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SPE – Solari protoni eventi energetici dal 1600 ad oggi, alcuni dati e osservazioni su cui discutere

22 maggio 2013 6 commenti

La passata settimana le 4 (inaspettate :smile: ) fiammate  di Cat. X generate dalla regione AR 1748 e le ripetute dichiarazioni della Nasa ( scopiazzate dalle varie testate gionalistiche online ), circa la probabilità di forti tempeste solari nel corrente mese di maggio, hanno istantaneamente rianimato l’audience su questa piattaforma. Inaspettate non tanto ….. e capirete presto il perchè….

Il dibattito e gli interrogativi, sorti fra i vari utenti qui su Nia, riguardavano in particolare, le grandi esplosioni solari. Di seguito, riporto alcuni degli interrogativi emersi :

Quanti eventi SPE si sono registrati nel recente o lontano passato ? E’ più probabile che un evento SPE si registri in un minimo solare oppure in un massimo ? E’ possibile identificare un collegamento fra tali manifestazioni e le configurazioni planetarie del momento ?

Ho deciso quindi di fare una veloce indagine, ricerca, nel tentativo di trovare delle riposte o spunti di riflessione agli interrogativi sopra riportati.

Ad esempio, se partiamo analizzando la configurazione planetaria, che ha preceduto la grande tempesta solare (evento Carrington), del 1 Settembre 1859, scopriamo che una settimana prima, un preciso alllineamento planetario ( sulla direttrice del Sole ) era presente. L’allineamento Terra-Venere-Marte-Saturno.

Allineamento Terra-Venere-Marte-Saturno del 22 Agosto 1859

 

Una coincidenza ? In seguito torneremo su l’ipotesi planetaria.

Mettiamo quindi, un attimo da parte, questa preliminare osservazione, per passare invece su una nota di stampo più didattico, riportando una parte del testo, ripreso dalla carta di Cliver & Svaalgard del 2005.

Sezione di nostro interesse, perchè che ci fornisce la ricostruzione degli eventi solari protonici dal 1560 al 1950. Citazione :

 “…..McCracken et al. (2001a, b) hanno utilizzato la composizione dei nitrati nelle carote di ghiaccio per ottenere un elenco dei grandi energetici protonici eventi solari (SEP), eventi che si sono verificano fra il 1561-1950, hanno esteso l’elenco per l’anno 1994, utilizzando i dati ionosferici e satellitari. La figura 3 adattata da McCracken et al. (2001a), mostra i tempi di insorgenza di tutti > 30 MeV eventi protonici con fluenze superiori a 10^9 pr cm^-2 tra il 1855-2000 (aggiornamento al 2000 sulla base di M. Shea, comunicazione personale, 2004). Un elenco dei nove maggiori eventi con fluenza >30MeV, durante questo intervallo, è riportato nella tabella II, dove si può vedere che l’evento 1859 è di un fattore di 1,7 (possibilmente un fattore di 3,4, McCracken et al. (2001b)) più grande del secondo classificato evento. E ‘importante notare che gli eventi elencati nel 1960 e nel 1972 ha coinvolto più eventi eruttivi (Svestka e

 

 Simon, 1975; Coffey, 1973.  McCracken et al, 2001a . La grande tempesta geomagnetica iniziò il 2 settembre 1859 (evento Carrington) è stata preceduta da una forte tempesta il 28 agosto (Stewart, 1861, Loomis, 1859; Cliver, 2004)….”

 

Figura 3.  I tempi di occorrenza di tutti gli eventi protonici > 30MeV con fluenze superiori a 10^9 pr cm^-2 tra il 1855-2000 (adattato da McCracken et al, 2001a e da M. Shea, comunicazione personale, 2004). Anteriormente al 1950 i valori sono basati sulla composizione dei nitrati nelle carote di ghiaccio e i valori successivi si basano su misure ionosferiche e sulle dirette osservazioni satellitari.

 

Figura 10. Tempi di occorrenza per gli eventi SEP > 30 MeV con fluenze superiori a 10^9 pr cm^-2 sono mostrati nel pannello inferiore. Il modello del numero annuo macchie solari è mostrato nel pannello superiore (McCracken et al., 2001b).

