Rubrica Sole Giugno 2014

Immagine copertina

Introduzione e riepilogo

Durante la sua progressione verso il massimo solare, il ciclo 24 ha da subito manifestato un’intensità notevolmente inferiore a quella che gli esperti avevano pronosticato al termine del ciclo 23: http://science.nasa.gov/science-news/science-at-nasa/2006/21dec_cycle24/ . Fino alla fine del mese di Settembre 2013, vista l’evoluzione degli ultimi due anni, dopo il picco dell’autunno 2011, sembrava in verità molto improbabile che questo ciclo potesse prendere un diverso andamento rispetto a quello fatto vedere fino a quel momento. In definitiva il Sole era in una fase di “stallo”. Pur con naturali oscillazioni in alto ed in basso dei vari indici di attività, nel periodo in questione il solar flux (il miglior indicatore dell’attività solare finora noto) non aveva mostrato in media alcun trend particolare, né crescente né decrescente. Lo si nota chiaramente dalla prima immagine successiva.

La fase di forte spinta appena trascorsa ha poi condotto il ciclo al suo secondo massimo che in realtà si è rivelato essere anche il nuovo massimo assoluto di questo ciclo 24, superiore a quello dell’autunno 2011. Le influenze planetarie hanno avuto un peso non indifferente nelle dinamiche di questa ripresa dell’attività solare, come a suo tempo debitamente descritto in un articolo del nostro Michele. Resta però da capire se tale fase, ormai in corso da Ottobre 2013 e pur in chiaro declino, possa considerarsi definitivamente archiviata.

In sintesi, il mese di Giugno appena trascorso, è stato caratterizzato dal quarto calo consecutivo dei valori di solar flux e sunspot number, rispetto ai massimi fatti registrare a Febbraio . Ribadiamo che si tratta comunque di valori bassi se paragonati ad uno qualsiasi dei massimi solari dei cicli compresi tra il 19 ed il 23, anche perché le macchie non sono state né particolarmente numerose, né molto estese ed attive

Questa fiammata dell’attività può essere sicuramente messa in relazione al secondo picco di attività pronosticato anche dalla NASA http://science.nasa.gov/science-news/science-at-nasa/2013/01mar_twinpeaks/.

Abbiamo raggiunto i 5 anni e mezzo (66 mesi) dal minimo del dicembre 2008 e dobbiamo comunque constatare che, fatti salvi brevi periodi di più intensa attività,

  • il solar flux ha raggiunto solo di recente e per pochi giorni quota 200, come valore di picco giornaliero ma non come media mensile; tale soglia fu ampiamente superata più volte dai cinque cicli precedenti, come valore giornaliero ma spesso anche in termini di media mensile;
  • anche il sunspot number risulta decisamente inferiore e analogo a quello dei cicli di fine Ottocento-inizio Novecento; ricordiamo però che i calcoli attuali sono molto rigorosi e tengono conto anche della macchia più piccola. Pertanto i valori del passato sono molto probabilmente sottostimati: perlomeno del 5% per i cicli di fine Ottocento/inizio Novecento, fino al 20% ed oltre in precedenza (ad esempio durante il Minimo di Dalton).

Il grafico seguente evidenzia come il ciclo sia stato sostanzialmente “piatto”, senza trend, fino a settembre 2013, per poi mostrare una netta accelerazione, fino al picco appena verificatosi. Risulta evidente anche il temporaneo superamento del “muro” dei 200:

Solen Info

Il sunspot number

Il nuovo massimo assoluto del ciclo 24 è 76,0 (dicembre 2013) ed ha ampiamente superato il primo massimo registrato a Febbraio 2012 e pari a 66,9. Tra i due massimi la progressione del SSN (Smoothed Sunspot Number, media mobile su 13 mesi; fonte SIDC) si è interrotta ed invertita. Il comportamento del ciclo 24, con due massimi di cui il secondo assoluto, finora assomiglia a qualcuno dei cicli tra fine ‘800 ed inizio ‘900, nonché al ciclo 5 del Minimo di Dalton, sebbene un po’ più intenso di quest’ultimo.

