Una relazione tra i raggi cosmici galattici e gli anelli degli alberi di Sigrid Dengel, Dominik Aeby and John Grace

 “Il rapporto degli anelli al ciclo solare è molto più forte di tutti i fattori climatologici”

     Sigrid Dengel Università di Edimburgo

Ecco una sorpresa. La crescita degli alberi in Gran Bretagna sembra essere correlata all’intensità dei raggi cosmici. Ricercatori dell’Università di Edimburgo hanno scoperto che gli alberi  crescono più velocemente quando i livelli elevati di raggi cosmici arrivano dallo spazio. Questo si può anche correlare al campo magnetico interplanetario che tende a modulare i raggi cosmici galattici. La scoperta porta a credere nel lavoro del Dr. Svensmark. I ricercatori hanno fatto la scoperta studiando come gli anelli di accrescimento degli alberi di abete cambiato negli ultimi cinquant’anni.

La variazione dei raggi cosmici influenza la crescita degli alberi più della variazioni della temperatura e le precipitazioni. Lo studio è stato pubblicato sulla rivista scientifica New Phytologist.

* In questa ricerca abbiamo studiato la variazione interannuale nella crescita degli anelli degli albeti rossi  (Picea sitchensis) nel nord della Gran Bretagna (55 ° N, 3 ° W) nel periodo che va dal 1961-2005,  nel tentativo di inquadrare  come le variabili atmosferiche agiscono nei diversi periodi dell’anno.

* I ricercatori hanno congelato le fette di tronco, per evitare il restringimento del legno, poi scansionato a un computer e usando un opportuno software hanno contato il numero e la larghezza degli anelli di crescita.  Le correlazioni sono basate sui coefficienti di correlazione di Pearson, tra l’anomalia di crescita annuale e questi fattori climatici e atmosferici.

 

* Una correlazione piuttosto debole tra queste variabili e la crescita è stata trovata. Tuttavia c’è un rapporto coerente e statisticamente significativo tra la crescita degli alberi e la densità del flusso di raggi cosmici galattici.  Inoltre,  c’è una periodica crescita e una correlazione statisticamente significativa  con i quattro minimi dal 1961, che ricordano il periodico ciclo della radiazione galattica cosmica.

Tuttavia, durante un certo numero di anni, la crescita degli alberi è particolarmente rallentata. Questi anni vanno correlati con i periodi in cui abbiamo un livello relativamente basso dei raggi cosmici, che raggiunge la superficie terrestre.

Quando l’intensità dei raggi cosmici raggiunge la superficie della Terra in maniera più elevata, il tasso di crescita degli alberi è più veloce.

* Qui discutiamo le ipotesi che potrebbero spiegare questa correlazione:  la tendenza della radiazione cosmica galattica nel produrre nuclei di condensazione, nubi, che a sua volta aumentano la componente diffusa della radiazione solare  e quindi aumentano la fotosintesi degli alberi della foresta.

Flusso dei raggi cosmici (linea in grassetto) e l’anomalia di crescita (linea sottile) dell’abete rosso di Sitka. Una periodicità distinta è visibile con quattro distintivi massimi nel periodo 1961-2005.

E ‘importante capire in che modo le foreste rispondono ai cambiamenti climatici e su quale scala temporale.  Le foreste appartengono agli ecosistemi più estesi del pianeta e sono una parte sostanziale della biosfera, che sono quattro grandi piscine collegate,  insieme con il carbonio fossile,  gli oceani e l’atmosfera,  che comprende il ciclo globale del carbonio (Schimel, 1995; Byrne & Green, 2004; Grace, 2004).

Questi cambiamenti climatici includono quelli che sono tanto discussi come la temperatura, ma anche quelli che sono meno conosciuti, compresi i cambiamenti della copertura nuvolosa e torbidità atmosferica.

Nuvolosità e torbidità, sia il cambiamento nei brevi periodi di tempo,  ma anche nei lunghi periodi a causa dell’inquinamento di origine antropica e aerosol naturali, come il polline, la polvere o materiali risultanti dalle eruzioni vulcaniche.  Studiando come le condizioni atmosferiche,  le radiazioni  diffusa influenza la crescita delle foreste, potremmo capire in che modo le foreste rispondono ai cambiamenti a breve termine della copertura nuvolosa e nei fenomeni del lungo periodo di ‘oscuramento globale‘ (Roderick et al, 2001;. Stanhill & Cohen , 2001, Roderick, 2006;. Mercado et al, 2009) associato con l’inquinamento industriale.