- Osservazioni -

La figura n°10, ad una prima e veloce analisi, ci dice che il periodo 1960-2000, periodo di grande attività solare è stato costellato da una scarsa presenza di eventi SPE, viceversa, il periodo  1890-1910 (Sc 13-14), periodo di bassa attività solare è stato prodigo di eventi SPE, sia in intensità che in numero.

Attenzione però, i minimi solari dalton e maunder (si osservi la figura n°3) non sembrano rispettare la regola : Minor attività solare e/o irregolare, maggior numero di eventi SPE. I dati restano comunque molto fumosi e dispersi e lasciano, a mio modesto parere, diversa interpretazione, specie sulla scala presente nella figura 3.

A questo punto dell’analisi, possiamo gettare delle preliminari conclusioni ?

Credo che a questo punto dell’analisi l’unico ed inequivocabile parametro di valutazione del rischio di un prossimo evento SPE, non sia l’attività solare presente nel periodo, ma l’eccezionale allineamento planetario che fa da vero e proprio detonatore o innesco di queste fenomenologie rare e straordinarie per la loro portata energetica rilasciata.

Infatti a mio parere, la risposta non la si trova esclusivamente nel singolo caso documentato del 1859, ma andando a ritroso indietro nel tempo.

Infatti se attiviamo la nostra time-machine ( i simulatori planetari ) e ci lanciamo nel 775 DC, troviamo che recentemente Usoskin, rifiuta il grande evento cosmico proposto da Miyake ( leggi il riassunto riportato di seguito ) et al. (2012, Nature, 486, 240, M12), attribuendo viceversa, l’origine dell’anomalia registrata negli alberi, al più grande evento solare, su una scala temporale multi-millenaria.

 Secondo una sorprendente nuova ricerca portata avanti dagli astronomi Valeri Hambaryan e Ralph Neuhauser, una vicina esplosione di raggi gamma potrebbe aver causato un’intenso lampo di radiazioni ad altissima energia che ha colpito la Terra nell’VIII secolo dopo cristo. I due scienziati, dell’Istituto di Astrofisica dell’Università di Jena in Germania, hanno pubblicato i loro risultati nel giornale “Monthly Notices of the Royal Astronomical Society”.

Nel 2012, Fusa Miyake annuncio di aver rilevato altissimi livelli degli isotopi Carbonio-14 e Berillio-10 negli anelli degli alberi che si sono formati nel 775 CE, suggerendo che un lampo di radiazione potrebbe aver colpito la Terra tra il 774 ed il 775. C-14 e Be-10 sono isotopi che si formano quando la radiazione proveniente dallo spazio collide con atomi di azoto, che decadono in forme più pesanti di carbonio e berillio. Le prime ricerche avevano escluso la possibilità di una supernova vicina dato che non fu registrato nulla nelle osservazioni del tempo e non ci sono segni di eventuali resti di supernove.

Il prof. Miyake ha anche considerato la possibilità di un brillamento solare incredibilmente intenso ma non sono possibili brillamenti tali da causare un eccesso nel Carbonio-14 come quello osservato. Grandi brillamenti sono accompagnati anche da espulsioni di massa coronale, che portano alla formazione di spettacolari aurore, e qualcosa di così intenso avrebbe portato alla formazione di aurore eccezionali ovunque, di cui ne sarebbe rimasta memoria.

Infatti, l’ulteriore prova,  a favore dell’ipotesi di Usoskin, l’ho trovata proprio nella straordinaria configurazione planetaria che si è verificata nel 769. Si tratta però del 769, quindi alcuni anni prima del 774-775 !?!? Ricordo però, che le ricostruzioni degli isotopi presentano sempre un certo errore o delta (variazioni) nelle misurazioni (vedi i grafici ufficiali prelavati dalla carta ed inseriti nell’immagine sotto riportata – la linea di colore rosso, indica l’origine dell’evento SPE del 774- ).

Osservate la straordinario allineamento, il numero dei pianeti coinvolti, nella linea dei pianeti e l’angolo molto stretto ( analisi con Solex ) che si è registrato.

A questo punto dell’indagine, non mi sembra quindi così errato ipotizzare un collegamento fra la straordinaria configurazione planetaria e il grande evento solare ipotizzato dallo stesso Usoskin. Alla luce anche d quanto abbiamo in questi anni compreso con le relazioni geologico-astronomiche. Si veda anche l’opera di raffaele bendandi.