Anche per il NIA’s dicembre 2013 ha fatto segnare il nuovo massimo provvisorio di questo ciclo (42,73) procedendo di pari passo con i dati ufficiali del sunspot number SIDC. Restano da verificare ancora alcuni dati che al momento sono solo provvisori e pertanto vi potrebbe essere qualche leggera variazione nel conteggio. La curva della media “smoothed” di questo indice, con le dovute proporzioni, ricalca l’andamento di quello che per la Scienza ufficiale è e rimane l’unico conteggio valido, ovvero quello del SIDC.

Vediamo in dettaglio cosa ci ha riservato questo Giugno 2014:

Smoothed sunspot area

Questo grafico, basato sulle medie mensili delle aree del disco solare coperte da sunspot (in rosso la smoothed) è abbastanza eloquente: l’attuale ciclo 24 per ora riesce a stento a tenere il passo dei deboli cicli di fine ‘800 – primi ‘900.

In dettaglio, Giugno ha confermato il trend degli ultimi tre mesi che vedono l’attività in lieve flessione rispetto al picco di Febbraio. Di conseguenza, il valore del sunspot number è sceso ancora fino a quota 71 rispetto al 102,8 del massimo assoluto e al 75,2 del precedente mese di Maggio. Come evidenziato dal grafico sottostante, l’attuale decisa seconda impennata di attività certifica che ci troviamo nel massimo del ciclo, con tutta probabilità, in una fase molto avanzata se non addirittura terminale.

SN Nia e Sidc

Il valore del NIA’s di Ottobre (49,4), Novembre (42,8) 2013 e Giugno 2014 (35,5) sono provvisori/stimati ed al momento in attesa di validazione mentre sono già definitivi il dato di Dicembre 2013 (58,4), di Gennaio (51,6) Febbraio (che con 67,3 ha stabilito il massimo relativo provvisorio di questo indice), Marzo (50,1), Aprile (54,6) e Maggio 2014 (42,1).

Nel grafico è ben evidente il raggiungimento del primo e provvisorio massimo a primavera 2012, l’iniziale declino delle curve del SSN ed il seguente sostanziale stallo nonchè l’ultima nuova e più decisa tendenza al rialzo dell’indice in oggetto che stabilisce nuovi massimi assoluti.

 

Solar flux

Anche il Solar Flux ad Giugno ha fatto registrare un nuovo lieve calo rispetto a quello dei mesi immediatamente precedenti. Nel corso del mese il solar flux è tornato a scendere, per la prima volta da Settembre 2013, sotto la soglia di 100, evidenziando un primo potenziale segnale di cedimento. Tuttavia, nella parte centrale del mese l’attività si è fatta più intensa con un momentaneo picco oltre quota 170 (con un valore superiore a 200 in una singola rilevazione delle ore 23) mentre la fase iniziale e quella immediatamente precedente la fine del mese hanno visto valori di questo indice vicini o inferiori a quota 100.

Per quanto appena detto il solar flux mensile aggiustato ha fatto segnare un valore pari a 126,22, ovvero il più basso da 9 mesi a questa parte.

Il solar flux testimonia in modo eloquente le difficoltà che il ciclo 24 ha incontrato nella sua progressione. Dal grafico seguente risulta ancor più evidente la netta suddivisione dell’attività solare in due distinte fasi, spinta e riposo, la prima con valori relativamente elevati, la seconda con detti indici più vicini a valori da minimo che da massimo.

Confronto Solar Flux

In termini generali, il grafico conferma la peculiarità del ciclo 24, rispetto a quelli immediatamente precedenti: il ciclo 24 ha proceduto “a scatti”, tra loro ben intervallati. Le pause si sono manifestate dall’inizio del 2009 all’inizio del 2011, poi ancora dall’autunno del 2011 fino al settembre del 2013 (quando si è osservato addirittura un certo declino). Ora, dopo mesi di attività relativamente sostenuta, si osserva un evidente declino.

