Archivio

Archivio per la categoria ‘Ghiacci Artici’

Ghiacci Marini Artici – Situazione Marzo 2013

16 aprile 2013 7 commenti

I ghiacci artici raggiungendo anche quest’anno un massimo superiore o uguale a 15milioni di kmq dimostrano che almeno nel periodo invernale le differenze con le medie passate sono decisamente più basse.
Non a caso a fonte di una media di 15.5 siamo “solo” 0.5milioni sotto tale valore

 

Estensione:

 

 

Anomalia Concentrazione:

 

 

Area:

 

 

Trend Anomalia Estensione:

 

 

Curiosità:

Rispetto a 10 anni fa abbiamo 0.5 milioni di kmq di estensione in meno e 0.4 in meno di area.

Rispetto a 20 anni fa abbiamo 0.9milioni di kmq di estensione in meno e 0.7 in meno di area.

Rispetto a 30 anni fa abbiamo 1.1milioni di kmq di estensione in meno e 0.2 in più di area.

 

 

FBO

Ghiacci Marini Artici – Situazione Febbraio 2013

9 marzo 2013 7 commenti

Dopo tanto tempo ritorna l’aggiornamento mensile dei Ghiacci Marini, anche se il mese scorso mi sono fatto perdonare con il riassunto del computo totale che potete ritrovare qui:

http://daltonsminima.altervista.org/?p=24600

Spero di riuscire ad aggiornare tutti i mesi, ma so già che non ci riuscirò, per cui mi impegnerò per far si che gli aggiornamenti almeno riguardino situazioni particolari o importanti.

 

Estensione:

 

 

Anomalia Concentrazione:

 

 

Area:

 

 

Trend Anomalia Estensione:

 

 

Curiosità:

Rispetto a 10 anni fa abbiamo 0.6 milioni di kmq di estensione in meno e 0.5 in meno di area.

Rispetto a 20 anni fa abbiamo 1.0milioni di kmq di estensione in meno e 0.8 in meno di area.

Rispetto a 30 anni fa abbiamo 1.3milioni di kmq di estensione in meno e 0.2 in meno di area.

 

 

FBO

La Rubrica di NIA: un anno di ghiacci marini

4 febbraio 2013 15 commenti

Preciso prima di iniziare l’articolo che i mancati resoconti mensili dei ghiacci sono stati causati dai miei impegni che mi hanno impedito completamente di seguire anche queste cose.

Mi scuso se nessuno mi ha sostituito, ma anche gli altri avevano molte difficoltà a seguire gli articoli.

 

Quindi faccio un articolo riassuntivo per quanto riguarda l’anno solare 2012 per i ghiacci marini, sia Artici che Antartici.

Prima di tutto inserisco una lista mese per mese della graduatoria che il valore totale (somma dei ghiacci Artici e Antartici) ha assunto dal 1979, anno di inizio delle rilevazioni

 

La posizione è indicata dal 1° posto di minore estensione fino al 34° posto di massima estensione

Gennaio: 14°

Febbraio: 11°

Marzo: 10°

Aprile: 29°

Maggio: 14°

Giugno: 5°

Luglio: 3°

Agosto: 1°

Settembre: 1°

Ottobre: 3°

Novembre: 3°

Dicembre: 4°

 

Come si può facilmente intuire la causa del drastico calo di estensione è stata provocata dalla crisi artica dell’estate 2012 nel quale è stato toccato un nuovo minimo assoluto, allo stesso tempo nulla ha potuto il nuovo massimo assoluto dei ghiacci Antartici, in quanto si tratta di un fenomeno con una anomalia decisamente diversa.

Da sottolineare anche il valore di Aprile, il 5° più esteso dal 1979, praticamente nel periodo dell’anno dove l’Antartico si trova al suo minimo e l’Artico al suo massimo (sarebbe Marzo, ma Aprile è comunque un mese che presenta queste caratteristiche), diametralmente opposto rispetto ad Agosto e Settembre ci sia stata una situazione di valore di estensione così diversa come graduatoria.

Questo è segno di una maggiore variabilità annuale presentata da parte dei ghiacci marini di entrambi i poli.

 

Ora un po’ di grafici.

