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-2010- L’inizio del raffreddamento planetario

“Ecco il guaio dei nostri tempi: siamo grandi guardoni, critici e non costruttori, agire ci ripugna. Siamo una generazione d’impotenti.” (da “Come ladro di notte” di M.A. Miglieruolo)


Un errore molto semplicistico che fanno in molti è quello di attribuire il semplice rallentamento della Corrende Nord Atlantica come concausa di una glaciazione.
In realtà se l’attività solare incrementasse andando a riscaldare i poli e di conseguenza anche la Groelandia,sciogliendone i ghiacciai spessi fino a 5 km,una volta che una buona parte di essi si sarà sciolta abbassando la salinità dell’acqua e quindi andando a inceppare tale corrente,se l’attività solare si mantenesse stabile senza subire importanti variazioni si avrebbe solo un leggero incremento delle correnti d’aria fredda di origine artica verso le aree a est dell’emisfero nord,e in minor quantità anche verso il Nord America,ma ciò non sarebbe minimamente precursore di una glaciazione ma bensì solo di un maggior raffreddamento invernale .
Per dar luogo ad una glaciazione sono importanti 2 fattori,un decremento dell’attività solare che però prima deve esser stato preceduto da un incremento di quest’ultima.
Durante questo incremento dell’attività solare il clima deve aver subito un riscaldamento al punto da mitigare i ghiacciai ai poli con conseguente ritiro di essi e la successiva immissione di acqua dolce nel Nord Atlantico che andrebbe a disturbare il flusso termico di tale corrente alterando la densità dell’acqua,una volta che l’attività solare va calando seguendo un regolare ciclo,oltre a quello undecennale,di 150-160 anni,il clima inizia a raffreddarsi ma mano che il sole continua a indebolire la propria attività magnetica e di conseguenza il proprio irradiamento seguito da un quasi totale azzeramento delle macchie solari.
Con la Corrente Nord Atlantica interrotta o fortemente indebolita e l’attività solare sempre più scarsa allora si avrebbero tutti i fattori che porteranno nel giro di pochi anni ad una nuova Piccola Era Glaciale.
Il conseguente indebolimento del campo magnetico solare porta in seguito ad altri 2 fenomeni particolarmente importanti,quando esso si indebolisce la quantità di raggi cosmici che altrimenti sarebbe reindirizzata altrove dal suo campo magnetico stesso,arriva in maggiori quantità andando a collidere direttamente con la bassa troposfera e con conseguente aumento della nuvolosità terrestre che, soprattutto alle medie altezze, schermerebbe il nostro pianeta dai raggi ad onda corta solari favorendone un progressivo raffreddamento.
L’altro fattore è quello più caotico,e implica che una volta indebolito il campo magnetico solare,le brusche variazioni comportate dal vento solare,il costante flusso composto da protoni ed elettroni che arriva dal sole,durante i brillamenti e anche altri fattori esterni porterebbe il nostro pianeta ad essere maggiormente esposto ad eventi geofisici come terremoti ed eruzioni vulcaniche.
E’ stato dimostrato che sia un rallentamento della Corrente del Golfo sia un indebolimento dell’attività solare sia un considerevole aumento dell’attività vulcanica si registrarono durante la Piccola Era Glaciale che cominciò nel 1300 e terminò nel 1850.
In quei periodi oltre al significativo abbassamento in tutto il mondo si assistette ad un aumento delle piogge,probabilmente dovuto all’incremento dei raggi cosmici che stimolando la troposfera andarono a causare un aumento della nuvolosità,e quindi maggiori precipitazioni piovose e nevose.
Alcuni esempi:
-1327: generale straripamento/alluvione del Po, Italia.
-1330: spaventosa inondazione/alluvione del Polesine e Mantovano, Italia, con morte di 10.000 persone (da verificare);
-1331:inondazione/alluvione del Po nel Mantovano e Ferrarese e di altri fiumi in Toscana, Italia;
-1333: Italia del nord, si registrano eventi meteorici eccezionali come ad esempio un ciclone che ha seminato distruzione di abitazioni e di raccolti: La grandine raggiunge l’altezza di un metro;
-1336: Italia, il Po rompe gli argini (alluvione) e le acque gelano nelle campagne (intenso freddo nel periodo invernale, clima);
-1341: forti inondazioni/alluvioni che abbattono le mura di Cremona, invadono il mantovano e il ferrarese, Italia;
-1342, la cosiddetta piena del millennio, del fiume Reno (infatti, si verificarono significativi straripamenti del Reno a Basilea);
-1347: in Italia si registra una terribile carestia;
-1362: Italia, alluvione con rottura del Po a Francolino e a Serravalle;
-1365: Italia, area Po, alluvione del Ferrarese e Mantovano;
-1376 dicembre, episodio di forte piena del Tevere a Roma (circa 17 mt);
-1379 novembre, episodio di forte piena del Tevere a Roma (circa 17 mt);
-1385: Italia, inondazioni della città di Mantova e dei territori di Verona, Modena, Ferrara, Polesine e Rovigo. Sommersa pure Venezia;
-1394:allagamento/alluvione della città di Ferrara;
Ora come ora ci ritroviamo proprio a essere di fronte ad una situazione analoga nella quale dal 2008 ci ritroviamo ad avere inverni più rigidi e con maggiori precipitazioni nevose e con stagioni più piovose e un aumento delle inondazioni.
-29 Giugno 2010:Il bilancio delle inondazioni che hanno colpito la Romania a partire dalla settimana scorsa, e’ arrivato oggi a 16 morti e 9 dispersi. Lo ha annunciato il portavoce dell’Ispettorato per le situazioni di emergenza. Le inondazioni hanno toccato oltre 1500 abitazioni in 73 localita’ del Paese e piu’ di 9500 ettari di terreni agricoli.
-08 Luglio 2010:Nel Nord del Messico, al confine con il Texas, l’uragano Alex ha fatto danno per milioni e milioni di dollari.
E’ semidistrutta la citta’ di Monterrey. Ci sono dighe che hanno dovuto aprire perche’ stavano a piu’ del 100% della loro capicita’. La loro apertura ha fatto crescere molti fiumi in maniera improvvisa, che hanno allgato paesini i piccole citta’ interamente.

