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Dopo 37 anni torna la neve sul deserto del Sahara

In una zona algerina del deserto del Sahara, per la seconda volta nella storia, sono scesi i fiocchi di neve. Questa volta, però, per una giornata intera  

Roma, 21 dicembre 2016 – L’atmosfera natalizia è arrivata anche sulle dune del deserto del Sahara. In una zona nei pressi della cittadina di Aïn Sefra (Algeria), infatti, è scesa la prima neve dopo ben 37 anni. Il risultato è stato un suggestivo effetto ottico creato dal contrasto della neve sulla sabbia rossastra.

PRECIPITANO LE TEMPERATURE
Sull’Algeria si è abbattuto un ciclone afro-mediterraneo che ha portato con sé un’aria artica. La temperatura nelle zone più basse della catena montuosa dell’Atlante, che raramente scende sotto i 20 gradi, è quindi precipitata sotto lo zero, provocando perturbazioni nevose che hanno imbiancato le sabbie rosse del deserto. L’area più colpita è stata quella attorno ad Aïn Sefra, cittadina di 54mila abitanti a circa 1000 metri sopra il livello del mare.

UNA GIORNATA DI NEVE NEL DESERTO
La prima nevicata della storia in questa zona è avvenuta il 19 febbraio 1979, quando i fiocchi sono scesi solamente per mezz’ora. Ieri, invece, la neve ha ricoperto il deserto del Sahara sia di giorno che di notte, regalando uno spettacolo insolito durante le prime ore del mattino di oggi. Il ciclone afro-mediterraneo in questione è diretto verso l’Italia

Fonte : http://www.quotidiano.net/magazine/viaggi/sahara-neve-1.2769097

Il potere della candela …. salva la vite

La notizia è di qualche giorno fa, ma l’immagini sono suggestive e mi ricordano quando mio nonno mi raccontava come un tempo si proteggevano gli ulivi dal gelo ….

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I produttori di vino fanno di tutto per proteggere la loro uva pregiata, come i contadini Svizzeri stanno dimostrando in questi giorni.

Le insolite temperature basse stanno minacciando di distruggere i germogli di uva, nei vigneti della regione Flaesch, in Svizzera. Le piante giovani hanno bisogno di temperature più calde, se si vuole superare il periodo invernale, allora ieri … gli agricoltori svizzeri hanno acceso numerose candele intorno ai loro vigneti, per combattere il gelo.

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Anche se le piccole candele cambiano la temperatura soltanto di un grado o pochi decimi di grado, questa differenza è sufficiente a creare una piccola circolazione di aria che è in grado di prevenire la brina intorno alle viti.

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La primavera è in ritardo in varie parti d’Europa, con forti ondate di freddo e un clima insolitamente invernale. Borgogna, in Francia e rinomate regioni del vino in Italia e in altri paesi sono state colpite nei passati giorni da un fronte freddo, e gli agricoltori temono perdite enormi se le temperature non comincieranno a salire presto.

Fonte : http://www.straitstimes.com/multimedia/photos/candle-power-saves-vines

Anche i meteorologi vogliono la patente

meteo-2«Troppe previsioni improvvisate». Gli esperti chiedono l’ennesimo obbligo di certificato

I meteorologi chiedono un patentino ufficiale per porre un freno alle previsioni sbagliate, al proliferare dei siti meteo improbabili, soddisfacendo quella che sembra essere diventata una malattia nazionale: sapere sempre e in ogni momento il tempo che fa. Non solo. Chiedono anche che il meteo sia studiato nelle università come negli altri Paesi, ad esempio in Austria, Germania, in Inghilterra, in Svizzera o negli Usa.

In un Paese che vuole smantellare gli ordini professionali i meteorologi vanno in controtendenza: ora chiedono un patentino ufficiale. Solo così, dicono, si potrebbe porre un freno alle previsioni sbagliate, al proliferare dei siti meteo improbabili, soddisfacendo quella che sembra essere diventata una malattia nazionale: sapere sempre e in ogni momento del giorno il tempo che farà.

Non solo. Chiedono anche che il meteo sia studiato nelle università italiane come succede negli altri Paesi. Ecco la cura suggerita per evitare le conseguenze disastrose di eventi meteorologici mal valutati e diffusi. «Bollino arancione ? — dice Fausto Pepe, sindaco di Benevento, dove ieri le vittime del maltempo sono salite a tre —. Sì, abbiamo ricevuto la comunicazione della Protezione Civile. Ma il colore arancione significa piogge moderate e non certo alluvione, quella che invece ha colpito la città e metà dei comuni della provincia». L’autunno si ripresenta con gli stessi problemi mai affrontati.