Ho preso i singoli valori mensili e ne ho calcolato la media annuale per entrambi i poli.

-

Queste sono le anomalie annuali dei ghiacci Artici (su media 1981-2010)

 

Per via della crisi estiva il 2012 risulta essere l’anno peggiore per l’Artico da inizio serie, a fronte di una media di 11.8milioni di kmq ne abbiamo avuti solo 10.6

Per quanto riguarda il valore minimo annuale (Settembre) si tratta chiaramente del meno esteso da inizio serie con un trend che incredibilmente, se dovesse rimanere tale porterebbe all’incirca per il 2065 alla possibilità di assenza di ghiaccio nell’artico durante il minimo estivo.

Per ora i catastrofisti gioiscono, ma tanto da gioire lo sanno solo loro dove stia.

Il massimo annuale (Marzo) si è comportato molto meglio (come scritto è aumentata la variabilità annuale) arrivando a toccare l’estensione più alta dal 2003 ed il 10° massimo meno esteso.

In tempi di crisi è un valore niente male.

-

Passiamo ora alle anomalie Antartiche

 

 

risulta essere il 3° anno più esteso, con un valore pressoché identico rispetto al 2010 e di poco più basso a quello del 2008, siamo in situazione di anomalia positiva a fronte di una media di 12.0milioni di kmq il valore del 2012 si attesta intorno a 12.4milioni

il minimo annuale (Febbraio) è stato decisamente positivo, è stato infatti il 4° più esteso della serie, ben +0.6milioni di kmq che a fronte di una media di Febbraio di 4.4 è un discreto valore

Per quanto  riguarda il massimo annuale (Settembre) è già stato scritto che si è trattato del valore più elevato mai misurato dai satelliti.

Inutile dire che sia massimo che minimo annuale presentano trend crescenti.

L’Antartide continua ad andare contro-corrente e sino ad ora si è andato avanti dando cmq la colpa al riscaldamento globale, la stessa causa individuata anche per l’aumentato valore di estensione che raggiungono le nevi durante la stagione invernale boreale.

-

Prendo adesso gli ultimi due grafici che riguardano i ghiacci totali, ovvero la somma dei 2 poli

 

Il primo grafico riguarda i valori assoluti

 

 

Mentre quest’altro le anomalie su media 1981-2010

 

 

Si è trattato del 4° anno “peggiore” dal 1979 ma se i dati vengono mostrati con una scala, seppur piccola, ma in grado di contenere al suo interno tutta la possibile variabilità annuale, ecco che questo calo così importante mostrato dalle anomalie risulta avere ordini di grandezza decisamente piccoli.

Infatti una anomalia di 0.8milioni di kmq a fronte di una media di 23.8 rappresenta circa il 3.4%

 

FBO

Ghiacci Marini Artici – Situazione Settembre 2012

20 ottobre 2012 10 commenti

Da dire sull’Artico c’è ben poco, tanto ormai la notizia della nuova estensione più bassa è sicuramente giunta a tutti, ma quello che probabilmente non è giunto a nessuno è invece la cosa più importante , ovvero perché?

Perché l’artico proprio quest’anno ha visto un nuovo minimo di estensione? ci ha messo 5 anni a far peggio del 2007, come mai quest’anno è stato diverso rispetto agli altri anni?

Chiaramente a nessuno importa scoprire le cause che hanno portato a questo fenomeno, è più facile dire che la colpa è della CO2 (senza neanche degnarsi di spiegare come) ed intascare lauti finanziamenti di soldi pubblici per ricerche il cui risultato è scritto ancora prima di iniziare.

NB: le anomalie sono lo scostamento percentuale dalla media, quindi durante il minimo presentano la massima oscillazione.

 

Estensione:

 

 

Anomalia Concentrazione:

 

 

Area:

 

 

Trend Anomalia Estensione:

 

 

Curiosità:

Rispetto a 10 anni fa abbiamo 2.4milioni di kmq di estensione in meno e 1.9 in meno di area.

Rispetto a 20 anni fa abbiamo 3.9milioni di kmq di estensione in meno e 3.3 in meno di area.

Rispetto a 30 anni fa abbiamo 3.9milioni di kmq di estensione in meno e 2.3 in meno di area.