Anche il Rio Bravo sta straripando, e hanno dovuto chiudere un ponte della frontiera perche’ probabilmente sara’ allagato nelle prossime ore.
-12 Luglio 2010:Il maltempo ha distrutto strade, ponti e bloccato almeno 16 autostrade nelle province di Chongqing, Fujian, Sichuan, Jiangxi, Hunan, Anhui e Qinghai.
Dal 1° luglio le alluvioni, insieme alle frane e al fango hanno ucciso almeno 50 persone in tutto il sud della Cina; 15 persone sono disperse. Secondo il Ministero degli affari civili, le persone colpite dalle piogge sono almeno 17 milioni; circa 600 mila sono state evacuate dall’inizio di luglio.
Circa 42 mila case sono crollate e altre 121 mila hanno subito danni. Almeno 946 mila ettari di terreno agricolo sono distrutti, mentre il costo economico del disastro si calcola sugli 8,9 miliardi di yuan (oltre 1 miliardo di euro).
-20 Luglio 2010,:Almeno 58 morti, 121 feriti, otto dispersi, 271.506 sfollati e 52.000 abitazioni danneggiate: questo il bilancio delle forti piogge che stanno battendo gran parte della Colombia. Le zone più colpite comprendono 273 comuni di 27 Stati dei 32 in cui è suddiviso il Paese.
-29 Luglio 2010:Un’ondata di maltempo con rari precedenti si è abbattuta nelle ultime ore sulla provincia nord-occidentale pachistana di Khyber Pakhtoonkhaw causando oltre 110 morti, lo straripamento di fiumi e gravi danni alle infrastrutture. Lo riferiscono i media a Islamabad.
Particolarmente grave è la situazione nei distretti di Shangla e Swat, dove la piena dei fiumi provocata da intense piogge monsoniche ha rotto gli argini in più punti e distrutto alcuni ponti, isolando di fatto decine di migliaia di persone in diversi centri abitati e uccidendo, assicura GEO Tv, almeno 64 persone.
-29 Luglio 2010:Aumentano le vittime del maltempo in Cina, oltre 900, mentre non danno tregua le alluvioni, le peggiori degli ultimi dieci anni. Il bilancio delle vittime nel 2010 e’ arrivato a 928 morti e 447 dispersi, secondo la stampa cinese.
-31 Luglio 2010:Piogge battenti flagellano da una settimana vari paesi dell’Asia meridionale, creando gravi disagi soprattutto in Pakistan e Afghanistan.

In particolare in Pakistan si registrano oltre 800 morti e danni materiali incalcolabili.
Mentre in Afghanistan sono morte negli ultimi giorni oltre 90 persone nelle province di Parwan, Laghman, Kapisa e Khost. A dare risalto internazionale al dramma pachistano ha contribuito l’Onu che ha parlato di ”un milione di persone danneggiate in varia misura”.
-06 Agosto 2010:Disastro in Kashmir. Più di 60 morti e dispersi e sfollati ancora da calcolare.Questo, per ora il tragico bilancio delle alluvioni verificatosi nella mattinata. La zona più colpita è stata Leh, principale citta’ della regione di Ladakh.
-07 Agosto 2010:Piogge torrenziali hanno colpito l’Europa centrale, in particolare Germania, Repubblica Ceca e Polonia, causando sei morti. Tre sono le persone morte annegate in una cantina rimasta allagata per la pioggia a Neukirchen, nel sud-est della Germania: si tratta di una coppia di coniugi di 72 e 74 anni e un loro vicino di 63, intrappolati nel sotterraneo dell’abitazione allagato. Due persone sono invece morte nel nord della Repubblica Ceca e una terza a Bogatynia, in Polonia.
Da alcuni anni invece,proprio come nel 1300,quando ebbe inizio la Piccola Era Glaciale,la Corrente del Golfo ha cominciato a mostrare significativi livelli di rallentamento finchè non molto tempo fa è uscita la notizia ufficiale che la Corrente aveva cambiato direzione.

Velocità della corrente del Golfo nell’Ottobre 2000

Velocità della Corrente del Golfo nel Febbraio 2005

Velocità della Corrente del Golfo nel Gennaio 2007

Velocità della Corrente del Golfo nel 24 giugno 2009

Velocità della Corrente del Golfo nel 18 marzo del 2010

Velocità della Corrente del Golfo nel 12 agosto 2010

 

Velocità della Corrente del Golfo nel 2 settembre 2010


Anche i terremoti dal 2001 hanno continuato a incrementare di numero specie quelli con un certo magnutudo.
Terremoti di magnitudo 7+ avvenuti dal 2000 ad oggi,novembre 2010

2010 19 da 7+ e 1 da 8+ = 20

2009 15 da 7+ e 1 da 8+ = 16

2008 12 da 7+ = 12

2007 13 da 7+ e 4 da 8+ = 17

2006 8 da 7+ e 2 da 8+ = 10

2005 9 da 7+ e 1 da 8+ = 10

2004 10 da 7+ poi 1 da 8+ ed 1 da 9.1 = 12

2003 13 da 7+ e 1 da 8+ = 14

2002 12 da 7+ = 12

2001 15 da 7+ e 1 da 8+ = 16

2000 2 da 7+ e 1 da 8+ = 8

Se aumenta l’attività sismica anche quella vulcanica negli ultimi tempi ha dato un forte sbalzo tra vulcani che dopo lungo tempo si sono riattivati e altri già attivi hanno cominciato ad incrementare la propria attività,tra alcuni nomi che si possono fare ci sono:Chaiten,Bulusan,Mayon,Merapi,Yellowstone,Etna,Tungurahua,Obu,Katla,R ainier,Saint Helens,Grismvotn,Anak Krakatu..ecc.
Il Merapi ha dato luogo meno di un mese fa alla più grande eruzione mai registrata dal 1872,e causato la morte di almeno 300 persone.
Per quanto concerne invece il raffreddamento dei mari,nonostante le previsioni degli antropisti e dell’Intergovernmental Panel on Climate Change (Gruppo consulente intergovernativo sul mutamento climatico, IPCC) prevedevano un sempre maggior riscaldamento dei mari,mentre invece ci troviamo di fronte alla Nina più forte in crescita dal 1956.