Di sicuro c’è, che aver riscontrato, che in due grandi eventi solari, sono presenti particolari e rari allineamenti particolari, non significa certo che ogni evento SPE del prossimo futuro sarà preceduto da un particolare e raro allineamento planetarie, ma che maggiore è la probabilità che si verifichi un qualcosa di particolare e raro sulla nostra stella, in special modo nei decenni di attività solare non armoniosa o regola, vedi i minimi solari.

In conclusione, anche se breve questo post, io credo, che possa getta interessanti dati e osservazioni da poter sottoporre alla vostra valutazione e da approfondire nel dibattito. Quindi, un preliminare punto di partenza e di indagine, su cui potrebbe iniziare una seria ricerca e studio, per risalire una volta per tutte alle vere origini (gli input), di queste fenomenologie tanto discusse in questi anni.

Tanto discusse,  perchè forse figlie di un contesto più cinematografico hollywoodiano, che scientifico, ahimee…

:wink:

Vi saluto, lascio a voi ulteriori osservazioni e considerazioni in merito.

 

 

Fonti :

http://www.leif.org/research/1859%20Storm%20-%20Extreme%20Space%20Weather.pdf

http://www.leif.org/research/Gleissberg-McCracken.pdf

http://tallbloke.files.wordpress.com/2013/03/usoskin2013a.pdf

http://www.link2universe.net/2013-01-24/unesplosione-di-raggi-gamma-ha-colpito-la-terra-nel-medioevo/

 

 

Michele

Categorie:Misteri del Sole Tag:

Indici meteo-climatici di Aprile-Maggio 2013 e prospettive meteo-climatiche

20 maggio 2013 34 commenti

Introduzione

Di seguito si riportano i principali indici climatici e se ne discute brevemente il significato e le conseguenze sul tempo e sul clima dell’Europa e dell’Italia.

La legenda relativa ai seguenti (e molti altri) indici è disponibile al link http://www.meteoarcobaleno.com/index.php?option=com_content&view=article&id=227:indici-climatici&catid=3:climatologia&Itemid=3, peraltro già riportato nel forum Meteo.

aaaaaaaaaaaaa

Gli indici: i valori del mese precedente

Tra parentesi sono riportati i valori del mese precedente

- ENSO (El Niño Southern Oscillation, ad oggi neutralità, MEI index): (-0,171) +0,009

- PDO (Pacific Decadal Oscillation): (-0,63) –0,16

- AMO (Atlantic Multidecadal Oscillation): (+0,188) +0,170

- QBO30 (quasi Biennal Oscillation alla quota di 30Hpa): (+2,85) +8,39

- QBO50 (Quasi Biennal Oscillation alla quota di 50Hpa): (-8,32) -5,71

- MJO (Madden-Julian Oscillation): attualmente è in fase 5, con intensità modesta e prevista in ulteriore diminuzione, tanto da dubitare sia significativo in questo periodo.

- ITCZ , nuovamente significativo per il nostro emisfero dall’inizio di Aprile, alla prima decade di Maggio risulta sostanzialmente in media, dopo un certo sopramedia ad Aprile specie nel settore centrale.

aaaaaaaaaaaaaaaaaaaaa

Commento indici

- l’ENSO ad aprile e tuttora mostra comportamenti differenziati da zona a zona dell’Oceano Pacifico:

  • Nelle zone 1+2 (a ridosso delle coste sudamericane) e 3 (un po più al largo), attualmente appare in pieno sviluppo un evento di Nina, finora a qualche mese fa non atteso nella sua intensità attuale;
  • in zona 3,4 e 4, invece, si osserva ancora una sostanziale neutralità sebbene sembra stia virando verso una Nina debole.

Le previsioni NOAA per i prossimi mesi mostrano una certa fatica a seguire le ultime rilevazioni dell’evento e continuano a mostrare una sostanziale tendenza al prolungamento della fase di neutralità, anzi con una tendenza verso un nuovo Nino. Tuttavia, almeno al momento, ciò non corrisponde alla tendenza attuale delle anomalie di temperatura, né per quanto riguarda quelle superficiali né per quanto concerne le anomalie sottosuperficiali.