 

 

FBO

Ghiacci Marini Artici – Situazione Agosto 2012

22 settembre 2012 22 commenti

Segnalo che per questo mese sostituisco Fabio Nintendo come redattore della rubrica, a causa di suoi impegni improrogabili.

Agosto (dal giorno 24) segna il minimo storico di estensione, inferiore al record precedente del settembre 2007, anche a causa dell’andamento dell’Indice AO, spesso negativo in estate.

 

 

L’AO come si vede è stato decisamente negativo nella prima metà di giugno, in parte della prima metà di luglio e ancora attorno a Ferragosto.

Agosto ha visto una continua netta riduzione dei ghiacci, ben al di sotto dell’andamento del 2007, già molto negativo rispetto alla media trentennale, come peraltro preannunciato dal numero precedente della rubrica.

I grafici seguenti parlano da soli: il notevole sottomedia evidenziato dal primo grafico (estensione), le forti anomalie negative (in blu) del secondo grafico (anomalie concentrazione), l’impressionante ridotta estensione illustrata dal terzo grafico (concentrazione e area), la tendenza al ribasso del quarto grafico (trend trentennale), che continua a sembrare inarrestabile.

 

 

Estensione:

 

 

 

Anomalia Concentrazione:

 

 

 

Area: 

 

 

 

Trend Anomalia Estensione: 

 

 

Curiosità:

Rispetto a 10 anni fa abbiamo 1.8 milioni di kmq di estensione in meno e 1.7 in meno di area.

Rispetto a 20 anni fa abbiamo 3.2 milioni di kmq di estensione in meno e 2.8 in meno di area.

Rispetto a 30 anni fa abbiamo 3.6milioni di kmq di estensione in meno e 2.4 in meno di area.

 

FabioDue

Strane cose accadendo nel gelido Artico, era il 1920 o il 1922 oppure il 1935

27 agosto 2012 58 commenti

Volevo lanciare questo breve articolo fine settimanale postandovi le ultime rivelazione sui ghiacci artici, quando mi sono detto…

“…no lasciamo stare, tanto l’utenza di Nia è sicuramente abituata, svezzata nel controllare settimanalmente il brutto stato, che la calotta del polo nord sta attraversando in questi anni. Cerchiamo invece qualcosa di interessante da pubblicare  …. “

Volevo quindi riportarvi un’interessante analisi grafica, che evidenzia, la stretta relazione che intercorre fra l’indice di trasporto delle correnti oceaniche e le variazione geomagnetiche. Articolo, il cui scopo era quello di aprire una possibile discussione, strada o ulteriore spiegazione alle eclatanti, per non dir storiche,  anomalie che stanno interessando il mare di Beaufort, quando in cerca di varie ed ulteriori informazioni scientifiche, pesco, nel vero e proprio senso della parola questi retrodatati trafiletti, ripresi da dei vecchi giornali d’epoca.

Questo prima immagine è stata ripresa dal Pittsburg Press, del 3 Dicembre del 1922 (pagina 92) :

http://news.google.com/newspapers?nid=djft3U1LymYC&dat=19221203&printsec=frontpage

 

Alcuni passi significativi ripresi dall’articolo :

La scienza è perplessa per questa notizia sorprendente, che arriva dal lontano nord, e che indica che il mare polare si sta riscaldando e la grande calotta di ghiaccio si sta lentamente sciogliendo e questo potrebbe presto svelare i segreti nascosti, del continente polare sconosciuto.

Il polo nord sta cambiando pelle ? Le regioni artiche sono in fase di riscaldamento, con la prospettiva di un grande cambiamento climatico proverbiale in quella parte del mondo? La scienza si sta ponendo queste domande. I rapporti dei pescatori, cacciatori e gli esploratori che navigano i mari nei pressi Spitsbergen e l’Artico orientale, tutti i punti di un cambiamento radicale delle condizioni climatiche, finora inedite caratterizzate da elevate temperature da parte della superficie terrestre da cinquantaquattro anni.
Il capitano dice di aver notato un calore insolito nel 1918, e da allora le temperature sono aumentate costantemente . Oggi l’artico orientale è “difficilmente riconoscibile rispetto alla stessa regione fra il 1868-1917

Interessante anche questo trafiletto ripreso dal New York Times del 12 Dicembre del 1938 :

http://select.nytimes.com/gst/abstract.html?res=F40D14F63C5F1B7A93C0A81789D95F4C8385F9

 

“……I risultati degli esploratori sovietici a bordo della rompighiaccio Syedoff, ora alla deriva a 300 miglia dal Polo Nord, insieme con le precedenti osservazioni di altri ricercatori, hanno portato gli scienziati sovietici a concludere che la regione artica e, anzi, il mondo intero sta diventando più caldo.….”

