IL “MITO” DELL’EFFETTO SERRA VA IN FRANTUMI (Seconda Parte)

5)      L’atmosfera non è né una coperta, né una serra.

Il punto fondamentale è che il concetto di “effetto-serra” o “effetto-coperta”, nel caso dell’atmosfera terrestre, è fuorviante ed errato, semplicemente perché è totalmente scorretto paragonare degli oggetti passivi ed inerti come la coperta, o il soffitto in plastica o vetro e le chiusure delle serre, ad un luogo enormemente complesso, attivo e dinamico qual è l’atmosfera terrestre.

Sarebbe un po’ come equiparare una lavagna di ardesia ad un PC ultra-moderno, per il fatto che entrambi gli oggetti possono essere usati per scriverci sopra e hanno uno schermo nero!

Tutti i modelli dell’IPCC sono errati perché offrono sempre un’immagine piatta, rozza, semplicistica e bi-dimensionale dell’atmosfera terrestre, come uno spazio statico in cui avvengono solo movimenti in entrata ed in uscita: entrano x radiazioni, ne fuoriescono y.

Ma l’atmosfera terrestre è talmente dinamica e complessa, che noi riusciamo a malapena a prevedere per 4-5 giorni, o al più una settimana, le reazioni meteoclimatiche degli elementi che la compongono!

Ecco quindi che – come vedremo subito – è errato credere che una variazione in aumento dei “gas-serra” determini tout court – se non un aumento delle temperature (e abbiamo visto che non è possibile per le leggi fisiche) – un “rallentamento” crescente dei tempi quotidiani e stagionali di raffreddamento, nel passaggio dal giorno alla notte, e dall’estate all’inverno.

Il concetto fondamentale è che se da un lato i gas atmosferici rallentano i tempi di raffreddamento, nel contempo essi possiedono anche una vigorosa azione rinfrescante, che per intensità supera sempre la prima.

Quindi, se aumentano i gas atmosferici, in particolare la CO2 e l’umidità (H2O), questi gas in primo luogo “schermano” le radiazioni solari in entrata, inoltre un loro aumento si traduce anche in una crescita di nuvolosità, e dunque di pioggia e neve (in inverno e a determinate latitudini), e questa azione è SEMPRE prevalente e più intensa dell’azione  di “rallentamento” dei tempi di raffreddamento delle temperature.

Una prova di ciò l’abbiamo proprio osservando che i luoghi della Terra in cui si raggiungono le temperature più alte che altrove, sono proprio i luoghi aridi e i deserti (Sahara, Penisola arabica, Valle della Morte, ecc.) nei quali non vi è alcuna umidità e non piove quasi mai. Lì vi è anche una grande escursione termica, voi potete passare da +50°C all’ombra nelle ore di massima insolazione, a 0°C o sotto lo zero di notte, proprio perché non esiste alcuna umidità né gas che rallentino il raffreddamento delle temperature, ma d’altra parte non avete neppure nubi che schermino i raggi solari in entrata, impedendo loro di raggiungere la massima intensità.

Per contro, nei luoghi tropicali, equatoriali, o monsonici (Filippine, Vietnam, Brasile, ecc.) caratterizzati da elevate umidità ed ampia vegetazione pluviale, le temperature non scendono mai sotto i 15°C, mediamente, e addirittura voi avete molte località in cui tra giorno e notte avete un’escursione termica minima, e a volte nulla, potete trovare 27° C di giorno e 24°-25°C di notte.

Ma d’altra parte l’elevata umidità atmosferica impedisce anche che si raggiungano temperature massime troppo elevate, come nei deserti citati.

Ecco perché ha poco senso – come capita di leggere spesso – calcolare teoricamente cosa succederebbe se raddoppiasse la CO2 attuale, o se triplicasse o decuplicasse, ecc.

Il prof. Heinz Hug, ad esempio http://www.john-daly.com/artifact.htm  ha calcolato, in laboratorio, che se l’attuale CO2 atmosferica, che è più o meno lo 0.0357% di tutti i gas, raddoppiasse e arrivasse allo  0.0714, le temperature salirebbero solo di 0.017°C.