- La PDO permane negativa, come da comportamento ciclico (è divenuta negativa qualche anno addietro e resterà tale per diversi anni) ed oscilla, talvolta aumentando (come adesso), talvolta diminuendo; sta più che mai confermando il suo ruolo “moderatore”; lo si è osservato nel caso dell’evento di Nino conclusosi “prematuramente” all’inizio dello scorso autunno.
Al link seguente è riportato il grafico storico della PDO: http://jisao.washington.edu/pdo/img/pdo_latest.jpeg

- L’AMO si conferma in territorio positivo. Al link seguente è riportato il grafico storico dell’AMO http://wattsupwiththat.files.wordpress.com/2011/12/november_2011_amo.jpg Tale indice risulta di dubbia interpretazione in termini climatici, se non nel lungo termine (decenni) dopo un cambio di segno.

- La QBO30 è tornata nettamente in territorio positivo. Le statistiche dal 1979 ad oggi indicano una permanenza in territorio positivo compresa tra gli 11 ed i 16 mesi, dunque un ritorno in territorio negativo compreso tra Febbraio e Luglio 2014.

- La QBO50, dopo il valore minimo di dicembre, sta lentamente risalendo verso la neutralità. Le statistiche, disponibili dal 1979 ad oggi, indicano che l’indice può permanere in fase negativa fino ad un massimo di 18 mesi. Attualmente la negatività dura da 15 mesi (Febbraio 2012), dunque al più il passaggio in fase positiva avverrà entro la prossima estate.

Come segnalato in precedenza, in base alle osservazioni ENSO NOAA, la prolungata neutralità ha lasciato il posto alla Nina nel settore oceanico centro-orientale, mentre altrove permangono condizioni di neutralità. Le anomalie sottosuperficiali di temperatura possono fornire una prima valida indicazione di quanto probabilmente accadrà nel prossimo futuro. La figura successiva si può reperire al seguente link http://www.bom.gov.au/cgi-bin/wrap_fwo.pl?IDYOC007.gif ,

 

Rispetto ai mesi precedenti (Febbraio, Marzo ed Aprile), non si notano particolari variazioni, per quanto riguarda l’estensione delle diverse anomalie di temperatura. Tuttavia, l’ultima immagine mostra come quelle positive si siano ritratte dalla superficie oceanica, come se si stessero isolando in profondità. In sostanza, la rilevazione non chiarisce ancora se nei prossimi mesi si avvierà un evento di uguale segno (Nina, presumibilmente) in tutto il comparto oceanico. Tuttavia, sembra mostrare come le anomalie positive si stiano ritirando dalla superficie oceanica.

Una netta conferma viene dalle anomalie superficiali: Si osserva, infatti, una prevalenza di anomalie negative nel settore centro-orientale, più vicino alle coste del Sudamerica; invece, avvicinandosi all’Australia ed alla Nuova Guinea, si osserva una certa alternanza tra anomalie di segno opposto.

http://www.ospo.noaa.gov/Products/ocean/sst/anomaly/index.html

 

 

 

 

Dalla primavera all’estate 2013

I prossimi giorni

L’ultima decade di Maggio presenterà condizioni del tutto analoghe a quelle cui abbiamo assistito finora, nel corso di questa primavera molto capricciosa: infatti continuerà a mancare una figura anticiclonica stabilizzante, sul Mediterraneo e sull’Italia; gli anticicloni presidieranno il vicino Atlantico, parte dell’Europa occidentale e anche quella orientale, ma solo a nord delle Alpi e del Mediterraneo. Sui nostri mari, invece, permarranno condizioni di “palude barica”, se non addirittura depressionarie. Tutto ciò è ben rappresentato dall’immagine seguente, relativa a metà giornata di giovedì 23, alla quota di 850 Hpa (1400-1500 metri circa):

Nell’immagine, si notano bene le alte pressioni ad ovest e ad est. Al centro, invece, si osserva un corridoio depressionario, esteso dalla Groenlandia fino al Mediterraneo occidentale lungo il quale scorre aria fredda diretta verso sud, cioè verso le Alpi.

aaaaaaaaaaaaaaaa

Possibile evoluzione successiva (giugno)

I possibili scenari di giugno, il primo mese dell’estate, suggeriscono una prosecuzione dell’attuale fase instabile. I principali modelli meteo (ECMWF, GFS) vedono concordemente una prosecuzione delle attuali condizioni meteo, ma con una maggiore componente settentrionale. In sostanza, le condizioni di instabilità provenienti dal medio Atlantico potrebbero essere sostituite o integrate, almeno temporaneamente, da aria più fredda di origine artica. Lo si comincia ad intuire dall’andamento di AO e NAO (che, si ricorda, non sono indici predittivi, ma sintetizzano quanto riportato dai vari ensemble del modello GFS) nei prossimi 10-15 giorni:

 

 

L’AO sostanzialmente neutra ci segnala che le alte pressioni sono disposte a latitudini medio-alte e non (se fosse positiva) in prevalenza alle nostre latitudini. Ma, in particolare, la NAO, prevista prossima alla neutralità, in tale configurazione risulta favorevole a scambi meridiani; in parole povere, conferma condizioni favorevoli a discese fredde da nord, forse anche più di una. L’esame delle anomalie oceaniche per ora conferma l’assenza di anomalie negative al largo delle coste spagnole e marocchine, in quanto l’area è ben presidiata dall’anticiclone delle Azzorre, che non consente discese fredde in zona e quindi anomalie negative. Questo scongiura la possibilità della formazione di una lacuna barica (una depressione semipermanente) in quell’area e dunque conseguenti avvezioni di aria calda africana verso il Mediterraneo e verso l’Italia. L’ITCZ (confine tra monsone umido e anticiclone africano) nella prima decade di maggio, come detto, conforta tale scenario.

In conclusione, al momento possiamo confidare in un decorso stagionale più che normale, anzi ancora abbastanza instabile. Si è già accennato più volte, nel forum Meteo, il decorso di questa primavera assomiglia a quello della primavera 2002 e, ancora di più, a quello della primavera 2004: Nina debole ad est, neutralità ad ovest, anomalie oceaniche disposte in modo simile a quelle attuali suggeriscono diverse interessanti analogie, confermate dal decorso meteo di quella primavera, analogo a quello attuale.

Dell’attuale condizione instabile al momento non si intravvede la fine, nemmeno all’inizio di Giugno, anche se una o più discese fredde artiche, alla lunga, potrebbero favorire una almeno parziale espansione dell’alta pressione delle Azzorre verso il Mediterraneo e l’Italia. Se così fosse, assisteremmo ad un avvio estivo “vecchio stile”, come negli anni 70, quando appunto le estati mediterranee erano dominate dall’azione calda ma moderata dell’Anticiclone delle Azzorre e non, invece, dal bollente anticiclone africano. Tuttavia, al momento si tratta più di un auspicio che non di una prospettiva concreta.

FabioDue

Abbiamo superato 1.000.000 di accessi unici !

18 maggio 2013 8 commenti

Una veloce comunicazione.

Con estremo piacere raccolgo la segnalazione del nostro @ab2010. Vi comunico che la nostra piattaforma, da quando si è trasferita sul dominio di altervista ha da poco superato il milione di accessi unici !

Rivolgo quindi, un grazie, agli amministratori e editor più stretti e anziani di questa piattaformma.

Un sincero e caloroso abbraccio che non è rivolto esclusivamente ai sopra citati, ma è trasmesso in particolar modo, a tutti voi,  semplici utenti che appassionatamente o saltuariamente ci visitate.
Si signori miei, siete proprio voi, la nostra linfa.

Se Nia oggi è conosciuta, non solo in Italia, ma anche in giro per il mondo è proprio grazie a voi, che giorno dopo giorno ci motivate ad andare avanti, con i vostri suggerimenti, segnalazioni, osservazioni  e anche critiche.

Si ! Perchè e proprio con quest’ultime (commenti critici ) che si migliora la piattaforma da un punto di vista non solo quantitativo (vedi la multidisciplinarità dei temi trattati) ma in maniera più importante e significativa, qualitativo.

Lasciando il giusto spazio e trattatando con una corretta ed equilibrata metodologia scientifica,  anche tutte quelle tematiche più sensibili.

Sensibili e delicate, per tutte quelle teorie o ipotesi, al limite del fantascientifico ( se così si può dire .. ) contenuto in esse.

Ricordiamo, che il nostro Simon, alias Ice2020, ha aperto NIA nell’ottobre del 2008 :

http://daltonsminima.wordpress.com/2008/10/03/hello-world/

La vecchia guardia si ricorderà sicuramente, che quelli erano tempi nei quali si diceva ( e questo si propaganda ancora :smile: ) che ….