Più in dettaglio, nell’ultimo mese il valore medio del flusso “aggiustato” (ore 20) è stato pari a 126,22 (contro 132,95 di Maggio) mentre la “forbice” tra il valore minimo e quello massimo è rimasta compresa tra 95,3 (ore 23 del 23/06) e 206,9 (ore 23 del 12/06) mentre la media dell’ultima decade, dal 20 al 30 compresi, in concomitanza con la fine del periodo di attività meno intensa e seguente attuale forte risalita dei valori, è risultata pari a 109,46 (valori ore 20).

 

Altri diagrammi: butterfly e inversione magnetica

Il cosiddetto “butterfly diagram”, per quanto ancora incompleto nella rappresentazione del ciclo 24, è eloquente: http://solarscience.msfc.nasa.gov/images/bfly.gif

Butterfly Il ciclo 24 risulta paragonabile ai cicli più deboli, perlomeno dal 1880 in poi, in termini di numerosità delle macchie, in rapporto alla loro estensione (in sostanza la colorazione del grafico “a farfalla”). Risulta addirittura inferiore a tutti i cicli rappresentati, in termini di estensione delle macchie (grafico in basso).

Per quanto concerne lo stato di avanzamento dell’inversione dei poli solari, nel corso delle precedenti uscite della rubrica avevamo messo in guardia dal considerare ormai conclusa l’inversione dei poli magnetici: l’ultimo dato disponibile (1 Luglio) su http://wso.stanford.edu/Polar.html, ha ulteriormente confermato le evidenti difficoltà di questo ciclo a livello magnetico e mette in risalto un valore “filtrato” per l’Emisfero Nord pari a -5, in ulteriore progresso rispetto alle precedenti rilevazioni. Quindi ormai la contro-inversione è consolidata, meno di due anni dopo quella avvenuta a giugno 2012! Non ci sono precedenti storici documentati di un simile evento e pertanto dobbiamo mantenere la massima prudenza, evitando di emettere sentenze che potrebbero essere smentite a breve dal comportamento del Sole. L’Emisfero Sud, dopo il cambio di polarità avvenuto tra luglio ed agosto 2013 ed una prima decisa progressione, fa segnare un valore di -15, ovvero in graduale progressione dopo il cambio di polarità, anche se risulta praticamente in stallo dallo scorso mese di Marzo. Il comportamento dei due emisferi si ripercuote su quello della media filtrata, la cui crescita si inverte, dopo un anno di continua progressione: il valore medio, dopo essere salito fino a +8 (a cavallo tra Novembre e Dicembre 2013) è tornato a scendere e al momento fa segnare un +5.

Risulta al momento difficile dare un’interpretazione compiuta di quanto stia accadendo ai poli solari ed è ancora più difficile prevederne le conseguenze, sia per quanto concerne il ciclo in corso, sia in relazione al prossimo ciclo 25. E’ importante verificare se questo nuovo assetto monopolare durerà, oppure se si verificherà a breve una ulteriore inversione.

Può essere utile anche visionare il seguente grafico relativo all’andamento dall’inizio del ciclo 24 fino ad ora:

Mfield aggiornato ciclo 24

In dettaglio, l’andamento degli ultimi 42 mesi dove è più evidente lo stallo e la tendenza al calo dei valori dell’emisfero nord:

Aggiornamento WSO

Per una più immediata comprensione dello stato di avanzamento del fenomeno, si vedano inoltre i seguenti grafici, tratti dal sito di Leif Svalgaard: http://www.leif.org/research/WSO-Polar-Fields-since-2003.png,

WSO polar fields

 andamento dei due emisferi dal 2003 e http://www.leif.org/research/Solar-Polar-Fields-1966-now.png,

N - S polar fields

andamento complessivo dal 1966. Per ulteriori informazioni in merito, si veda anche l’articolo http://solar-b.nao.ac.jp/news/120419PressRelease/index_e.shtml.