 

 

 

 

 

 

 

Come questo piccolo articolo ripreso dal  The Evening Independent”, del 10 Settembre 1920 (pagina 7) :

 

Questa cornice, appena arrivata da l’Alaska, mostra  Roald Amundsen, l’esploratore norvegese quando arrivò a Nome, in Alaska dopo aver combattuto contro l’artico, per due anni, periodo nel quale egli era stato segnalato più volte come “disperso”. Il norvegese è stato il primo ad aver completato la  circumnavigazione del mondo, tra le coste settentrionali dell’Europa, l’Asia e l’America e il bordo della banchisa artica.

 

 

Bè che dire ….. sicuramente ci sono poche informazioni scientifiche che possiamo ricavare da questi trafiletti, faceva caldo come adesso ? Chi lo sà ? Di sicuro c’è che la calotta del polo nord ha manifestato già innumerevoli situazioni di crisi.

Come non ricordare anche il 1958 e il 1959.

http://daltonsminima.wordpress.com/2009/04/28/i-ghiacci-artici-nel-1958-1959cartoline-da-gw/

Sappiamo molto poche dei cicli delle correnti marine nei mari del nord, che M.A. Vukcevic abbia ragione ? Che ruolo assumono le variazioni geomagnetiche (vedi il polo magnetico sopra il Canada) sulle correnti del mare di Beaufort.

Oggi Beaufort (occidente)…nel 1922  (oriente) il polo magnetico sopra la siberia sottoposto a sollecitazioni ? Congetture,ipotesi …  ?

http://hal.archives-ouvertes.fr/docs/00/41/83/04/PDF/NATA.pdf

Relazione tra l'indice di trasporto della circolazione oceanica del Nord Atlantico  e l'indice di variazione geomagnetico

Relazione tra l'indice di trasporto della circolazione oceanica del Nord Atlantico e l'indice di variazione geomagnetico

Ecco ho cambiato idea, vi passo il grafico !

:smile:

Michele

La neve dell’ Alaska, lo stretto di Bering e le glaciazioni.

16 agosto 2012 38 commenti

Premessa : In questi giorni di caldo opprimente … il cervello può sragionare e probabilmente é cosi :-)

In Alaska la neve in montagna non si é sciolta (ndr.: per i pignoli : fusa o sublimata oppure semplicemente ha cambiato stato fisico aeriforme liquido o qualcos' altro es. plasma! Insomma é rimasta lì !)

Proprio l’ altro giorno il mitico Sandr-rio commentando un post ha fornito questo link  dove viene evidenziato come nelle montagne dell’ Alaska la neve non si é sciolta del tutto. Questo insieme al caldo mi ha fatto venire in mente una possibile relazione  che possa legare la neve dell’ Alaska, raffreddamento regionale,  lo stretto di Bering e le glaciazioni ed il riscaldamento globale.

Recentemente avevo notato che le anomalie termiche del mare di Bering fossero negative …

Anomalie termica del 17 giugno 2012 mostra una forte anomalia termica nel mare di Bering

Anomalie termica del 17 giugno 2012

Ma cosa c’ entra tutto questo con le glaciazioni … adesso vi spiego.

