Nicola Scafetta : Le temperature globali e il numero di macchie solari sono correlate? Sì, ma non in modo lineare

Una risposta a Gil-Alana et al. (2014)

http://www.sciencedirect.com/science/article/pii/S0378437114005226

DOI: 10.1016/j.physa.2014.06.047

 

Riassunto

Recentemente Gil-Alana et al. (2014) hanno confrontato le registrazioni del numero delle macchie solari con le registrazioni delle temperaure, ed hanno scoperto che si differenziano perchè :  le registrazioni del numero delle macchie solari sono caratterizzate da un ciclo dominante di 11 anni, mentre le registrazioni delle temperature sembrano essere caratterizzato da una “singolarità” o “polo“, in una funzione di densità spettrale alla frequenza “zero“. Di conseguenza, hanno sostenuto che le due registrazioni sono caratterizzate, da sostanziali e diversi modelli statistici frazionari, ed hanno quindi respinto l’ipotesi che il Sole influenza notevolmente le temperature globali.

In questo lavoro mostro che :

(1) la “singolarità” o “polo” in funzione della densità spettrale della temperatura superficiale globale alla frequenza “zero“, non esiste: il modello osservato deriva dalla tendenza al riscaldamento del segnale di temperatura occorso dal 1880, ed è un errore di interpretazione tipico, che lo spettro dei segnali non stazionari può suggerire;

(2) appropriati periodogrammi continui chiariscono la questione e mostrano anche una firma del ciclo solare di 11 anni (ampiezza ≤ 0,1 ° C) che, dal 1850, ha una durata media di circa 10,4 anni ed è prodotto da molte altre naturali oscillazioni;

(3) la firma solare nel record della temperatura superficiale può essere riconosciuta solo utilizzando tecniche specifiche di analisi, che tengano conto della non-linearità e filtraggio di molteplici contributi al cambiamento climatico;

(4) dopo l’anno 1880, la tendenza al riscaldamento della temperatura non può essere paragonata, o studiata, con il solo record delle macchie solari e il suo ciclo di 11 anni, ma richiede ulteriori modelli di proxy solari che mostrano oscillazioni di breve e lunga scala, più il contributo di forzanti antropogeniche, come fatto in letteratura. Diverse evidenze suggeriscono che le temperature globali e il numero delle macchie solari sono molto legati gli uni agli altri, su più scale temporali. Così, essi sono caratterizzati da modelli frazionari ciclici. Tuttavia, gli indici climatici e solari sono collegati tra loro attraverso processi complessi e non lineari.                                                                                                                                Infine, dimostro che la previsione di un modello semi-empirico per la temperatura superficiale globale basato sulle oscillazioni astronomiche e forcing antropogenico proposto da Scafetta dal 2009, ad oggi, ha avuto successo.

—-

All’interno del documento, Nicola riporta ulteriori trame rappresentative di vari indici su una vasta gamma di tempi che dimostrano, chiaramente, la stretta coerenza tra l’attività solare e le fluttuazioni della temperatura sulla superficie del nostro pianeta.

Figura 5. (A) Confronto fra una delega dell’attività solare (blu) e una delega della temperatura (δ18O) a Dongge, Cina (verde), che rappresenta i cambiamenti del clima asiatico durante l’Olocene. I due set di dati sono evidentemente ben correlati. (B) Confronto fra le temperature medie globali troposferiche (blu) ed il record dei raggi cosmici galattici (rosso), che vengono modellati dall’attività magnetica solare. Il pannello mostra il confronto raggiunto dopo la rimozione delle componenti : El Nino, NAO e aerosol vulcanici. (C) le temperature osservate rispetto alla lunghezza del ciclo solare. (D) gradiente polare annuale dell’emisfero nord (blu), la sua traccia annuale media di 10 anni (trattino blu), in confronto, con l’irradianza solare totale stimata (rosso) (E) Confronto fra la ricostruzione della temperatura a Belukha (Siberia), con le deleghe dell’attività solare. (F) Ricostruzione della temperatura per le Alpi Centrali nel corso degli ultimi due millenni.