Il pianeta si stava riscaldando fino all’inverosimile….
Il prossimo ciclo solare sarebbe stato esplosivo….
Le dinamiche geologiche sono di natura prettamente endogena al pianeta Terra …. e non esogena.
Che l’energia…..

Qui mi fermo (quest’ultimo punto deve essere ancora affrontato e approfondito).

:smile:

Conclusioni

Le osservazioni quotidiane della natura e i lavori scientifici, che sempre con maggior frequenza, nascono giorno dopo giorno,  smentiscono quanto propagandato dall’informazione “mainstreet” .

Noi andiamo avanti ! Siamo pronti a raccogliere nuove sfide, suggerimenti e altro…

C”è qualcuno che si vuol fare avanti… ?

:wink:

Di nuovo, un grazie a tutti voi !

 

L’amministrazione
Michele

Categorie:Comunicazioni Tag:

Nicola Scafetta : L’analisi dinamica multi-scala (MSDA) delle registrazioni del livello del mare, rispetto alla PDO, AMO, e l’indice NAO

16 maggio 2013 4 commenti

http://link.springer.com/article/10.1007%2Fs00382-013-1771-3

 

 Premessa

In questo nuovo articolo vi propongo una nuova metodologia che permette di quantificare le oscillazioni naturali separandole da una accelerazione di fondo presente nelle registrazioni mareografiche. Uno dei risultati è che le vere accelerazioni del livello del mare sono abbastanza piccole, molto più piccole di quello che altri studi, che ignorando le oscillazioni naturali del sistema climatico, hanno sostenuto. Alcuni dei principali documenti che affermano l’aumento del livello del mare catastrofico per il 21 ° secolo (ad esempio a New York) e che ignorano gli effetti delle oscillazioni naturali del sistema climatico, come l’oscillazione dei quasi 60 anni, sono fortemente in discussione.

 

 Riassunto

 

Qui vi propongo una analisi dinamica multi-scala per facilitare l’interpretazione fisica delle registrazioni mareografiche. La tecnica utilizza è quella dei diagrammi grafici. Si applica a sei lunghe secolari registrazioni mareografiche, rappresentanti degli oceani del mondo: Sydney, costa del Pacifico: Australia, Fremantle, costa dell’oceano Indiano dell’Australia, New York City, costa atlantica degli Stati Uniti d’America, Honolulu, stato americano delle Hawaii; San Diego , stato americano della California, e Venezia, Mar Mediterraneo, Italia. Per confronto, l’analisi equivalente viene applicata a l’indice dell’oscillazione decade del pacifico (PDO) e al multidecade indice d’oscillazione atlantica (AMO). Infine, una ricostruzione globale del livello dei mari (Jevrejeva et al nel Geophys Res. Lett. 35:. L08715, 2008) e una ricostruzione dell’indice dell’oscillazione del nord atlantico (NAO) (Luterbacher et al nel Geophys Res. Lett. 26:2745-2748,. 1999) vengono analizzati per confronto: entrambe le sequenze coprono circa tre secoli 1700-2000. La metodologia proposta evidenzia rapidamente oscillazioni e teleconnessioni tra le registrazioni su scale decennali e multidecadi. Su scale temporali secolari, le registrazioni delle oscillazioni mareali presentano valori relativamente piccoli (positivi o negativo), come trovato in altri studi (Houston e Dean in J Costa Res 27:409-417, 2011). Al contrario, su scale decadi a scale secolare (fino a intervalli di 110 anni) le accelerazioni mareografiche, oscillano notevolmente, da positive a valori negativi, le più seguendo le oscillazioni DOP, AMO e NAO. In particolare, l’influenza di una grande quasi 60-70 anni oscillazione naturale è chiaramente dimostrata in queste registrazioni. Sono stati anche studiati i tasso della multiscala evoluzioni dinamica e della ampiezza del ciclo stagionale annuale delle sei registrazioni mareografiche scelte.

