Sud alaska dal 1994 al 2013 e baia di Hudson oggi

Indagini aeree nel sud dell’Alaska hanno aiutato gli scienziati a capire meglio da dove il ghiaccio si sta perdendo in questa regione fortemente glaciale. Le mappe mostrano i cambiamenti negli anni tra il 1994 e il 2013 nel sud dell’Alaska così come nelle parti del territorio dello Yukon del Canada e della British Columbia. L’immagine in basso mostra una vista ravvicinata delle catene montuose e Wrangell St. Elias. Gli scienziati hanno stimato il bilancio di massa della superficie di 116 ghiacciai che sono stati osservati più o meno nello stesso tempo ogni anno con gli strumenti LIDAR posizionati sul velivolo. Hanno stabilito che la regione ha perso circa 75 miliardi di tonnellate di ghiaccio all’anno per un periodo di 19 anni. Si tratta di circa il 30 % della quantità di ghiaccio che si pensa possa essersi perso ogni anno dalla calotta glaciale della Groenlandia.

I risultati sono stati pubblicati nel giugno 2015 su Geophysical Research Letters.

Mentre le mappe evidenziano questo c’è da dire  non tutti i ghiacciai stanno perdendo ghiaccio allo stesso modo. “Da ghiacciaio a ghiacciaio vi è una grande quantità di variabilità nel modo in cui ognuno di essi  sta rispondendo al clima“, ha dichiarato Chris Larsen, ricercatore presso University of Alaska in Fairbanks  e autore principale dello studio. Ghiacciai che finiscono nel mare i cosiddetti ghiacciai di tipo”primario perdono massa attraverso il parto di iceberg. Individualmente questi ghiacciai possono ritirarsi e perdere massa rapidamente ed episodicamente come ha fatto il Columbia Glacier. Ma l’analisi della mappa ad alta risoluzione ha rivelato che come gruppo, ghiacciai di questo tipo sono piuttosto stabili. Essi rappresentano solo il 6 % della perdita di massa della regione. “Questo da un po’ di sollievo. Sommando la perdita di ghiaccio totale da tutta l’Alaska  si nota che è esso è ancora abbastanza.” Larsen si aspetta che la perdita di ghiaccio dalla superficie di fusione continuerà in futuro.

….

La Baia di Hudson, è ancora ricoperta dal ghiaccio per il 50%, ed è la terza più alta copertura per questa settimana a partire dal 1992 (dopo il 2009 e il 2004); lo Stretto di Davis ha la più alta copertura dal 1992; il Bacino di Foxe e la Baia di Baffin hanno la più alta copertura dal 1998. In questa settimana, il Mare di Beaufort ha la seconda più alta copertura dal 2006 (dopo il 2013), e più ghiaccio di quanto ne fosse presente nel 1971, 1982, 1987, 1988 e 1998 – tra gli altri.

 

Fonti :

http://news.agu.org/press-release/alaska-glaciers-make-large-contributions-to-global-sea-level-rise/

http://climate.nasa.gov/news/2305/

http://polarbearscience.com/2015/07/08/sea-ice-breakup-update-high-ice-coverage-just-about-everywhere-even-hudson-bay/

 

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3 pensieri su “Sud alaska dal 1994 al 2013 e baia di Hudson oggi

  1. i ghiacci dell’alaska dipendono molto dalla PDO che è stata negativa solo per qualche anno
    evidentemente la transizione in negativo è molto più lenta del previsto

    riguardo i ghiacci marini artici, conta il minimo stagionale
    per cui aspettiamo e speriamo bene come sempre
    non certo come tanti “esperti” che ogni anno sperano nel collasso bio-climatico dell’artico solo per poter gongolare qualche settimana

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  2. Per i ghiacci non saprei proprio cosa pensare. Gli spessori mi sembrano molto peggiori rispetto all’anno scorso, almeno guardando all’ultimo aggiornamento di questo interessantissimo post
    http://www.unimeteo.net/threads/5875-Monitoraggio-Ghiacci-Artici/page48
    La QBO è già passata in zona positiva a giugno (+2,18 a 30mb secondo il NOAA) e potremmo sperare che, come nel 2013, la QBO+ porti ad un ricompattamento del VP o comunque ad un calo degli scambi meridiani.
    Piuttosto, qui su NIA avevate previsto un terzo ed ultimo picco di attività solare per il mese di agosto: Se si verificasse non potrebbe ulteriormente inibire gli scambi meridiani, mettendo al sicuro i ghiacci polari?

    PS: Ricordiamoci che per quanto l’Alaska si possa raffreddare durante l’ultimo periodo glaciale era relativamente mite. E finchè la misteriosa bolla calda insiste sul nord-est del Pacifico…

      (Quote)  (Reply)

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