 

Modello astronomico climatico vs previsioni IPCC

La figura sopra riportata mostra la registrazione della temperatura superficiale globale (HadCRUT3): La curva rossa indica il record originale globale della temperatura superficiale pubblicato sul giornale JASTP2012b e la curva blu mostra la temperatura della superficie globale aggiornato al più recente mese disponibile. La curva di colore nero, all’interno dell’area di colore ciano, è la previsione del modello astronomico armonico del 2000, che supera chiaramente le generali proiezioni del modello di circolazione IPCC (area verde). La curva gialla è la componente armonica da sola,  senza la componente antropica.

Il documento : http://people.duke.edu/~ns2002/pdf/1-s2.0-S0378437114005226-main.pdf

 

Fonte :  http://tallbloke.wordpress.com/2014/07/28/nicola-scafetta-global-temperatures-and-sunspot-numbers-are-they-related-yes-but-non-linearly/

 

Michele

Hatena Bookmark - Nicola Scafetta : Le temperature globali e il numero di macchie solari sono correlate? Sì, ma non in modo lineare
Share on Facebook
[`google_buzz` not found]
[`yahoo` not found]
[`livedoor` not found]
[`friendfeed` not found]
[`tweetmeme` not found]

5 pensieri su “Nicola Scafetta : Le temperature globali e il numero di macchie solari sono correlate? Sì, ma non in modo lineare

  1. Congratulazioni a Nicola Scafetta,
    che sta portando avanti la ricerca scientifica, in merito alle relazioni che collegano le dinamiche solari/planetari al clima sul nostro pianeta.

      (Quote)  (Reply)

  2. OT:
    a proposito del riscaldamento globale, di recente ho letto un articolo su climalteranti.it in cui si afferma che il 2013 è stato l’anno più caldo di sempre. Peccato che secondo il NOAA il 2013 sia al quarto posto, a pari merito con il 2003.
    Per la serie: come deformare la realtá a proprio uso e consumo…..

      (Quote)  (Reply)

  3. Il video dei seminario é interessantissimo … in pratica si usano le temperature globali come fosse un “segnale” che può essere analizzato e quindi su questo, utilizzando dall’analisi spettrale delle temperature globali, si ha la conferma che il “segnale” é periodico e si estrae una sorta di “DNA” . Studiando il nostro sistema solare invece troviamo un sistema “accordato” e risonante e le componenti spettrali permettono di eseguire la stessa analisi spettrale e il “DNA” cosi estratto ha molto in comune con l’altro. Abbiamo poi il riscaldamento antropico che viene indicato da uno “strategico” 50% … il “segnale” delle temperature globaliperò che viene trasmesso negli ultimi 30 anni ha un difetto é sporcato dall’ effetto isola termica e dalla pubblicità pro AGW. Metterei in dubbio il 50% di antropicità o meglio forse c’é ma non sono i gas serra … lascerei ai cosiddetti gas serra un 10-20%. Se il clima cambia per motivi astronomici, cambieranno a ruota le concentrazioni dei (cosiddetti) gas serra, il raffreddamento oceanico arriverà e poi vedremo scendere la CO2 o quanto meno dovremmo riuscire a vedere un rallentamento della crescita. Il quadro climatico che ne esce é totalmente diverso da quanto ipotizzato da IPCC. Un ultima considerazione: per quanto l’ umanità potrà continuare ad usare i combustibili fossili? Cent’anni, duecento … poi la natura farà il suo corso. Non é assolutamente necessario salvare il pianeta … si salverà da solo. Pensiamo a goderci questo ultimo caldo quello che ci aspetta non sarà divertente …

      (Quote)  (Reply)

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Immagine CAPTCHA

*

You can add images to your comment by clicking here.

Aggiungi una immagine

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.