 

 

Figura 10 . “a Record di livello globale del mare (Jevrejeva et al. 2008) (a sinistra) e il suo MSAA diagramma colorato (a destra). “b” North Atlantic Oscillation (NAO) (Luterbacher et al.1999, 2002) (a sinistra) e il suo diagramma colorato MSAA (a destra). Nella figura “b” i colori vengono invertiti. Notare la comune oscillazione di 60-70 anni dal 1700, indicata dalle alterne regioni verdi e rosse all’interno delle scale di 30-110 anni

Dalle conclusioni :

In conclusione, su scale più corte di 100 anni, le accelerazioni mareografiche misurate sono fortemente guidati dalle oscillazioni naturali del sistema climatico (ad esempio PDO, AMO e NAO). Le scale più piccole sono caratterizzate da una grande volatilità a causa delle notevoli oscillazioni climatiche decennali e bi-decadi (Scafetta 2009, 2010, 2012a;. Manzi et al 2012). Pertanto, le accelerazioni, così come i tassi lineari valutati utilizzando alcuni decenni di dati (ad esempio, nel corso degli ultimi 20-60 anni) non possono essere utilizzati per la costruzione delle proiezioni affidabili, sul lungo range, del livello del mare, per il ventunesimo secolo. I modelli naturali oscillanti devono essere inclusi nei modelli per la produzione di previsioni affidabili a più scale di tempo. Le metodologie MSDA proposte (ad esempio MSAA, MSRA e MSACAA) forniscono un quadro completo per studiare comparativamente i modelli dinamici, dei dischi mareografici. Le tecniche possono essere utilizzate in modo efficiente per uno studio rapido e robusto di sequenze climatiche alternative pure.

Il lavoro scientifico è reperibile al seguente link : http://people.duke.edu/~ns2002/pdf/10.1007_s00382-013-1771-3.pdf

 

Michele

Categorie:climatologia Tag:

Continua la fase di moderata attività solare! (@ Mic ore 19:19 “quasi” ) + Update

13 maggio 2013 48 commenti

Aggiornamento delle 13:52 del 15 Maggio 2013 in merito alla forte coalescenza magnetica manifestata dalla regione Ar1478.

L’interrogativo : E’ un caso che la regione si sia attivata intensamente EM proprio nell’area dove si è realizzato l’allineamento planeterio Giove-Venere-Sole ?

:wink:

Inserito animazione, in attesa dell’arrivo della macchia solare più attiva elettromagneticamente da un anno a questa parte.  Ecco la macchia solare,  prodiga di vari flare di Cat.X e M che sta per affacciarsi sul lato visibile.

Dopo il mese di aprile, anche in questa prima decade di maggio il Sole sta continuando ad avere un’attività moderata. Ciò lo si evince dal numero di regioni di attive e soprattutto dalla loro coalescenza, che è stata in grado di provocare numerosi flare di classe M ed una risalita del solar flux verso valori tra i 150 ed i 160!

Continua quindi l’altalena del ciclo solare 24, dove ad un periodo di modesta attività  (febbraio-marzo 2013) fa seguito una fase di moderata ed a tratti anche forte attività solare; ricordiamo per l’ennesima volta che anche durante questi periodi in cui l’attività solare cresce, non si sono ancora raggiunti picchi altisonanti e sopratttutto duratori che caratterizzavano i precedenti cicli solari.

Anche stavolta, l’emisfero nord sembra prevalere su quello sud, il quale dagli ultimi aggiornamenti del campo solare, invece di procedere verso l’inversione, ha fatto una marcia indietro…stiamo quindi ancora aspettando che l’emisfero meridionale si avvicini alla neutralità, solo allora potremmo dire che il sole avrà invertito i suoi poli e decretare l’inizio del prossimo minimo solare.

Sembra però ormai assodato che vi sarà una lenta discesa prima di arrivare al minimo solare del ciclo 24 prima e all’inizio del ciclo solare 25 dopo, che si prospetta essere ancora più debole del ciclo in corso, e di fatto dare il via ad una lunga fase di bassissima attività solare che toccherà il suo apice intorno al 2050!

Come reagirà il nostro clima ?

Ai posteri l’ardua sentenza!

Riteniamoci privilegiati perchè siamo appena agli inizi di un importantissimo periodo storico, in cui potremo studiare da vicino gli effetti di un prolungato minimo solare sul clima terrestre…tempi che saranno sempre più bui per i sostenitori dell’AGW!

Stay tuned with NIA, Simon

Categorie:Nowcasting Solare Tag:

Passato, presente e futuro degli effetti mareali planetari su questo ciclo solare, alcune osservazioni.