Il geofisico  Timothy Casey http://greenhouse.geologist-1011.net/ ha calcolato (cfr. al punto 3.1 in fondo) invece che se anche si aumentasse a 10.000 ppm (= parti x milione) la quantità di CO2 presente nell’atmosfera (cioè la si aumentasse di oltre 25 volte!)  la crescita delle temperature sarebbe solo di 0.04°C, cioè nulla.

Ma lo stesso Casey si affretta ad aggiungere che tale crescita delle temperature nell’atmosfera (teorica) verrebbe però compensata da un meccanismo di riequilibrio che vedrebbe diminuire le temperature a bassa quota, mentre salirebbero quelle degli alti strati della Troposfera, a 11 km. di altitudine ed oltre.

Le stesse considerazioni che faceva il noto fisico Miskolczi, analizzando l’azione di riequilibrio termico dell’atmosfera, rispetto ai fenomeni di “riscaldamento” che vi avvengono.

Ora, lasciamo perdere il fatto che – come abbiamo visto – anziché parlare di modestissima crescita delle temperature sarebbe corretto invece parlare di modestissimo rallentamento teorico dei tempi di raffreddamento, poiché i gas atmosferici (più freddi) non possono mai accrescere le temperature dei suoli (più caldi).

Ma il punto è che tutti questi calcoli teorici con la CO2 presa isolatamente e in laboratorio, o con la CO2 + umidità (che peraltro costituisce  il 95% e più dei c.dd. “gas serra”) non tengono conto del fatto che nella realtà l’azione “rallentante-del-raffreddamento” dei gas atmosferici è modesta, ed è soverchiata dalla loro capacità di schermare nel contempo le radiazioni solari, o innescare fenomeni rinfrescanti quali la condensazione dei gas caldi in nubi (espandendosi e salendo di quota), e poi la formazione di piogge o nevi, o di venti impetuosi (raffreddanti) per differenze di pressioni tra i vari strati d’aria.

6)      Inquinamento e temperature

Una delle falsità e manipolazioni peggiori e più irresponsabili operate dai propagandisti dell’IPCC e dai politici e media loro sodali, è quella di avere fatto passare nella testa delle persone concetti totalmente errati e fuorvianti, quali ad esempio: + “gas-serra” = + caldo nell’atmosfera e + caldo in superficie, oppure: + inquinamento atmosferico = + caldo.

Nella realtà chiunque conosca il clima e l’ambiente, oltre che le leggi fisiche, sa che non esiste alcun rapporto tra la crescita dell’inquinamento atmosferico e la crescita delle temperature, anzi semmai è vero il contrario: + inquinamento atmosferico = calo delle temperature terrestri!

Ed ecco perché il c.d. “effetto-serra”, oltre ad essere una bufala pseudoscientifica, non ha nulla a che fare con l’inquinamento dell’atmosfera, che crea semmai un effetto contrario a quello sostenuto dai ciarlatani dell’IPCC.

Lo possiamo dimostrare subito, sulla base dell’osservazione di TUTTI i fenomeni atmosferici e climatici che troviamo in natura.

E’ ben noto che quando si verificano eruzioni vulcaniche di grande portata, come fu quella del Pinatubo negli anni ’90 http://en.wikipedia.org/wiki/Mount_Pinatubo , o come fu nel 1815 quella del vulcano Tambora, in Indonesia http://it.wikipedia.org/wiki/Anno_senza_estate  si assiste a fenomeni di CALO delle temperature, o addirittura all’abolizione delle estati, come avvenne nel 1816 anche in Europa, quando vi fu un’estate freddissima, con nevi a giugno (!), quale diretta conseguenza dell’eruzione del vulcano indonesiano l’anno precedente e di alcuni altri vulcani.

Ciò perché l’enorme quantità di particelle di silicati, solfuri, polveri, ecc. che le grandi eruzioni vulcaniche sprigionano nell’atmosfera, crea una schermatura durevole delle radiazioni solari in entrata, e ciò si ripercuote sulle temperature, che scendono al suolo.