Per l’ennesima volta nonostante si affermi che il 2010 sia stato l’anno più caldo di sempre,i dati mostrano l’esatto contrario,per non parlare dei ghiacci dell’Antartide,il quale quello marino hanno raggiunto il maggior record di estensione in 30 anni.

Attuale estensione ghiaccio marino dell’Antartide
Ciò evidenzia che l’Ipcc per quanto riguarda le previsioni sul futuro del clima errate e tale gruppo non si presenta essere ne all’altezza ne una fonte affidabile per quanto riguarda il futuro del clima.
Esso afferma una cosa,ma il clima non mostra l’esatto contrario di quanto affermano.
In conclusione ci troviamo proprio sulla soglie dell’inizio di una Piccola Era Glaciale.
Come si evidenzia qui numerosi ghiacciai hanno ricominciato a crescere,i fattori indicano tutti che andiamo incontro al freddo non al caldo.
Per quanto riguarda la biodiversità se aumentano le piogge durante le stagioni primaverili ed estiva potremmo avere anzichè carestia e morte un aumento della biodiversità,in quanto un aumento delle piogge comporterebbe oltre ad un aumento delle inondazioni e delle precipitazioni nevose,maggior acqua a disposizione,che favorisce la crescita di vegetali e quindi regola tutta la catena alimentare.
Inutile dire che ciò potrebbe comportare anche un amplificazione degli arsenali di guerra e portare a conseguenti guerre.
Non sorprenderebbe se in Italia potesse esplodere la guerra civile in quanto oltre 15 milioni di italiani sono ‘quasi poveri’ e si indebitano anche per acquistare cibo: lo sostiene il Codacons. I calcoli si agganciano ai dati Istat sul calo del reddito familiare nel 2009 pari al 2,6%.
‘Una riduzione media dei consumi dell’1,8% significa che i poveri,il 13,1% della popolazione, pari a 7 milioni 810 mila individui, non hanno piu’ soldi per mangiare, mentre i ‘quasi poveri’, 15,5 milioni di italiani, si devono indebitare anche per acquistare cibo’.
Per non parlare che quasi 2 governi sono andati giù a prima che potessero finire il loro mandato,già per il fatto che in Italia si dedica una grande attezione al chiacchericcio da bar tra partiti che alle necessità del paese.
Come si fa ad essere certi che stia cominciando una Piccola Era Glaciale?
Tra il 900 e il 300 prima del’Era Volgare,dopo un periodo di clima mite durato 150 anni si registra una nuova Piccola Era Glaciale,un’altra si registra tra il 1.400 e il 1.300 prima dell’Era Volgare ecc.
Tutte queste hanno avuti un periodo molto simile di clima mite prima che ricominciasse quello freddo.
La fine dell’ultima Piccola Era Glaciale è stata nel 1850,160 anni fa,il che significa che in concomitanza con l’attuale prolungato Minimo Solare,aumento delle piogge,incremento dell’attività sismica e vulcanica,e rallentamento della corrente del Golfo siamo proprio puntuali per l’inizio di una di queste nuove fasi di raffreddamento.
Questo probabilmente potrebbe essere l’inverno in cui tale fase avrà ufficialmente inizio.

A cura di Alex

Fonti:
http://www.3bmeteo.com/giornale-meteo/minimo+solare+e+clima-+al+tempo+la+risposta-9414
http://www.meteogiornale.it/notizia/14014-1-storia-dellattivita-solare-e-conseguenze-sul-clima-seconda-parte
http://it.wikipedia.org/wiki/Piccola_era_glaciale
http://expianetadidio.blogspot.com/2010/10/la-piccola-eta-del-ghiaccioun-archivio.html
http://www.unita.it/notizie_flash/119977/maltempo_romania_morti_e_dispersi_per_inondazioni
http://www.asianews.it/notizie-it/Alluvioni-nel-sud-della-Cina.-A-rischio-una-diga-del-Qinghai-18905.html
http://www.tgcom.mediaset.it/mondo/articoli/articolo486750.shtml
http://www.ansa.it/web/notizie/rubriche/mondo/2010/07/29/visualizza_new.html_1876252738.html
http://www.ansa.it/web/notizie/rubriche/topnews/2010/07/31/visualizza_new.html_1877120431.html
http://www.newnotizie.it/2010/08/06/alluvione-in-kashmir-90-morti-e-300-feriti/
http://www.ansa.it/web/notizie/rubriche/mondo/2010/08/07/visualizza_new.html_1878996367.html
http://expianetadidio.blogspot.com/2010/10/previsioni-inverno-2010-2011.html
http://thedayafterjournal.blogspot.com/2010/11/merapi-la-piu-grande-eruzione-dal-1872.html
http://thedayafterjournal.blogspot.com/2010/11/loceano-atlantico-cambia-direzione.html
http://www.wpsmeteo.com/index.php?option=com_content&view=article&id=766:enso-la-piu-forte-crescita-della-fase-la-nina-dal-1955-56-&catid=6:articoli-clima&Itemid=18
http://www.3bmeteo.com/giornale-meteo/pack+antartico+agosto+2010-+mai+cos–10398
http://www.ansa.it/web/notizie/rubriche/topnews/2010/07/22/visualizza_new.html_1874350978.html
http://www.ansa.it/web/notizie/rubriche/topnews/2010/07/23/visualizza_new.html_1874413295.html
http://www.exploratetide.com/pages/home-page/articoli-vari/la-storia-del-pianeta/lultimo-milione-di-anni.html

CANCUN: l´ultimo tentativo dei termofobici.

Per 20 anni i termofobici dell´IPCC hanno tentato di terrorizzarci con le loro terribili minacce sul riscaldamento globale.

Ma se hanno tanta paura del caldo perché vanno a fare i loro congressi/festini in posti come Cancun?