11 maggio 2013 12 commenti

Prendo spunto da uno scambio di battute (messaggi) lasciati da john carter e il nostro bruno (apuano 70) nel precedente articolo per approfondire la discussione… riportando alcune mie osservazioni.

john carter :

Sarebbe interessante capire quali sono le cause che hanno reso questo ciclo così modesto.
Per chi segue le teorie delle influenze planetarie la posizione sigiziale dei due giganti gassosi dopo il minimo del 2009 avrebbe impedito lo sviluppo di un ciclo almeno normale.

Mic.: Tutto ciò che è la fuori e gli gira intorno, dai pianeti su cicli brevi decennali, secolari  o esterno al sistema solare su cicli millenari e oltre …. risuona con la nostra stella.
Ricordiamo questa immagine lasciata dal grande ALE nel 2010…. il passato disturbo di Urano del 10 Luglio 2010 …. che ripercussioni avrà su questo minimo solare ?
Non c’è solo la gravitazione… c’è anche l’elettromagnetismo nella grande mescolanza di forze interne al sistema solare.
:wink:

john carter :

Gli effetti mareali di giove, venere e terra saranno massimi ai primi di gennaio del 2014 mentre fra pochi giorni assisteremo ad un’importante allineamento che forse stà già manifestando i suoi effetti con un rialzo degli indici solari.
L’ipotesi del secondo picco per effetto delle influenze planetarie e della possibile “spinta meridionale” a mio avviso non è così remota così come quella di un ciclo sempre più somigliante al SC14.

+

apuano70 :

Attività in aumento! (almeno per adesso)… forse si cominciano a vedere i risultati delle influenze planetarie già anticipateci dal Michele e, qualche commento sopra, da John Carter…
Bruno

 

Mic.: Condivido, semplicemente non ci piove ! E questo è sotto gli occhi di tutti in quest’ultimi venti giorni circa.

Manifestazioni solari con flare di cat.M, CME e Solar flux in leggera ripresa.

Infatti poche settimane abbiamo registrato un primo allineamento planetario, l’impulso mareale di Saturno-Terra-Sole-Marte (Prima immagine), a seguire questione di giorni e si verificherà l’allineamento …..Giove-Venere-Sole… (Seconda immagine)

john carter :

Gli effetti mareali di giove, venere e terra saranno massimi ai primi di gennaio del 2014 mentre fra pochi giorni assisteremo ad un’importante allineamento che forse stà già manifestando i suoi effetti con un rialzo degli indici solari.
L’ipotesi del secondo picco per effetto delle influenze planetarie e della possibile “spinta meridionale” a mio avviso non è così remota….

Mic: Quoto ! In più….aggiungo e la cometa Ison dove la mettiamo ? Grande esperienza e studio sarà questo fine 2013, inzio 2014 !
Ho già fatto scorta di poc-corn.

:smile:

Allineamento Giove-Terra-Venere-Sole e passaggio della cometa Ison

Una piccola provocazione…

Oggi Nicola scafetta, prima Raffaele Bendandi ed ancor prima ? A questo punto degli studi, è da fuori di testa affermare che non era così pazzo o visionario, il mago di corte o lo sciamano del villaggio,  quando scrutava le stelle e i pianeti, per consigliare il principe o il capo dell’esercito in quale anno o stagione andare in guerra ? Se il clima, l’agricoltura, le carestie e l’alterazioni della psiche umana sono legate al Sole e alle sue manifestazioni… e da pazzi affermare quanto scritto in precedenza ? Forse dico io, al mago di corte (astrologia), nel suo tempo, è mancata solamente una buona rivista scientifica (main street) da l’alto impact factor….Ecco dove si trova il suo fallimento.

:smile:

 

Buon fine settimana,

Michele

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Problemi di accesso al blog

9 maggio 2013 Nessun commento

Ci scusiamo per il disagio, ma durante la giornata di oggi e probabilmente in quella di domani ( mattina ) potranno verificarsi dei problemi di accesso al sito.

Problemi già evidenziati nell’odierno pomeriggio.

 

http://forum.it.altervista.org/annunci-di-servizio-su-rete-server-e-sistemi/183702-innodb-manutenzione-straordinaria.html

È in corso un intervento di manutenzione straordinaria mirato a risolvere alcuni problemi segnalati con il servizio in oggetto. Nelle prossime 2 ore il database per chi abbia il supporto Innodb attivo potrebbe risultare a tratti non disponibile.

 

Michele

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