Le ultime immagini “Stereo Behind” , contrariamente a quanto accade per la porzione visibile del sole, al momento mostrano un “treno” pressoché ininterrotto di regioni attive, distribuite in entrambi gli emisferi; le macchie attualmente visibili non sono vaste ed attive come nei mesi precedenti. Fino a pochi giorni fa si notavano comunque diverse macchie mediamente coalescenti e di una certa dimensione, se paragonate a quelle che le hanno precedute negli anni scorsi; mentre scriviamo il sole risulta essere praticamente spotless! Quanto rilevato finora lascia pensare, come atteso, che il ciclo possa durare più dei “canonici” 11 anni: ad esempio David Archibald sostiene, in base ad uno studio delle emissioni coronali, che il ciclo 24 possa durare addirittura il 40% in più dei soliti 11 anni, cioè ben 17 anni, insomma fino al 2025!

Per i dettagli, si veda l’articolo al link seguente http://wattsupwiththat.com/2013/03/05/how-long-to-the-2425-solar-minimum/

Intanto, la previsione NASA http://solarscience.msfc.nasa.gov/images/ssn_predict_l.gif ci dice che il massimo starebbe per terminare. Dunque, se corretta, i primi chiari segnali di declino dovrebbero verificarsi nel corso del 2014. 

Sunspot number per emisfero e conclusioni

Questo ciclo 24 è sicuramente una grande occasione per il mondo scientifico in quanto ci offre la possibilità di studiare “in diretta” situazioni che fino ad ora avevamo potuto solamente immaginare o “ricostruire” attraverso simulazioni, dati proxy e modelli matematici: molto probabilmente, e non siamo solo noi a dirlo, ci troveremo ad affrontare un periodo (forse anche relativamente “lungo”) di attività solare molto più bassa rispetto a quella a cui, in qualche modo, eravamo abituati.

Che questo ciclo fosse lontano da quella presupposta “normalità” di cui abbiamo più volte parlato ne avevamo sentore già da prima che il profondo ultimo minimo solare terminasse. La progressione dell’autunno 2011 aveva dato una parvenza di “normalità”. Gennaio 2012 ed in particolare Febbraio hanno fatto segnare un crollo che ha confermato la debolezza del ciclo. I più recenti picchi isolati di Luglio 2012 e di Gennaio e Aprile/Maggio 2013, pur inaspettati, non hanno modificato il quadro complessivo. Dopo un periodo di stasi, infine, l’intensa attività verificatasi tra l’autunno 2013 e la scorsa primavera ha restituito una temporanea vitalità ad un ciclo che sembrava destinato ad un lungo inesorabile declino. L’emisfero Nord, ormai da un paio di anni, dopo la (prima!) inversione di polarità, sta mostrando come previsto un fisiologico calo (il massimo fu raggiunto a settembre 2011, con un SSN emisferico di 41,29). Invece l’emisfero Sud, dopo un periodo di sostanziale stabilità ha ripreso la sua rampa di ascesa verso un nuovo massimo relativo, “sorpassando” nettamente, per effetto degli ultimi mesi di maggiore attività, il livello di attività dell’emisfero nord: attualmente abbiamo un nuovo massimo provvisorio con un valore pari a 53,33, tendente ad aumentare ancora lievemente. Anche in questo caso però, stante l’inversione di polarità già avvenuta, ci si attende presto un declino di attività.

SC24 progres

Che cosa ci riserverà il ciclo nei prossimi mesi? Dopo il secondo massimo, in base al comportamento di tanti cicli precedenti, è ragionevole attendersi i primi chiari segnali di declino, pur intervallati da temporanei picchi post-massimo.

Vi lasciamo con un grafico che evidenzia l’andamento dell’attività solare in base al SSN: in blu la curva relativa al sole nel suo complesso, in rosso ed in verde lo stesso indice preso in considerazione rispettivamente per emisfero Nord e Sud. Si nota chiaramente il declino dell’emisfero Nord e la sostanziale prepotente crescita di quello Sud dopo la lunga stasi seguita all’ascesa iniziale.

SSN tot +N+S

Restate sintonizzati per i prossimi aggiornamenti!