Cancun é un luogo  incantevole con spiagge tropicali, clima caldo, mare azzurro, spiagge bianche come lo zucchero, barriere coralline con grandi pesci, incredibili lagune e una intera fascia di hotels e resorts di prima categoria con splendidi cocktails da apprezzare ai bordi delle lussereggianti piscine.  Sicuramente non é un posto che presenta difficoltá, e credo che sia stato scelto proprio questo incantevole posto perché hanno capito che la loro religione/partito sta arrivando alla fine e vogliono divertirsi un poco prima che siano spinti fuori dal treno dell´allegria.

Tanto per avere un´idea delle loro preoccupazioni climatiche é sufficiente vedere il video sotto che ho tratto dal sito

http://ecotretas.blogspot.com/2010/12/boa-vida-em-cancun.html

TEQUILAAAAAA!!!!!!!!

watch?v=q83CQ_7CGCg&feature=player_embedded

Se veramente volessero curarsi dalla loro TERMOFOBIA dovrebbero fare il prossimo conclave in posti come Murmansk o in Alaska (a incontrare i loro amati orsi), e i posti dovrebbero essere forniti SOLO da energia eolica o solare. Lasciamo che sentano cosí il mortale abbraccio del gelo da loro tanto amato.

Cosí forse apprenderanno che la vita non ha nulla da temere dal calore o dall´aria umida e carica del gas della vita, il diossido di carbonio.

Quello di cui tutti dobbiamo avere paura é di una atmosfera fredda, secca e con poco CO2, dobbiamo avere paura dell´avanzamento implacabile del silenzio sterile di una vita in estinzione con una era glaciale.

SAND-RIO

Il punto caldo: fatti, misfatti e leggende del clima che cambia

L’Istituzione culturale La Bendandiana ha  organizzato per venerdì 19 novembre 2010 una conferenza dal titolo :

Il punto caldo: fatti, misfatti e leggende del clima che cambia

tenuta dal  Dott. Teodoro Georgiadis dell’ Istituto di Biometeorologia del CNR.

Riporto la prefazione dell’invito.

Alla vigilia del COP16, la conferenza sui cambiamenti climatici, di Cancun in Messico si vogliono presentare alcuni argomenti, spesso definiti con l’aggettivo ‘scettici’ dai mezzi di comunicazione di massa, che rendono il quadro della conoscenza scientifica sul clima meno sicuro e condiviso di quanto si potrebbe pensare.
La problematica del clima sta fortemente influenzando lo sviluppo futuro della nostra esistenza sia dal punto di vista economico che sociale, ed il consenso sulle posizioni dell’IPCC (l’organismo dell’ONU deputato a raccogliere i fatti) rappresenta il fattore guida per imporre i costi necessari al cambiamento del sistema produttivo.
Ci si domanda se la conoscenza scientifica è in grado di asserire che indubitabilmente la strada scelta sia quella giusta.
La  COP16 inizierà il 29 novembre e terminerà il 10 dicembre (link)
Il relatore ha iniziato facendo una piccola  parentesi sui giornalisti che  amano oggi parlare del dibattito intorno al problema climatico fra catastrofisti e negazionisti.
catastrofisti che odiano sentirsi chiamare in questo modo, sono quelli vicini alle posizioni ufficiali dell’IPCC. Sono persone allarmate in base ai risultati che vedono dalle misure fatte sul clima. Sono preoccupati per quello che sarà il futuro prossimo e il futuro lontano del nostro pianeta. I cosiddetti negazionisti che odiano sentirsi chiamare così, sono quelli che in questi risultati vedono segnali da interpretare e non riconoscono l’allarme della prima categoria. Queste categorie viaggiano al di fuori del dibattito scientifico sono categorie giornalistiche. Se dovessimo fare una distribuzione del dibattito scientifico potremmo sintetizzarlo in una curva gaussiana in cui estremi corrisponderebbero queste due categorie.
Il relatore ha continuato facendo una ulteriore premessa:

Qual è il ruolo della scienza oggi? Qual era lo scopo della scienza nel passato?

Il ruolo della scienza nel passato era quello di comprendere la natura, i fenomeni naturali e alla fine di un lungo percorso  vedere  se era applicabile a scopi utilitaristici per l’uomo (tecnologia). Lo scopo della scienza era la conoscenza, e li fermarsi, cioè offrirsi come strumento.  Oggi la scienza sta perdendo il carattere di strumento neutrale . La scienza oggi si avvale di discorsi legati al consenso. Sempre più si sente il discorso: se la stragrande maggior parte degli scienziati… se i più dicono…. come si fa a dubitare. Questo è un problema grave perché la scienza ha fatto i progressi principali solo con il dubbio e la critica. La scienza senza una critica nei risultati raggiunti non è più scienza diventa qualcosa di molto vicino ad una ideologia o a una religione.

Questo mi ha fatto pensare ad un motto di Albert Einstein, (lettera a Max Born del 4 dicembre 1926)

« Nessuna quantità di esperimenti potrà dimostrare che ho ragione; un unico esperimento potrà dimostrare che ho sbagliato. »

(wikipedia)

La scienza è uno strumento di conoscenza e non di fede. Il fatto di pensare che un consenso in quanto tale debba essere considerato come fatto scientifico o avvaloramento di un fatto scientifico diventa problematico.

Un problema soprattutto quando questo fatto (il consenso scientifico) viene utilizzato per dare un’aiutino… una spinta nelle decisioni da prendere. Perché la scienza non deve spingere la società in una direzione. La scienza è uno strumento da dare in mano ai nostro rappresentanti politici perché questi possano usarla. La scienza è un cacciavite, con questo strumento si può forare una ruota di una macchina o costruire qualcosa di meraviglioso. Il compito di come viene usato il cacciavite non è dello scienziato.

Per dare un aiuto alla società ad andare in una determinata direzione si rischia di eliminare qualcosa di importante:

Frase di Haskins « La teoria dell’errore, la logica dell’errore, fondamentalmente  è quello di restringere  il numero di alternative intenzionalmente o non intenzionalmente, fino ad omettere rilevanti alternative dalla considerazione»

Se ci fissiamo che la scienza debba rispondere ad un obbiettivo perché utile e buono rischiamo di perdere altre strade interessanti, che potrebbero contenere una parte rilevante di verità.