Ma lo stesso avviene – anche se su scala minore – nelle località urbane dove è – o era – più alto l’inquinamento atmosferico, lì si verifica IL CONTRARIO di un ipotetico effetto-serra, perché lì si verificano fenomeni di INVERSIONE TERMICA, quindi avete più caldo in quota, fino ad 1-2 km, e PIU’ FREDDO AL SUOLO!

http://it.wikipedia.org/wiki/Inversione_termica

Ciò accade perché lo smog e le polveri sottili creano cappe o nubi di smog nei bassi strati atmosferici, che determinano un’inversione dei gradienti termici, quindi al suolo avete temperature inferiori rispetto a quelle che trovate ad 1-2 km di quota, dove lo smog cessa, e circola aria più calda.

E’ quanto avviene anche ai Poli e nelle località dove c’è molta neve: il Sole non riesce a riscaldare (anche per la riflessione dei raggi per il fenomeno dell’albedo) la superficie terrestre gelata, dove l’aria solitamente è più fredda che alle altitudini più elevate, e anche lì c’è un’inversione del normale gradiente termico, (che fa sì che di solito salendo in quota le temperature si abbassino, fino ai –55°C dell’alta Troposfera, sopra gli 11 km. di altitudine al Polo e ai 20 km. all’Equatore).

Ma quello che conta è che in realtà “l’effetto-serra” non si è mai visto in natura, neppure là dove c’è il maggiore inquinamento atmosferico, e le città diventavano vere “camere a gas” invivibili.

Perfino lì, perfino a Londra quando vi fu nel 1952 la più pestilenziale nube di smog che uccise in pochi giorni moltissime persone, non accadde che vi fossero al suolo temperature più alte di quelle in quota, come ci vogliono fare credere i fanatici del serrismo.

Si verificò proprio l’opposto! Al suolo era fresco ed umido, e in quota, sopra la coltre di smog, le temperature erano più elevate, un classico caso di  inversione termica, L’OPPOSTO di un ipotetico e fantasioso “effetto-serra” che riscalderebbe il suolo per opera dei gas in alto nell’atmosfera.

Quindi non vi è alcun rapporto tra la lotta all’inquinamento atmosferico – che ovviamente è giusta e sacrosanta per la nostra stessa salute e vita – ed un ipotetico calo delle temperature e lotta al “riscaldamento globale”. Si tratta di fenomeni totalmente diversi, e che non hanno alcun rapporto tra loro, come i media ed i politici ignoranti vogliono farci credere.

Paradossalmente più inquinamento atmosferico (vulcani, smog, ecc.) significa anche temperature più basse al suolo, NON più alte!

Anche perché l’inquinamento atmosferico è determinato non già dai c.dd “gas serra”, che sono gas del tutto naturali e necessari alla vita, come la CO2 (che la natura produce da milioni di anni in quantità 1000 volte superiori a quelle umane ed è fondamentale nel metabolismo delle piante!) o il vapore acqueo delle nubi (che è 100 volte maggiore della CO2 e viene prodotto dall’evaporazione delle acque oceaniche), bensì dalla combustione industriale di sostanze tossiche come i benzeni, i solfuri, i cloruri, i fenoli,  dal pm10 e le polveri sottili, ecc. ecc.

Ancora una volta si può constatare come l’ignoranza scientifica e la manipolazione delle credenze popolari da parte dei media e dei politici che li sostengono, crei poi convinzioni – come il fantomatico “effetto-serra” – che non hanno alcuna base né scientifica, né sperimentale, né riscontro alcuno nei fenomeni naturali osservabili.

7)      L’atmosfera è un “radiatore”, non una coperta!

Vorrei quindi concludere con un’osservazione che mi sembra importante. Un’attenta osservazione dei fenomeni atmosferici, porta semmai a paragonare l’atmosfera ed i suoi complessi effetti ad un “radiatore” piuttosto che ad una serra o una coperta, quindi ci porta a ritenere che l’atmosfera raffreddi la superficie terrestre, e non la riscaldi affatto!

C’è poi un fenomeno/concetto – oltre quelli già esaminati sopra – che lo dimostra ampiamente, ed in modo visivamente chiaro.

