Ghiacci Marini Antartici – Situazione Gennaio 2012

State pur certi che nessuno vi darà notizie sui Ghiacci Antartici finché saranno in buona salute

 

NB: durante la stagione estiva i ghiacci marini antartici si riducono drasticamente e nel grafico che indica l’anomalia percentuale di ghiaccio l’effetto è quello di oscillazioni molto vistose che sono però solo frutto di una normalissima trasformata matematica, come valori assoluti abbiamo oscillazioni simili a quelle delle altre stagioni

 

Estensione:

 

 

Anomalia Concentrazione:

 

 

Area:

 

 

Trend Anomalia Estensione:

 

 

Curiosità:

Rispetto a 10 anni fa abbiamo 1.1milioni di kmq di estensione in più e 0.7 in più di area.

Rispetto a 20 anni fa abbiamo 1.0milioni di kmq di estensione in più e 0.4 in più di area.

Rispetto a 30 anni fa abbiamo 0.3milioni di kmq di estensione in più e 0.4 in più di area.

 

 

FABIO

Hatena Bookmark - Ghiacci Marini Antartici – Situazione Gennaio 2012
Share on Facebook
[`google_buzz` not found]
[`yahoo` not found]
[`livedoor` not found]
[`friendfeed` not found]
[`tweetmeme` not found]

14 pensieri su “Ghiacci Marini Antartici – Situazione Gennaio 2012

  1. Fabio, una domanda: si nota che i ghiacci antartici presentano notevoli differenze rispetto alla media (linea fucsia nella prima figura) in più o in meno (rosso o blu della seconda figura) a seconda della zona (longitudine diciamo) del continente antartico che si considera. Si tratta di variazioni contingenti, cioè relative a quest’anno, oppure sono fenomeni di portata pluriennale, dovuti ad esempio a una diversa disposizione delle correnti marine rispetto a 10, 20 o 30 anni fa?
    Tra parentesi, noto che quest’anno la zona attorno alla Penisola Antartica è perfettamente in media.

      (Quote)  (Reply)

  2. Quoto in pieno il titolo dell’articolo.
    Mi chiedo se sia scientificamente corretto dare un peso specifico così importante all’estensione dei ghiacci delle calotte(mi riferisco agli pseudo scienziati che fanno terrorismo informativo non di certo a questo articolo), visto e considerato che riusciamo a valutarne l’estensione in modo preciso da poco più di trent’anni, che nella Storia del nostro pianeta equivalgono ad un’istantanea, e conseguetemente affermare in base a tale istantanea che quella sia la normalità, ignorando le oscillazioni delle estensioni occorse alle calotte polari nelle svariate centinaia di milioni di anni avute nella Storia climatica del nostro pianeta.
    La stessa questione vale anche per quanto riguarda le temperature globali; chi mi dice che le temperature medie di riferimento, su cui la cricca scientifica misura l’AGW, siano le temperature “normali”,visto e cosiderato che sono ottenute con una semplice media arimetica dell’ultimo secolo o poco più, ignorando anch’essi i milioni di anni di Storia climatica passata!
    Si può definire cosa è normale e cosa non lo è,partendo dal presupposto a mio parere reale,che la natura stessa dei fenomeni fisici osservati è la loro estrema variabilità,ciclica e non,oltretutto in assenza di dati precisi che riguardano il 99,99% del fenomeno cui si
    vorrebbe attribuire uno standard?
    Scusate l’astrusità della mia domanda,ma cercare di essere sinteci e chiari in poche righe è difficile,lo diventa ancor di più per uno che non padroneggia tanto bene l’italiano,e forse neanche le proprie convinzioni.

      (Quote)  (Reply)

  3. @Pierpaolo
    La tua osservazione è condivisibile e sicuramente merita più di una riflessione, specie per quanto riguarda i ghiacci, sui quali i dati di riferimento coprono un intervallo davvero esiguo (dal 1979 appena).

    Per quanto riguarda le temperature globali del nostro pianeta, ma anche per il clima, oggi per fortuna disponiamo di strumenti (es. l’analisi delle carote di ghiaccio estratte proprio dalle calotte polari) che ci consentono di andare ben indietro nel tempo, anche se magari non proprio con la stessa precisione delle misure che si possono rilevare oggi con i termometri e con altri sofisticati strumenti di misura.
    Inoltre, anche per l’attività solare oggi si può ricostruire con una ragionevole approssimazione (e lo si è fatto) quella degli ultimi 10-12.000 anni almeno, grazie ad esempio allo studio degli anelli di accrescimento degli alberi.

    Il punto vero, a mio modesto avviso, è un altro: l’analisi, ma soprattutto la pubblicazione e il significato che si danno ai risultati.
    Faccio un esempio: il clima del Sahara, almeno dai 10.0000 fino ai 6.000 anni fa, è stato molto più umido di quello attuale, perchè probabilmente le temperature (almeno nell’Emisfero Nord, ma forse ovunque) erano mediamente più elevate di oggi e il monsone estivo arrivava ben più a nord, dispensando così molte più piogge. E’ un po come se le varie fasce climatiche sul pianeta fossero tutte spostate verso nord. Ma questo non viene detto nelle ricerche che ho avuto modo di leggere sul tema.

