Nuove prospettive per le previsioni climatiche nel lungo termine ?

Il ciclo naturale di 11 anni dell’attività solare sta apparentemente influenzando nel lungo termine, le fluttuazioni climatiche nell’emisfero settentrionale. Un team internazionale di scienziati del centro Helmholtz GEOMAR ha dimostrato che la cosiddetta North Atlantic Oscillation (NAO), uno dei modelli di circolazione dominanti dell’emisfero settentrionale, è bloccato in fase con la decennale attività solare e con un ritardo che va da uno a due anni. Lo studio, è stato presentato recentemente sulla rivista internazionale Nature Communications. La carta : http://www.nature.com/ncomms/2015/150915/ncomms9268/full/ncomms9268.html

Le previsioni climatiche per periodi di diversi anni sono affidabili ? Oppure lo sono solo per brevi periodi di più giorni? Un nuovo studio condotto da scienziati del centro GEOMAR ha rilevato che il noto ciclo di 11 anni dell’attività solare influisce sullo sviluppo, nel lungo termine,  dei sistemi di pressione su larga scala nell’emisfero settentrionale.

Per le loro indagini gli scienziati hanno usato un accoppiato modello oceano-atmosfera. Inoltre, questo modello comprende un modulo interattivo chimico che può ad esempio far fronte con l’effetto della radiazione ultravioletta (UV) nell’atmosfera. Questo componente aggiuntivo sembrerebbe essere fondamentale per la trasmissione delle variazioni della radiazione solare che potrebbero avere solo un piccolo impatto diretto sulla superficie terrestre, attraverso un meccanismo complesso dalla stratosfera (10-50 km di quota) alla bassa atmosfera.

“Abbiamo effettuato diversi esperimenti”, dice il Dott Rémi Thiéblemont del GEOMAR, autore principale dello studio. “Abbiamo condotto esperimenti su modello che ricopre un periodo di 145 anni, con e senza l’influenza dell’attività solare”. L’influenza del sole potrebbe chiaramente essere individuata nella cosiddetta North Atlantic Oscillation, che è grosso modo la differenza di pressione tra le Azzorre e l’islanda. Il rapporto tra questi due sistemi di pressione spesso determina il tempo in Europa per periodi di tempo più lunghi, ad esempio se i mesi invernali saranno caldi e tempestosi o freddi e nevosi. I ricercatori hanno scoperto un intervallo di tempo tra le variazioni della irradianza solare e modelli della pressione atmosferica, di circa uno o due anni, che possono essere spiegati attraverso l’interazione tra l’atmosfera e l’oceano. Confrontando i due esperimenti con o senza attività solare, i ricercatori sono stati in grado di dimostrare per la prima volta che l’irraggiamento solare funge da fase di aggancio per l’oscillazione del Nord Atlantico. In questo contesto, un aumento della prevedibilità della fase NAO decennale può essere previsto.

Serie temporali dell'attività solare (in basso) e la North Atlantic Oscillation in due simulazioni del modello, senza (blu) e con (giallo) forcing solare. Credit: Grafica, GEOMAR.

“Il fatto che la circolazione nell’alta atmosfera risponde in modo significativo alle fluttuazioni solari, è già noto”, dice il Prof. Dr. Katja Matthes, promotore e co-autore dello studio della GEOMAR. “Con questo nuovo studio, possiamo dimostrare la trasmissione del segnale alla superficie terrestre e la sua interazione con l’oceano, e d’altra parte si può dimostrare l’importanza delle reazioni chimiche nell’accoppiamento“. Finora, la maggior parte dei modelli climatici globali non hanno né una risoluzione sufficiente nella stratosfera né componenti chimici interattivi. “Anche se l’effetto solare sul North Atlantic Oscillation spiega solo una piccola percentuale della varianza totale, la stretta relazione tra l’attività solare e la fase della North Atlantic Oscillation è un indicatore importante per migliorare la prevedibilità della variabilità del clima”, secondo quanto dice il dottor Thiéblemont.

C’è ancora molta strada da fare, per avere successo nelle previsioni ed avere una certa affidabilità nel lungo termine, fino a un decennio.

Tuttavia, per avere successo è importante comprendere le fluttuazioni solari, così conclude il professor Matthes.

 

Fonte : http://phys.org/news/2015-09-perspectives-long-term-climate.html

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1 pensiero su “Nuove prospettive per le previsioni climatiche nel lungo termine ?

  1. Personalmente resto dell’idea che l’accoppiata QBO-ciclo solare renda bene conto del carattere degli inverni europei, anche in anticipo di un anno. Se poi aggiungiamo l’effetto dell’ENSO e magari anche dell’AMO, il quadro a mio avviso diventa discretamente completo.
    Per l’estate, pur nella complessità di una previsione, lo storico e l’ENSO aiutano abbastanza.
    Anche per l’autunno, almeno nei casi di ENSO marcato (Nino o Nina moderato/forte) si riesce abbastanza a formulare una indicazione di massima.

    Invece per la primavera, per quanto mi riguarda, è buio pesto o quasi.

    Non mi spingo invece a formulare indicazioni climatiche per più anni, supera di gran lunga le mie capacità e conoscenze.

      (Quote)  (Reply)

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