Dai dati di Vostok http://www.climate4you.com/images/VostokTemp0-420000%20BP.gif

Anomalie delle temperature globali rilevate dalla trivellazione dei ghiacci Antartici (Vostok)

si nota chiaramente che l’anomalia termica durante le glaciazioni é di circa -10°C. Questo é spiegabile nei soli termini di una mutata concentrazione dei cosiddetti gas serra? Se fosse così durante le glaciazioni é variato il contenuto dei gas serra la domanda che faccio é questa cos’ é che l’ha fatto cambiare. Gli studi di Milankovitch non sono sufficienti a spiegare una tale anomalia in termini radiativi. Ipotizzando un effetto serra non molto dissimile dall’ attuale o identico .. la temperatura media radiativa deve necessariamente passare da -18°C a -28°C o un valore leggermente superiore ma comunque minore di -18°C . Perché questo accada o varia l’ energia solare o varia l’ albedo non si scappa. Ma alla luce di studi fatti non sembra che che l’energia solare possa esser sufficiente ad innescare il fenomeno delle glaciazioni. Può accadere che restando ferma o riducendosi lievemente la temperatura media radiativa, possa cambiare qualcosa di non previsto, che muti l’ albedo?

Il vulcanismo potrebbe essere l’ imputato, ma perché questo avviene con una sequenza ricorrente … La mia idea é che la conformazione geografica e batimetrica degli oceani influisca pesantemente sul clima. Esistono mari a Nord che sono poco profondi che in caso di raffreddamento (solare o astronomico Milankovitch) possono rispondere più rapidamente degli oceani e andare in anomalia negativa, provocando un raffreddamento localizzato regionale. Questo fatto non modifica sostanzialmente le temperature globali ma può favorire la formazione di aree gelate in grado sempre localmente di generare fenomeni atti ad aumentare ulteriormente il raffreddamento . Io avrei individuato un punto cardine … il mare e lo stretto di Bering .
La mia idea é che l’ innesco della glaciazione parta proprio dal blocco dello stretto di Bering, in pratica i ghiacciai riescono a bloccare gli scambi di acqua oceanica con l’ Artico.

Questo fatto é  già stato  ipotizzato darebbe luogo ad un territorio ponte tra Asia e Nord America … noto anche come Beringia.

La Beringia era una regione che collegava l' Asia al Nord America al termime della glaciazione con l' aumento del livello degli oceani si é allagata é formato il mare di Bering.

Si verifica quindi una “Groenlandizzazione” delle zone meno aride con la crescita dei ghiacciai e successiva riduzione del livello dei mari, che riducono ulteriormente il flusso delle correnti verso l’oceano Artico.

Le condizioni di blocco dello stretto di Bering con una riduzione del livello dei mari di circa 50m

Bloccata ogni possibilità di scambio termico tramite le correnti marine, del Nord Pacifico, la distruzione del “sea-ice” durante l’ estate in questa zona rallenterebbe in modo significativo.

L’ Oceano Artico a questo punto potrebbe esser riscaldato solo attraverso la corrente del golfo,e questo ultimo potrebbe continuare fino a che il livello dei mari non scende troppo, studiando la batimetria nelle zone intorno alla Gran Bretagna e Islanda si nota come la “luce” verso l’Artico si possa chiudere in caso di riduzione significativa del livello degli oceani.

Probabilmente durante i periodi glaciali le zone colorate di celeste erano terre emerse, in queste condizioni la corrente del golfo aveva grosse difficoltà a raggiungere l’ artico.

Ad un certo punto si interrompe il flusso verso il bacino Artico, che rimane un mare quasi del tutto isolato. Durante le grandi glaciazione i mari si ritirano di 300-400 metri isolando definitivamente l’Oceano Artico che potrebbe congelare quasi del tutto .

Blocco della corrente del golfo con una riduzione del livello dei mari di circa 400 metri

Spero che questa spiegazione fantaclimatica vi piaccia … :-)

In questo modo il climalterante principale della terra sarebbe lo stretto di Bering … Saluti :-)

Luci0 gabsan … Gabriele Santanché

P.S. Non credeteci é solo il caldo !! Attenzione sono solo ipotesi strampalate e senza nessuno studio dietro solo qualche ora di lavoro in rete ma potrebbe essere anche un idea giusta.

link:  Software Topographie http://merkel.zoneo.net/Topo/Applet/index.php?lang=en

http://it.wikipedia.org/wiki/Beringia

Ringraziamenti a :

Sand-rio e per il link … al Prof. Sébastien Merkel per il software, Wikipedia

e naturalmente allo staff e al popolo di NIA che mi sopporta !! :-)

 

FadeOut-Thumbshots Plugin by Thomas Schulte