E’ il concetto della “ CIRCOLAZIONE GENERALE ATMOSFERICA” che avviene nella Tropopausa, tra la Troposfera e la Stratosfera, sopra gli 11 km. di quota. http://www.meteorologia.it/didattica/avanzato/circolazione%20generale.htm

Perché negli ultimi decenni la circolazione atmosferica generale ha richiamato sempre più l’attenzione dei meteorologi, onde poter formulare previsioni sempre più precise?

Perché lì si sviluppano venti freddissimi di grande intensità,  tra i 200-300 km/h (Jet Stream o Corrente a Getto http://it.wikipedia.org/wiki/Corrente_a_getto ), di origine polare (e a –55°C), che ruotano attorno alla Terra secondo direzioni a volte vorticose e molto complesse (es. moto di Coriolis), e sono all’origine di moltissimi fenomeni atmosferici, tra cui le “supercelle” (nelle quali si sviluppano le grandi perturbazioni), e molti altri fenomeni atmosferici convettivi (es. onde di Rossby, tornado, monsoni, piogge tropicali, ecc.).

Ora, la grande circolazione atmosferica – se ci fate caso – funziona proprio come una sorta di gigantesco “radiatore” che avvolge la superficie terrestre, a somiglianza della ventola che la vostra auto aziona automaticamente per raffreddare il motore, e per evitare che fonda quando è troppo caldo.

Ecco perché ha poco – o nessun – senso pensare alla CO2 e ai presunti “gas-serra”, quando poi dobbiamo ammettere che i fenomeni atmosferici ci portano a vedere l’atmosfera come un “radiatore” attivo, e non come una coperta passiva ed inerte, e dunque ci portano a considerare i fenomeni termodinamici e termoconvettivi, e NON la valutazione “statica” e teorica delle proprietà dei gas.

In altre parole, e per ricorrere ad un esempio concreto: a voi importa se il motore della vostra auto è raffreddato da aria con più o meno CO2, o più o meno azoto e ossigeno?

Ovviamente no, perché quello che prevale e conta è il fatto che il meccanismo convettivo del radiatore faccia sì che lo spostamento dell’aria sia il fattore dominante nel raffreddamento del motore, NON la composizione dei gas che la ventola spinge verso il motore caldo.

Allo stesso modo, i meccanismi termoconvettivi “rinfrescanti” che portano alla formazione di nubi, venti, piogge e nevi nell’atmosfera terrestre, prevalgono sulla composizione e la percentuale dei singoli gas, e sui loro presunti effetti “riscaldanti” o “rallentanti-del-raffreddamento”, nella dinamica del raffreddamento di quel “motore” della Terra che sono i suoli terrestri, o le superfici oceaniche.

Quindi saranno i Cicli Solari, i movimenti astronomici di Sole e Terra, le grandi correnti oceaniche, la Circolazione Generale Atmosferica, e tutti i fenomeni termoconvettivi a loro connessi (venti, piogge, nevi, nuvolosità e perturbazioni) a dettare i ritmi dei cambiamenti climatici, non già un fantomatico ed inesistente “effetto-serra” da variazioni percentuali dei gas atmosferici.

8)      Il “luminare” non è infallibile

Per concludere, se permettete, un piccolo consiglio, che ho sempre applicato a me stesso.

Questi sono argomenti sui quali è facile rimanere confusi, o fuorviati, perché il clima è un argomento complesso, che implica la conoscenza di molti concetti fisici, chimici, termodinamici, matematici, meteorologici, ecc., su cui non si troveranno mai due persone che la pensano proprio allo stesso modo.

Inoltre è facile rimanere perplessi, leggendo – come capita spesso – articoli sul clima nei quali si mostrano calcoli matematici molto complessi (e non comprensibili ai più), con integrali, funzioni implicite, hamiltoniane, laplaciane, ecc., tali da lasciare l’impressione che chi ha scritto quegli articoli sia un “luminare” dal quale possiamo solo imparare.

Ebbene, non è affatto così!

Mi sono reso conto che – non di rado – coloro che possiedono una grande preparazione specifica e tecnica, poi magari sviluppano ragionamenti e conclusioni finali errati perché partono da concetti più semplici, ma viziati da errori in partenza.