      (Quote)  (Reply)

  4. Una domanda: noto sempre che questi grafici rioportano l’andamento del mese in relazione allo stesso mese degli anni passati.
    C’è da qualche parte un grafico con le medie annuali?

      (Quote)  (Reply)

  5. FabioDue :
    @Pierpaolo
    La tua osservazione è condivisibile e sicuramente merita più di una riflessione, specie per quanto riguarda i ghiacci, sui quali i dati di riferimento coprono un intervallo davvero esiguo (dal 1979 appena).
    Per quanto riguarda le temperature globali del nostro pianeta, ma anche per il clima, oggi per fortuna disponiamo di strumenti (es. l’analidi delle carote di ghiaccio estratte proprio dalle calotte polari) che ci consentono di andare ben indietro nel tempo, anche se magari non proprio con la stessa precisione delle misure che si possono rilevare oggi con i termometri.
    Inoltre, anche per l’attività solare oggi si può ricostruire con una ragionevole approssimazione (e lo si è fatto) quella degli ultimi 10-12.000 anni almeno, grazie allo studio degli anelli di accrescimento degli alberi.
    Il punto vero, a mio modesto avviso, è un altro: l’analisi, ma soprattutto la pubblicazione e il significato che si danno ai risultati.
    Faccio un esempio: il clima del Sahara, almeno dai 10.0000 fino ai 6.000 anni fa, è stato molto più umido di quello attuale, perchè probabilmente le temperature (almeno nell’Emisfero Nord, ma forse ovunque) erano mediamente più elevate di oggi e il monsone estivo arrivava ben più a nord, dispensando così molte più piogge. Ma questo non viene detto nelle ricerche che ho avuto modo di leggere sul tema.

    Ottime osservazioni entrambe: in definitiva si ritorna alla presunzione umana di avere conoscenza e controllo di ogni fenomeno naturale…. ma chiaramente non è così, anzi forse è esattamente il contrario, ovvero sono più le cose che ignoriamo di quelle che conosciamo…
    Bruno

      (Quote)  (Reply)

  6. la butto li adesso, probabilmente è una cavolata ma…
    Ha qualcuno mai pensato ad un modello sui cambiamenti climatici che tenga conto, naturalmente su larga scala della tettonica a placche e della deriva dei continenti?
    Se ci pensate, la dorsale medioatlantica ha un allargamento medio di 2,5cm all’anno… In 10000anni fanno 25km…. Vuol dire che abbiamo in 10000 anni un enorme voume di acqua in piu nell atlantico, con la sua capacitá termica, evaporazione, riflessione, correnti oceaniche, etc etc… Sicuramente anche questi lenti mutamenti della nostra terra influiscono sul clima globale…@FabioDue

      (Quote)  (Reply)

  7. FabioDue :

    OT
    A proposito della questione della conoscenza limitata dei fenomeni (come il ciclo solare), di cui parlavamo prima, vi invito a leggere un post che ho inserito poco fa in coda ad un articolo sul Sole.

    La novità (se non la conoscete già), è grossa davvero:
    http://daltonsminima.altervista.org/?p=19136#comment-86679

    potevi scriverlo anche qui.
    se si tratta di notizie sul sole qualche OT va bene

      (Quote)  (Reply)

  8. Se notate nessuno dice una cosa importante ovvero che le calotte polari complessivamente si stanno riprendendo… il caso dell’antartico é emblematico il 2011-2012 é stato un andamento in linea con le medie http://arctic.atmos.uiuc.edu/cryosphere/IMAGES/seaice.recent.antarctic.png e attualmente si ha un leggero surplus di ghiacci che comunque é notevole per il periodo.

    Ciao a tutti e mi scuso se in questo periodo seguo con poca continuità il blog … ma lavoro e famiglia stanno assorbendo tutto il tempo.

      (Quote)  (Reply)

  9. @Luci0

    si ma la palla che ti fanno è sempre sull artico.. è sofferente, si scioglie tutto ecc ecc.. il silenzio da questi signori lo avremo solo quando ci sarà stato tutto il recupero da una parte e dall’altra del ghiaccio perso negli ultimi 60 anni.. che palle..

      (Quote)  (Reply)

  10. Mah… io non sarei convinto della tua affermazione:

    Il link che mi ha dato Aupuano (grazie!) mostra in realtá ancora un trend globale (emisferno N + S) in diminuzione…. http://wattsupwiththat.com/reference-pages/sea-ice-page/

    Sono sempre dati degli ultimi 30 anni, che quindi lasciano il tempo che trovano per valutare una tendenza generale, comunque il trend mi sembra ancora in discesa…

    Luci0 :
    Se notate nessuno dice una cosa importante ovvero che le calotte polari complessivamente si stanno riprendendo… il caso dell’antartico é emblematico il 2011-2012 é stato un andamento in linea con le medie http://arctic.atmos.uiuc.edu/cryosphere/IMAGES/seaice.recent.antarctic.png e attualmente si ha un leggero surplus di ghiacci che comunque é notevole per il periodo.
    Ciao a tutti e mi scuso se in questo periodo seguo con poca continuità il blog … ma lavoro e famiglia stanno assorbendo tutto il tempo.

      (Quote)  (Reply)

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Immagine CAPTCHA

*

You can add images to your comment by clicking here.

Aggiungi una immagine

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.