Terminata la premessa il Dott. Teodoro Georgiadis ha iniziato ad affrontare il problema climatico partendo dal metodo sperimentale Galileano (Link ad un articolo di NIA) e sui modelli climatici.

Il modello è una rappresentazione di una funzione scaturita dalla interpretazione di dati. Non esistono modelli senza dati perché non può esistere una legge (funzione) che possa nascere senza dati.

L’IGBP ( International Geosphere-Biosphere Programme ) ha proposto un nuovissimo indice il Climate-Change Index CCI (Link a pdf)

che prende in esame il cambiamento climatico cumulativo degli ultimi 30 anni. (1980-2010)

Ora il WMO (l’organizzazione mondiale di meteorologia) definisce la durata minima delle serie storico-temporali di dati continui per poter individuare le caratteristiche climatiche di una data località un minimo di 30 anni. Questo ci da un punto ma non la direzione, per capire, per essere sicuri che la variazione sia significativa, bisognerebbe avere i dati di almeno altri 30 anni.

Cioè trentanni è un singolo gradino ma per capire in che direzione ci stiamo muovendo ( se stiamo salendo oppure scendiamo per la scala sono necessari almeno due gradini).

Successivamente ha parlato di una serie di problemi in parte già trattate da NIA:

Affidabilità della rete di misura (link ad articolo NIA)(altro articolo di NIA)

isola di calore urbano (link ad articolo NIA),

riduzione di centraline (link ad articolo NIA),(altro articolo di NIA)


qualità delle centraline(link a http://www.surfacestations.org/) (link a database immagini centraline)

Cambio d’uso del suolo

Precisione dei mezzi di misura, ecc

Ritengo sia stata una ottima serata ben incentrata su dubbi e problematiche, vi lascio con una domanda la stessa che i nostri governati saranno costretti a porsi a Cancun

quanto del riscaldamento che abbiamo subito in questi anni è da imputare ai gas serra?

Andrea B

Dubbi sull’efficacia di mitigazione climatica (Approfondimento a Prima parte)

Prendo lo spunto da un recente articolo di R. Reitano su CA http://www.climalteranti.it/2010/10/31/il-primo-scettico-del-riscaldamento-globale/

Che cito:

“l’equilibrio convettivo è mantenuto nella parte bassa della troposfera fino a circa 10 km, mentre più in alto si mantiene l’equilibrio radiativo. L’importante conseguenza è che i dettagli dell’assorbimento nella bassa troposfera non hanno importanza poiché il calore “viene diffuso e trasferito verso l’alto dalla convezione”. In altre parole, chi governa il bilancio energetico della terra è il bilancio radiativo nell’alta troposfera e lì la concentrazione di CO2 ha un peso.”

Trovo queste affermazioni incomprensibili, perché nel caso in cui tutte le radiazioni di infrarosso nelle bande di assorbimento del CO2, fossero captate in bassa troposfera dal CO2 o dal vapore acqueo, mai giungerebbero in alta troposfera se ci fosse una trasmissione per convezione. Inoltre nel caso in cui l’energia arrivi in alta troposfera, per convezione, ed una molecola di CO2 fosse colpita, al superamento del proprio punto di equilibrio questa potrebbe emettere radiazioni infrarosse, molte delle quali sarebbero rivolte verso la terra. Ma se ci fosse saturazione in bassa troposfera queste radiazioni sarebbero captate anche in discesa e mai giungerebbero in superficie.

Lindzen invece dice che il sistema è misto e quindi una parte di energia assorbita in bassa troposfera è trasmessa sempre con radiazione, in questo caso potrebbe giungere fino alla alta troposfera, ma anche tornare verso la terra. C’è da chiedersi allora quanta della CO2 emessa ha effettivamente un effetto di riscaldamento sicuramente non il 100%

Sempre il Reitano dice:

La regione in cui avviene l’assorbimento si allarga progressivamente, indicando un aumento dell’assorbimento anche oltre la saturazione nella parte centrale. Per una riga non troppo assorbita l’effetto di queste code è minimo, ma per una molecola fortemente saturata come quella del CO2 si ha un assorbimento significativo anche per le parti più esterne della riga, e in queste zone l’assorbimento dipende dalla concentrazione”

Questa capacità di assorbire di più conta però solo in alta troposfera perché nella bassa, comunque poi l’energia si dovrebbe trasmettere prevalentemente per moto convettivo, e poi ci sarebbe il vapore a captare quello che sfugge al CO2.

Il Reitano conclude segnalando un articolo del prof Bardi che cito: 

Vi spiego una volta per tutte come funziona l’ “effetto serra” e perché sarebbe meglio chiamarlo “effetto coperta”.

L’effetto coperta: perché i gas serra scaldano la terra Di Ugo Bardi”

“In particolare, dobbiamo considerare la CO2 che è il gas più importante nell’effetto di riscaldamento globale causato dall’attività umana. E’ vero che la bassa atmosfera è “satura” di CO2 in termini di assorbimento ottico nella sua finestra. Quello che cambia è negli strati dell’alta atmosfera, la zona “non satura”, dove la CO2 può irradiare verso lo spazio esterno. Aumentando la concentrazione di CO2, la zona non satura si sposta verso l’alto. Ovvero, aumentando la concentrazione della CO2 è come aggiungere delle coperte alla terra. E’ sempre l’ultimo strato, come l’ultima coperta, che fa il possibile per equilibrarsi con la bassa temperatura dell’universo. Ma dal punto di vista della superficie terrestre, l’effetto è un maggior riscaldamento per via del maggior spessore di “coperte”.

La coperta come la serra blocca i moti convettivi, invece l’atmosfera è un sistema aperto dove la convezione in presenza di vapore acqueo è solo rallentata ( le temperature notturne nei deserti calano rapidamente proprio per la mancanza di vapore acqueo) Ma anche in presenza di vapore acqueo in atmosfera  avviene uno scambio di energia con l’esterno in quanto il calore viene portato in alto.

Io lo chiamerei effetto atmosfera.

A questo proposito sarebbe interessante analizzare l’andamento delle temperature notturne e diurne degli ultimi 40 anni in ambienti con scarsa umidità come i deserti in particolare il Gobi che è a latitudini alte. Il rateo di riscaldamento delle temperature notturne nel Gobi dovrebbe indicare l’effetto dei gas climalteranti in particolare il CO2 senza il feedback del vapore acqueo. Ma non le trovo.