Fonti :

http://onlinelibrary.wiley.com/doi/10.1111/j.1469-8137.2009.03026.x/full

http://wattsupwiththat.com/2009/10/19/cosmic-rays-and-tree-growth-patterns-linked/

 

michele

 



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8 pensieri su “Una relazione tra i raggi cosmici galattici e gli anelli degli alberi di Sigrid Dengel, Dominik Aeby and John Grace

  1. Ciao a tutti ieri ho sentito Simon , mi ha detto che sta bene ma sta attraversando un periodo un po’ difficile,
    e che sarà di nuovo tra noi appena potrà.
    Ne approfitto per fare i miei migliori auguri che tutto si risolva per il meglio.

    Alessio

      (Quote)  (Reply)

  2. Giovanni :

    Mi scuso in anticipo se il mio post verrà considerato OT ma visto che non so dove postarlo per chiedervi una opinione e visto che cmq in questo articolo si parla della relazione tra raggi cosmici galattici e pianeti, posto qui un articolo del 2009 su cui non mi pare si sia poi parlato piu di tanto:

    http://www.channel360news.com/2010/01/nasa-la-terra-sta-attraversando-una.html

    Ripropongo un vecchio commento del nostro astrofisico ALE:

    Il “Fluff” è una scoperta pubblicata sul Sito NASA qualche mese fa e fa chiaramente chapire che l’Eliosfera, la bolla in cui vive il nostro Sistema solre, NON è SOLA!!!!Quello potrebbe addirittura essere lo strato esterno di una Supernova espulso molti milini di anni fa! Ricordo che una Suprnova per generare un MOSTRO del genere deve essere generata da una Stella di proporzioni ragguardevoli, all’atto dell’esposione lo strato esterno espulso della Stella conserva il GMF stellare che lo ha generato, come il vento solare è una “fotocopia” del GMF solare, così il fluff potrebbe essere la fotocopia di un GMF stellare di tutto rispetto! Quello che potrebbe succedere in termini Fisici è una interazione tra il Fluff e il GMF Eliosferico ma occorrono ulteriori dati per capire le eventuali ricadute!
    L’allineamento col Centro Galattico (che menzionerò anche io nell’ultimo POST la cui versione Beta è da pochi minuti nella casella Mail di Simon) potrebbe avere implicazioni anche importanti visto che questo allineamento pone il nostro Sistema in quella zona della Galassia in cui il GMF del centro galattico stesso, costituito da almeno un Supermassive Black Hole, è più “denso”.
    E’ interessante sottolineare che questo allineamento è iniziato nel 1997, pochi anni prima dell’inizio dell’indebolimento del campo magnetico solare misurato da Ulysses!!!

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  3. @Michele:
    É il circuito Galattico. Secondo la legge dell’ottava, il centro della galassia è ad una frequenza molto più alta di noi in periferia, come in Andromeda: Guarda tutti i soli COLLEGATI quando si tratta di la perfetta analogia di un “rosario”. E, caro Michele, proprio tu non può parlare di nessun “buco nero”, Credo che non abbiamo il inferno di Dante nel centro dalla galassia Ma forse “il Centro
    http://www.giurfa.com/andromeda.jpg

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  4. Scusate un piccolo OT:
    Come mai non sono ancora state pubblicate le temperature di Dicembre?
    Se i ghiacci artico-groenlandesi riuscono a raggiungere l’Islanda succede qualcosa a livello di correnti oceaniche?
    Grazie

      (Quote)  (Reply)

  5. @antares

    Certo che non succederebbe nulla alle correnti oceaniche…
    Il ghiaccio, se c´é, interesserebbe solamente i primi metri del livello. Mica si ghiaccia fino al fondo!
    😉

      (Quote)  (Reply)

  6. Ho osservato l’andamento dei raggi cosmici di tutto il 2011 con l’andamento della borsa italiana…che dire..è identico, in termini numerici non corrispondono ma in termini di aumenti e diminuzioni è assolutamente uguale…io non mi fermerei a cercare solo negli anelli degli alberi. ciao

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