«Da noi, purtroppo, le previsioni non sono considerate» nota Dino Zardi dell’Università di Trento, organizzatore del Festival della meteorologia in corso nel capoluogo trentino. «In questa situazione — aggiunge — c’è chi si improvvisa meteorologo aprendo un sito Internet, elaborando sommariamente dati americani e lanciando previsioni sensazionalistiche. Così aumenta i clic per conquistare un seguito e vendere più facilmente i propri servizi. Anche il mestiere di meteorologo deve essere garantito ufficialmente come quello del medico».

Ora con tre anni di ritardo (lo chiedeva una legge del 2012), sta forse per arrivare sul tavolo del governo un provvedimento che vara la certificazione del meteorologo; una direttiva giuridica che stabilisce come deve essere organizzato il lavoro, la preparazione di chi lo affronta, l’aggiornamento. «È indispensabile — sottolinea — per tutelare chi lo esercita e il cittadino. Inoltre il provvedimento dovrebbe unire in una rete i vari servizi meteo locali». Ma per cambiare davvero le cose occorrerà compiere un altro passo fondamentale: predisporre una formazione universitaria adeguata. Di questo, invece, non si parla. «Nel nostro Paese non esiste una laurea in meteorologia — dice Guido Visconti dell’Università dell’Aquila —. Delle 450 cattedre di professori ordinari solo tre sono dedicate alla fisica dell’atmosfera. Esistono corsi o specializzazioni che spesso gli studenti non conoscono. I tentativi fatti finora per un corso di laurea sono falliti » . «Eppure — conclude Dino Zardi — basta ad andare in Austria, a Innsbruck, a 125 chilometri da Trento, ci si può laureare normalmente in meteorologia. Ma altrettanto in Germania, in Inghilterra, in Svizzera o negli Usa». Bisognerebbe ricordare che la difesa del territorio e la sua vulnerabilità si difendono cominciando dalle buone previsioni meteo.

Fonte : http://www.pressreader.com/italy/corriere-della-sera/20151017/281496455126287/TextView

Rubrica di NIA: Previsione Inverno 2014/15 su base ENSO

Con questo articolo della Rubrica di NIA proviamo a discutere su un possibile scenario per questo inverno 2014/15 attraverso l’analisi di una correlazione con l’indice ENSO.

La particolarità di questa previsione si basa sul fatto che tra tutte le oscillazioni oceaniche l’ENSO è quella che più di tutte influenza il clima mondiale (quindi anche europeo) nel breve termine per via della sua oscillazione di breve periodo, risulta però molto difficile poter verificare in modo preciso quanto sia importante questa influenza soprattutto per il continente europeo.

Indubbiamente l’inverno è la stagione in cui tra tutte è possibile vedere una qualche influenza, sovente anche in modo marcato.

Quindi mi limiterò a prendere l’indice oceanico ENSO cercando di classificare gli anni passati così da poter associare a questo inverno qualche stagione passata per ricercare le correlazioni che possono essere spiegate dal fattore comune considerato (ENSO).

Ho preso la serie di reanalisi NOAA che partono dal 1948, ho valutato e classificato le fasi ENSO dei mesi di Ottobre e Novembre che sarebbero poi state associate all’inverno considerato da confrontare con i mesi di Ottobre e Novembre appena passati.

Il fenomeno dell’ENSO è stato classificato in sette diverse modalità:

Nino West Based

Nino East Based

Nino Central Based

Neutral

Nina West Based

Nino East Based

Nino Central Based

Ognuna delle sette modalità successivamente è stata catalogata in base alla magnitudo del fenomeno, Light per i fenomeni deboli e medi, Strong per i fenomeni di forte intensità.

I mesi di Ottobre e Novembre appena passati hanno visto un Nino East Based medio forte tendente a Strong, nel passato si ritrovano 8 casi di Nino East Based, tre Light e cinque Strong.

Per la previsione invernale ho considerato solo i cinque anni con Nino Strong perchè quello attuale stando alle previsioni dovrebbe evolversi in Strong a stagione in corso.

Ecco gli anni considerati:

1969 → Inv 69/70

1972 → Inv 72/73

1982 → Inv 82/83

1997 → Inv 97/98

2006 → Inv 06/07

Anomalie di Geopotenziale a 500hPa per gli inverni considerati

 

Ci sono anomalie abbastanza definite sull’est Europa mentre sono più tendenti al neutro nel mediterraneo

Questa mappa può essere interpretata come un possibile inverno dove sull’est Europa si presentano frequentemente blocchi di alta pressione che permettono ad un corridoio di correnti atlantiche di entrare nel mediterraneo passando da UK e Francia.