 Apuano 70 e FabioDue

 

Vacche ecosostenibili

I gas emessi dai bovini contribuiscono in modo consistente all’aumento dell’effetto serra. La notizia circola da tempo. Secondo alcune ricerche, i bovini, che ammontano nel mondo a oltre un miliardo di capi, “producono” quasi un quinto di tutte le emissioni globali di metano, sostanza che insieme ai gas di combustione (in particolare l’anidride carbonica) costituisce la più seria minaccia al clima del nostro pianeta. Qualche anno fa era stata diffusa la notizia di un vaccino, prodotto in Australia, capace di agire contro tre specie di microbi che producono metano nello stomaco dei bovini. In Nuova Zelanda, invece, era stata addirittura introdotta una tassa pari a 60 centesimi di euro l’anno per ogni bovino posseduto, prontamente soprannominata “tassa sui rutti”.
tassa su —->

:smile:

Ora giunge quest’altra notizia: gli scienziati stanno cercando di far nascere una mucca a basso tasso di emissioni gassose per fermare il global warming. Lo scrive il Financial Times.

Secondo le prime indiscrezioni, la vacca da latte del futuro sarà un abitante atono di spazi ampi e trascorrerà il tempo sgranocchiando cereali anti-metano, poi assimilati da un più efficiente sistema digestivo. Ma non si starà esagerando?

Fonte : http://www.rivistanatura.com/vacche-ecosostenibili/

 

Michele

 

Aggiornamento solare Giugno 2014 – Il Sole sta crollando nel lungo termine –

di David Archibald,

La seguente serie di grafici, evidenzia la fase attuale e storica del corrente ciclo solare.

Figura 1: Il ciclo Solare 24, rispetto al minimo di Dalton

Il Ciclo Solare 24 aveva quasi la stessa forma del ciclo solare 5, la prima metà del minimo di Dalton, fino a circa sei mesi fa, ora è molto più forte.

Figura 2: Mensile flusso solare F10.7 dal 1948-2014

La forza attuale del ciclo solare è confermata dal flusso solare F10.7 e non soggetta, da influenze di osservazioni. Il ciclo solare 24 è ormai lungo cinque anni e mezzo.

Figura 3: Indice Ap dal 1932 al 2014

Il più grande cambiamento dell’attività solare, del corrente ciclo ciclo, è identificabile nell’attività magnetica, che ora si è livellata sul perido di attività, che va dal 1932 al 2007.

Figura 4: Eliosferico angolo di inclinazione, che va dal 1976 al 2014

Il picco del ciclo solare si è verificato quando l’angolo di inclinazione eliosferico ha raggiunto i 73 °. Per il ciclo solare 24, questo è stato nel febbraio 2013. Ora di stiamo dirigendo verso il minimo solare tra i cicli 24 e 25.

Figura 5: Campo magnetico interplanetario dal 1966 al 2014

La flessione di questo sembra essere meno evidente, rispetto all’Indice Ap. La differenza principale tra loro è che, il campo magnetico interplanetario è più piatto rispetto al ciclo solare 20, rispetto all’Indice Ap.

Figura 6: Somma dei punti di forza del campo magnetico polare solare dal 1976 al 2014

Questo è uno dei grafici più importanti del set dei grafici che ho riportato, perchè quest’utlimo può avere una vera capacità predittiva.  L’indice SODA lanciato da Schatten, si basa sulla somma dei campi poloidali e il flusso F10.7. Questa metodologia inizia a diventare accurata, per il prossimo ciclo solare, pochi anni prima del minimo solare. Se il ciclo solare 24, dimostrerà, di essere lungo dodici anni, come il ciclo solare 5, allora l’indice SODA, inizierà ad essere preciso intorno al 2016. In termini di lunghezza del ciclo solare, l’unica stima di pubblico dominio è il diagramma di Hathaway. La curva-previsione di Hathaway suggerisce che il minimo solare tra i cicli 24 e 25, sarà alla fine del 2022. Se questo verrà confermato, il ciclo solare 24 sarà lungo tredici anni, un po ‘più lungo del ciclo solare 23.

Sembra che le proiezioni di Livingstone e Penn, su un ciclo solare 25 con ampiezza 7, rimangano l’uniche, di pubblico dominio. Il rischio di reputazione per i fisici solari nel fare un pronostico rimane troppo grande.

 

Fonte : http://wattsupwiththat.com/2014/06/18/solar-update-june-2014-the-sun-is-still-slumping-along/

Michele