La relazione fra la concentrazione di CO2 e l’effetto riscaldante non è lineare, è logaritmica. Ma, sulla Terra, siamo ancora ben lontani dalla saturazione dell’effetto della CO2; ovvero una condizione in cui aggiungere altra CO2 non cambia le cose. Se ci fossimo arrivati, saremmo nella condizione di Venere, con qualche centinaio di gradi di temperatura alla superficie del pianeta.”

Però potrebbe essere che il raffreddamento della superficie di  Venere sia molto rallentato da un’atmosfera costituita prevalentemente da CO2 che è un molecola più grossa e più pesante dell’ossigeno e dell’azoto che costituiscono l’atmosfera terrestre. Il rallentamento del raffreddamento determina un accumulo dell’energia solare  ( che viene continuamente ricevuta da venere) e quindi un riscaldamento della superficie. Se l’atmosfera terrestre avesse la concentrazione di CO2 di Venere e il fenomeno anziché essere convettivo fosse radiativo come sostiene il Bardi la terra in base ai valori di forzante indicati da Hansen sarebbe una palla di fuoco.

Dopo queste riflessioni mi chiedo che efficacia possa avere la riduzione delle emissioni sulla mitigazione climatica.

Skeptical science ci dice:

La quantità di CO2 che la natura emette (da oceani e vegetazione) è bilanciata dal naturale assorbimento (ancora da oceani e vegetazione). Lo sconvolgimento delle emissioni da parte dell’Uomo ha dato luogo a concentrazioni di CO2 mai viste negli ultimi 800000 anni. L’azione dell’Uomo genera emissioni nell’atmosfera per 26 Gt (miliardi di tonnellate) di CO2 all’anno e l’aumento di concentrazione della CO2 in atmosfera equivale a 15 Gt per anno, ciò significa che buona parte delle emissioni sono assorbite dai pozzi sopra citati.

Solo 15 Gt CO2 su 26 di perturbazione aggiuntiva annua rimangono in atmosfera che è circa il 57% quindi abbassando del 20% le 26 Gt di CO2 emesse cioè emettendo 21 Gt anziché 26 a riduzione in atmosfera non sarebbe di 5 Gt di CO2 ma solo del suo 57% cioè di 2,8 Gt.

Non solo come già ci ha spiegato Scafetta anche se qualcuno non lo ha capito, il 20 % di aumento delle concentrazione di CO2 osservato nell’ultimo secolo ci sarebbe stato comunque perché è naturale ed è legato al riscaldamento. Quindi anche riducendo a zero le emissioni antropiche ci sarebbe comunque la CO2 ( e il metano di origine naturale).

Quindi abbiamo ridotto di 5 Gt CO2 annuo le emissioni antropiche, ma l’effetto in atmosfera è solo di 2,8 Gt CO2 senza contare il tempo di equilibrio secolare, però ci spiegano che tutto il CO2 in bassa atmosfera conta poco, o meglio ha un’azione solo per quella % di CO2 che una volta assorbiti gli ir trasmette energia per radiazione.

Nessuno mi sa dire quant’è questa % mettiamo sia il 25% che quindi vanno stornati alle tonnellate di emissioni risparmiate cioè 2,8 Gt CO2 quindi l’azione di riduzione delle emissioni sul clima sarebbe 2,1 Gt CO2 meno della metà delle emissioni ridotte, dubito che serva a qualcosa. Mettiamo invece sia il 75% la riduzione sarebbe solo su 0.7 Gt CO2 praticamente inconsistente.

Claudio Costa

Dubbi sull’efficacia di mitigazione climatica (Prima Parte)

Prendo lo spunto da un recente articolo di R Reitano su CA http://www.climalteranti.it/2010/10/31/il-primo-scettico-del-riscaldamento-globale/

Per fare esprimere i miei dubbi sull’efficacia di mitigazione climatica della 20-20-20 o peggio protocollo di Kyoto. Il Reitano conclude l’articolo con questa citazione

“non posso concludere senza riconoscere il ruolo fondamentale del libro di Spencer Weart “The Discovery of Global Warming” dal quale tanto ho preso in prestito e imparato. Il suo libro e il sito di supporto sono l’isola del tesoro per chiunque sia interessato a come le nostre conoscenze sono state costruite nel tempo, un tassello per volta.”

Il libro “La scoperta del riscaldamento globale” è la storia delle scoperte scientifiche che hanno portato alla definizione della teoria dell’agw, Da segnalare la traduzione di alcune parti del libro realizata da Claudio Cassardo

 http://personalpages.to.infn.it/~cassardo/pensieri/2009_10_15.html

Nel testo ci sono numerosi punti di criticità che citerò in corsivo commentandoli

“Lo trovo molto utile anche per spiegare come procede la scienza, e come, a volte, ciò che in un certo momento sembra certo senza ombra di dubbio può diventare incerto, superato o addirittura sbagliato un po’ di tempo dopo. Ci sono infiniti esempi di ciò nella storia della scienza.”

Appunto, e questo vale anche per la teoria stessa dell’agw.

“Arrhenius fece un calcolo per il raddoppio della CO2 in atmosfera, e stimò che avrebbe prodotto un aumento della temperatura della Terra di circa 5-6°C.

Arrhenius non vide questo come un problema. Egli comprese che, se l’industria avesse continuato a bruciare combustibile con l’attuale (1896) tasso, ci sarebbero voluti forse tremila anni perché il livello di CO2 diventasse così alto.”

Non è vero che Arrhenius non si preoccupò affermò più volte che non si doveva più bruciare il carbone, ma fare energia termica con i pannelli solari termici, che iniziò a produrre, ma la fabbrica fallì.

“L’effetto serra infatti funziona anche se l’assorbimento delle radiazioni è completamente saturato nella bassa atmosfera. La temperatura del pianeta è regolata dai sottili strati superiori, dove la radiazione sfugge facilmente nello spazio. Aggiungere gas a effetto serra cambia l’equilibrio. Inoltre, anche una variazione dell’1% in questo delicato bilancio potrebbe comportare una sensibile differenza nella temperatura superficiale del pianeta…………..