Una circolazione del genere, a livello teorico, dovrebbe portare al cosiddetto “atlantico freddo”

Preciso che tale locuzione indica qualcosa che non esiste in realtà, si tratta infatti di incursioni di aria polare marittima come si può notare dalle anomalie negative di geopotenziale al largo dell’Islanda.

In sintesi la mappa vede una forte vorticità in Islanda, segno di forza da parte del ciclone islandese semipermanente, la presenza di blocchi di alta pressione sull’Europa dell’est e di instabilità nel cuore del mediterraneo.

Anomalie di Temperatura a 850hPa

 

Questa mappa non lascia spazio a grosse interpretazioni, siamo di fronte ad una previsione di inverno caldo per quasi tutta Europa.

l’Italia subirà anomalie positive per via della possibile circolazione instabile presente nel mediterraneo che porterà frequenti correnti calde sulla nostra penisola.

Con molta probabilità sarà un inverno mediamente piovoso.

Per chi volesse fare confronti con lo scorso inverno, non credo sarà molto dissimile come tipologia di circolazione ma ci saranno anomalie sia termiche che pluviometriche minori.

Per quanto riguarda la presenza di neve sulle Alpi e sugli Appennini la previsione è difficilissima, perchè tutto si giocherà sulle temperature medie e di quanto saranno più alte della media, preferirei non espormi in una previsione così complicata.

Inverno 2013/14: Anomalie di Geopotenziale a 500hPa

 

Come si può vedere le anomalie presentano delle affinità ma sono anche molto diverse in area mediterranea, questo mi fa supporre, come detto precedentemente, che l’inverno presenterà alla fine anomalie termiche più contenute ma una circolazione che sarà abbastanza simile soprattutto nella presenza di blocchi di alta pressione ad est che bloccheranno la circolazione da quel lato.

Conclusioni

La previsione su base ENSO ci dice che non dobbiamo aspettarci un inverno freddo ne un inverno “diverso”, per tipo di correnti dominanti, dall’ultimo.

Ci saranno anomalie più basse ma sarà sostanzialmente confermato il fatto che spesso inverni caldi arrivano sempre in coppia.

Voglio poi ricordare che questa previsione non si basa su interpretazioni mie, ma solo sulla possibile correlazione con inverni passati che avevano la stessa tipologia di ENSO, negli anni passati ci sono stati inverni che si sono avvicinati molto allo scenario visto in questo modo, altri (per esempio lo scorso inverno) che l’hanno completamente disatteso.

Questo perchè sono tanti i fattori che influenzano gli inverni Europei e a volte qualche fattore prevale sugli altri.

 

FBO

 

 

Toscana : A luglio, pioggia un giorno su tre


Anomalie delle precipitazioni registrate sul territorio italiano -Luglio 2014-

Fonte : CNR

Un luglio così ce lo ricorderemo per anni.  Un mese fresco, in cui è piovuto molto, molto di più di quanto atteso per questo mese estivo.

I dati registrati sui capoluoghi toscani ci dicono che mediamente come quantità di pioggia è piovuto quasi 6 volte tanto, con un surplus di +490% rispetto alla media climatologica 1971-2000. E i giorni piovosi sono ugualmente eccezionali, quasi 4 volte rispetto alla “norma”; cioè è piovuto 12 giorni rispetto ai circa 3 che solitamente ci aspettiamo a luglio. Addirittura, questo luglio ha registrato più giorni di pioggia che un normale mese di novembre,  in cui ci sono circa 10 giorni piovosi.
Incredibile il dato di Livorno, dove è piovuto quasi 15 volte rispetto alla media con 10 giorni di pioggia (ovvero è piovuto un giorno su tre) rispetto ai due previsti normalmente in questo periodo. Seguono Lucca e Pisa, inzuppate da una quantità di pioggia circa 8-9 volte più abbondante della norma.
I valori più contenuti in questo mese eccezionale sono quelli delle città dell’interno: a Firenze è piovuto “solo il doppio”, ad Arezzo e Siena “solo il triplo”.
In 7 capoluoghi (Massa-Carrara, Lucca, Pisa, Livorno, Pistoia, Prato ed Arezzo) questo luglio è il più piovoso dall’inizio di ciascuna serie storica (almeno 80-90 anni).