomalia negativa ad est e di una tenace e diffusa anomalia positiva ad ovest. In sostanza, la rilevazione conferma al momento le previsioni NOAA circa il prolungamento delle attuali condizioni di neutralità su tutto l’Oceano Pacifico equatoriale. Tuttavia, a differenza di quanto prospettato dalle previsioni per la prossima primavera, non si intravvede per ora alcuna tendenza ad una maggiore diffusione delle anomalie positive.

Anche le anomalie superficiali ENSO mostrano da lungo tempo un’alternanza di deboli anomalie di segno opposto. Anche nell’Oceano Atlantico, nell’emisfero settentrionale, si mostra un’analoga alternanza, sebbene disposta a fasce lungo i paralleli.

http://www.ospo.noaa.gov/Products/ocean/sst/anomaly/

SST

 

Colpisce la presenza di una vasta anomalia negativa tra il Nordamerica e l’Europa Occidentale, proprio su una parte del percorso della Corrente del Golfo alle nostre latitudini. Il Mediterraneo al momento non appare sede di anomalie di rilievo.

2. La PDO è tornata negativa da molti mesi ormai, dopo una brevissima escursione in territorio positivo, la prima dopo qualche anno; sta più che mai confermando il suo ruolo “moderatore”; lo si è osservato nel caso dell’evento di Nino conclusosi “prematuramente” all’inizio dello scorso autunno e si ritiene sia tuttora responsabile della perdurante neutralità. Al link seguente è riportato il grafico storico della PDO: http://jisao.washington.edu/pdo/img/pdo_latest.jpeg

3. L’AMO si conferma in territorio positivo, pur in calo. Al link seguente è riportato il grafico storico dell’AMO http://wattsupwiththat.files.wordpress.com/2011/12/november_2011_amo.jpg. Tale indice risulta di dubbia interpretazione in termini climatici, se non nel lungo termine (decenni) dopo un cambio di segno.

4. La QBO30 continua a crescere, dopo un temporaneo calo. Le statistiche dal 1979 ad oggi indicano una permanenza in territorio positivo compresa tra gli 11 ed i 16 mesi, dunque un ritorno in territorio negativo compreso tra Febbraio e Luglio 2014.

5. La QBO50 è anch’essa in continua crescita. Storicamente, gli intervalli di valori positivi hanno una durata compresa tra 12 e 20 mesi. Pertanto, si può ritenere che la QBO assumerà nuovamente valori negativi non prima dell’estate 2014 e non più tardi dell’inverno 2014-2015.

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Considerazioni finali di natura climatica

La prolungata fase neutra dell’ENSO ha ben pochi precedenti negli ultimi 60 anni.

Volendo anticipare le prospettive per le prossime stagioni primaverile ed estiva, pur sapendo che l’ENSO è solo uno dei fattori in gioco, si possono citare analogie con il 2005, anche se nella primavera vi fu un brevissimo episodio di Nino debole, incastonato in un lungo periodo di sostanziale neutralità:

  • la primavera iniziò piuttosto fredda, con ripetute irruzioni di aria gelida continentale nella prima metà di marzo; proseguì molto più mite nella seconda metà del mese; ad aprile non vi furono particolari contrasti e il mese fu lievemente fresco; maggio fu invece più estivo al Sud, più fresco al Nord ma con diversi contrasti caldo-fresco;
  • la stagione estiva fu abbastanza calda ma senza troppi eccessi di natura africana.

Volendo andare più indietro, si può citare l’ormai lontano 1986, più simile alla stagione attuale in termini teleconnettivi (lunga ed ininterrotta neutralità ENSO, QBO positiva in inverno):

  • la primavera iniziò senza particolari contrasti, con un marzo normale, un po’ più mite nella prima metà, più fresco nella seconda; aprile fu piuttosto fresco al Nord, ben più mite, a tratti estivo, al Sud; maggio fu termicamente nella norma nella prima metà, più estivo, specie al Sud, nella seconda metà;
  • l’estate fu piuttosto calda al Sud ma sempre meno risalendo la nostra Penisola, fino ad un’estate normale al Nord.

FabioDue