Quindi egli comprese (forse dai calcoli di Hulburt) che, anche se la CO2 in atmosfera aveva già assorbito tutta la radiazione termica che la attraversava, l’aggiunta di ulteriore gas avrebbe modificato l’altezza in atmosfera alla quale si sarebbe verificato l’assorbimento…………

Così, anche se il vapore acqueo nei bassi strati dell’atmosfera avesse bloccato interamente tutta la radiazione che avrebbe potuto essere assorbita dalla CO2, questo non avrebbe impedito al gas di fare la differenza negli strati superiori, rarefatti e freddi. Questi strati contengono comunque pochissimo vapor d’acqua.”

Trovo queste affermazioni incomprensibili, perché nel caso in cui tutte le radiazioni di infrarosso nelle bande di assorbimento del CO2, fossero captate in bassa troposfera dal CO2 o dal vapore acqueo, mai giungerebbero in alta troposfera.

Nel caso in cui l’energia arrivi in alta troposfera, per convezione, ed una molecola di CO2 fosse colpita, al superamento del proprio punto di equilibrio questa potrebbe emettere radiazioni infrarosse, molte delle quali sarebbero rivolte verso la terra. Ma se ci fosse saturazione in bassa troposfera queste radiazioni sarebbero captate anche in discesa e mai giungerebbero in superficie.

“Lavori successivi mostrarono che l’aumento della temperatura fino al 1940 fu, concordemente al pensiero dei suoi critici, causato principalmente da una sorta di effetto naturale ciclico, e non dalle ancora relativamente basse emissioni di CO2.”

Finalmente un’affermazione che mi trova concorde ma la forzante che ha dominato il clima fino al 1940, anzi fino al 1975 che non può che essere solare ancora non è stata stimata correttamente, come descritto qui

http://www.climatemonitor.it/?p=11877#comments

Quando gli ippopotami nuotavano nel Tamigi

Le variazioni climatiche dell’Holocene e dell’Eemiano sono correlate al flusso magnetico solare, è indubbio che vi è una forzante dominante, e finchè non verrà stimata non si potrà stimare il peso reale dell’effetto antropico sul clima e le proiezioni climatiche con i modelli non avranno alcun valore

A proposito di questo devo citare un articolo del prof Ugo Bardi

http://ugobardi.blogspot.com/2010/10/leffetto-del-sole-sul-clima-potrebbe.html

L’effetto del sole sul clima potrebbe essere stato sovrastimato?

Che commentando l’ultima pubblicazione della Haig afferma:

 “Se questo è il caso, avremmo sovrastimato l’effetto delle variazioni dell’irradianza solare nel riscaldamento globale. Nella pratica, tuttavia, il ruolo del sole rimane marginale nel riscaldamento osservato negli ultimi anni. Semmai, se questi dati dovessero essere confermati come validi a lungo termine, dovremmo abbandonare l’ipotesi che la “piccola era glaciale” sia stata causata dal minimo di Maunder. In questo caso, potrebbe essere valida l’ipotesi di Ruddiman che vede questo e altri cambiamenti come dovuto alle attività umane di deforestazione e riforestazione. Per il futuro, sarebbe ancora meno probabile che un ipotetico nuovo minimo di Maunder potrebbe contrastare il riscaldamento dovuto ai gas serra (sarebbe comunque insufficiente, indipendentemente dalla validità dei dati di Joanna Haigh).”

Purtroppo il Bardi cancella spesso i miei messaggi, anzi vorrebbe un blog Claudio Costa free, dimostrando di fare propaganda non di volere un confronto, e nel caso quando gli feci notare che la piccola variazione di radiazione solare non può dimostrare nessuna fluttuazione climatica dell’Holocene ma che queste sono correlate al flusso magnetico solare cioè a quello che il magnetismo solare (ma anche gli uv) determinano sulla copertura nuvolosa e sulla circolazione atmosferica. Attenzione il flusso magnetico solare potrebbe anche essere l’indice di un’altra forzante come l’influenza gravitazionale solare che cambia con l’allineamento dei pianeti (Scafetta 2010) e potrebbe determinare un rallentamento della velocità di rotazione della terra (ipotesi Mazzarella) con conseguente alterazione della circolazione atmosferica.

Il Bardi ha risposto:

“Ecco, mancava Claudio Costa con il suo link del giorno, sparato a caso come al solito. Grazie, Claudio, e ora passiamo ad altro “

Ma quale link sparato a caso  se si va a vedere la fig 7 di Solanki 2010

http://www.mps.mpg.de/dokumente/publikationen/solanki/j287.pdf

L. E. A. Vieira1 and S. K. Solanki1,2 “Evolution of the solar magnetic flux on time scales of years to millennia” Astronomy e Astrophysics 509, A100 (2010) DOI: 10.1051/0004-6361/200913276

da me linkata si vede come il flusso magnetico solare faccia un picco nel medioevo si abbassi durante la piccola era glaciale e salga  ininterrottamente fino al 2000 in stretta correlazione con le temperature dal 1600 al 2000 e sottolineo 2000.

Vale però la solita legge: non importa chi e quanti non ti capiscono o ti capiscono al contrario. L’importante è che ci sia chi ti capisce. Ugo Bardi”

Torno al  libro “La scoperta del riscaldamento globale”

“La carota di Vostok, secondo le dichiarazioni di uno dei perforatori, “cambiò la marea nella controversia sui gas a effetto serra.” (49) Almeno aveva contribuito a far risaltare quello che uno degli esperti chiamò “un consenso emergente sul fatto che la CO2 è una componente importante del sistema di retroazioni [feedback] climatiche……….

è difficile spiegare la scomparsa delle coltri di ghiaccio senza l’aggiunta di riscaldamento da parte della CO2 … questo gas ha ucciso le coltri glaciali in passato e potrebbe farlo di nuovo”

Ma neanche per idea le carote di ghiaccio indicano solo che le concentrazioni atmosferiche del CO2 e del metano salgono 800 1000 anni dopo l’innalzamento delle temperature. Come ci dicono svariate peer review

http://icebubbles.ucsd.edu/Publications/CaillonTermIII.pdf

Nicolas Caillon, Jeffrey P. Severinghaus, Jean Jouzel,Jean-Marc Barnola, Jiancheng Kang, Volodya Y. Lipenkov “Timing of Atmospheric CO2 and Antarctic Temperature Changes Across Termination III” 14 MARCH 2003 VOL 299 SCIENCE

http://www.sciencemag.org/cgi/content/abstract/1143791

Lowell Stott,1* Axel Timmermann,2 Robert Thunell3 Southern Hemisphere and Deep-Sea Warming Led Deglacial Atmospheric CO2 Rise and Tropical Warming Science 19 October 2007:Vol. 318. no. 5849, pp. 435 – 438 DOI: 10.1126/science.1143791

http://www.eurekalert.org/pub_releases/2007-09/uosc-cdd092507.php#

Lowell Stott: “Carbon dioxide did not end the last Ice Age”

Public release date: 27-Sep-2007 eurekalert

Anzi il ruolo del CO2 e del metano è considerato da alcuni secondario

http://bellwether.metapress.com/content/6024h28209l41257/

Soon, Willie “Implications of the Secondary Role of Carbon Dioxide and Methane Forcing in Climate Change: Past, Present, and Future” (Physical Geography, Volume 28, Number 2, pp. 97-125(29), March 2007)

http://www.agu.org/pubs/crossref/2005/2005GL023429.shtml
Soon, W. W.-H. (2005), Variable solar irradiance as a plausible agent for multidecadal variations in the Arctic-wide surface air temperature record of the past 130 years, Geophys. Res. Lett., 32, L16712, doi:10.1029/2005GL023429

“I geologi mostrarono le prove che, oltre mezzo miliardo di anni fa, gli oceani erano effettivamente ghiacciati, se non completamente almeno in gran parte. La cosa sembrava impossibile: come la Terra era riuscita a sfuggire a questa trappola e riscaldarsi di nuovo? C’era almeno un modo ovvio (ma divenne evidente solo dopo che qualcuno ci pensò, cosa che richiese decenni). Per molte migliaia di anni, i vulcani avrebbero continuato ad immettere CO2 nell’atmosfera, dove il gas avrebbe continuato ad accumularsi, non potendo entrare nei mari ghiacciati. Finchè un colossale effetto serra avrebbe potuto sciogliere i ghiacci. (52*) Tutto questo era una speculazione, e non provava molto sui climi più recenti. Ma aggiunse la convinzione che la CO2 era un vero punto chiave del sistema climatico del pianeta – un sistema senza dubbio molto stabile così come sembrava……..

…….. Alla fine, i geochimici ed i loro alleati riuscirono ad ottenere dei numeri per la “sensibilità climatica” nelle epoche antiche, cioè la risposta della temperatura ad un aumento del livello di CO2. Nel corso di centinaia di milioni di anni, un raddoppio del livello del gas si era sempre accompagnato ad un aumento della temperatura di tre gradi, più o meno un paio di gradi. Questo si accordava quasi esattamente con i numeri provenienti da molti studi [di modelli] numerici.  .”

 Delle recenti pubblicazioni spiegate bene qua

http://www.climatemonitor.it/?p=13712

(La CO2 non spiega il riscaldamento del  passato)

Si dimostra che anche nel paleoclima il ruolo del CO2 è stato secondario e in netto ritardo rispetto all’aumento delle temperature anche ad aumenti di 5°C come nella PETM..e poi le emissioni dei vulcani non erano raffreddanti?

“In ogni bacino oceanico separatamente, essi [i modelli] hanno mostrato una buona corrispondenza tra le osservazioni delle temperature a particolari profondità, ed i calcoli di dove l’effetto serra avrebbe dovuto apparire. Questo era una prova parlante del fatto che i modelli informatici sono sulla strada giusta. Nient’altro che i gas a effetto serra avrebbe potuto produrre il riscaldamento osservato negli oceani – e le altre variazioni che ora sono evidenti in molte parti del mondo, come previsto. I calcoli mostrarono un mancato bilancio [energetico]. La Terra stava attualmente ricevendo dal Sole quasi un watt per metro quadrato in più di quanto non reirradiava nello spazio, come media sull’intera superficie del pianeta. Questa energia era sufficiente a causare effetti veramente gravi, se tale effetto fosse continuato. James Hansen, leader di uno degli studi, chiamò questo la prova “pistola fumante” del riscaldamento da effetto serra”

Non è per niente vero che è la pistola fumante perché gli oceani si sarebbero scaldati di più anche nel caso in cui il flusso magnetico solare in crescita fino al 2000 abbia avuto un ruolo sulla circolazione o sulla nuvolosità del pianeta.

“Non appena è iniziato il 21° secolo, non solo la temperatura globale è aumentata in un modo mai visto prima, ma la prova sul campo ha mostrato che gli attesi feedback stavano sfondando.”

Questo è falso perché i ratei di accrescimento delle temperature nel periodo caldo medioevale per Moberg 2005 sono simili ai nostri, mentre per Esper 2002 sono addirittura più alti.

“Le piante del mondo stavano respirando più CO2, ma molti ecosistemi erano sotto stress e la loro capacità di assorbire stava svanendo. Gli oceani più caldi stavano assorbendo meno CO2 e del gas era stato visto gorgogliare dalla tundra artica.”

Anche questo è falso come ci dicono Knorr et al 2009

http://wattsupwiththat.files.wordpress.com/2009/11/knorr2009_co2_sequestration.pdf

Knorr et al. Is the airborne fraction of anthropogenic CO2 emissions increasing? Geophysical Research Letters, 2009; 36 (21): L21710 DOI: 10.1029/2009GL040613

la capacità di assorbimento del CO2 da parte degli oceani non è cambiata di una virgola

“È ancora più evidente che, entro la fine del secolo, ci troveremmo ad affrontare un collasso catastrofico e senza precedenti di molti degli ecosistemi dai quali dipende la nostra civiltà.”

L’unico collasso catastrofico che vedo io è quello della capacità critica della scienza.

Fine Prima Parte

Claudio Costa