In questo articolo, come noterete, mi sono limitato ad illustrare i concetti fondamentali (senza calcoli o spiegazioni troppo complesse) che dimostrano –  e non solo a mio parere, è ovvio – la totale infondatezza scientifica e sperimentale dell’effetto-serra, a cui – fino a 4-5 anni fa – anch’io avevo dato credito, semplicemente perché lo davo per scontato, sentendolo citare ovunque da anni da tantissime persone, e non riflettevo sull’inconsistenza delle sue basi scientifiche.

Ebbene, di recente ho avuto modo di parlare con un docente universitario abbastanza noto (di cui taccio il nome) che invece crede ancora che il concetto di “effetto-serra” sia valido.

Sono rimasto colpito dal fatto che – quando cercavo di illustrargli i concetti e i dati sperimentali che demoliscono tale falsa teoria (1° e 2° principio, serre di Wood, temperature lunari, inversione termica, grande circolazione atmosferica, coperta, thermos, ecc.), gli stessi che ho esposto qui, lui eludeva il discorso, si capiva che gli dava fastidio ragionarci su, si rifugiava in considerazioni marginali (essendo un chimico) e molto teoriche e tecniche sulle proprietà  della CO2, ecc.

Beh, non ci crederete, ma perfino questo docente universitario ha dato prova di una lacuna madornale, e proprio nel campo in cui dovrebbe essere più preparato, la chimica (su cui in generale ne sa molto più di me, lo ammetto).

Ad un certo punto se ne è uscito dicendo che le molecole della CO2 che si era sviluppata nell’atmosfera di Roma, dopo l’incendio del 64 d.C. (attribuito all’imperatore Nerone), dovrebbero ancora essere in circolazione oggi, dopo quasi 2000 anni!

Sono rimasto sbalordito, perché avevo proprio letto poco tempo prima (abbastanza casualmente) un articolo (che allego) che dimostra che TUTTI i sondaggi effettuati utilizzando il carbonio 14 per stabilirne la datazione, portano a ritenere che le molecole di CO2 non possano permanere nell’atmosfera più di 5-15 anni, in media!

Solo i ciarlatani propagandisti dell’IPCC avevano avuto la spudoratezza di scrivere che la CO2 può stazionare nell’atmosfera fino a 200 anni, ma senza mai portare alcuna prova che lo dimostrasse.

http://www.c3headlines.com/2009/09/the-liberal-attack-on-science-acorn-style-the-ipcc-fabrication-of-atmospheric-co2-residency-time.html

Ma neppure l’IPCC era arrivata a dire l’assurdità che ci possa essere ancora in circolazione la CO2 dell’incendio di Roma del 64 d.C.!

Eppure questo docente universitario non conosceva un concetto basilare: credeva che la CO2 potesse “vivere” fino a 2000 anni e oltre, anziché fino a 15, un po’ come se uno zoologo vi dicesse che un cane potrebbe vivere 2000 anni!

Ecco perché sono convinto che su questi argomenti sia importante informarsi, e considerare i concetti più importanti, andando al nocciolo delle questioni, e ragionando con la propria testa.

Ma mai fidarsi “ a scatola chiusa” di presunti “luminari”, potrebbero avere preso dei colossali abbagli.

IlikeCO2

Hatena Bookmark - IL “MITO” DELL’EFFETTO SERRA VA IN FRANTUMI (Seconda Parte)
Share on Facebook
Post to Google Buzz
Bookmark this on Yahoo Bookmark
Bookmark this on Livedoor Clip
Share on FriendFeed

73 pensieri su “IL “MITO” DELL’EFFETTO SERRA VA IN FRANTUMI (Seconda Parte)

  1. Volevo ringraziare Simon e tutti quanti sono intervenuti, per gli argomenti trattati, sempre molto stimolanti, anche negli interventi più “provocatori”, e per gli spunti di riflessione offerti.

    Ne terrò conto per un altro articolo (credevate di esservi liberati di me, eh? :-) )

    ciao

      (Quote)  (Reply)

  2. nitopi :

    paolo :
    Il calore trasportato per irraggiamento può pure andare da un copro con T minore verso uno a T maggiore.

    NO.
    Temo che tu stia confondendo il calore con i fotoni….. I fotoni viaggiano da un all’altro ma il bilancio sarà sempre che il corpo caldo si raffredda e quello freddo si scalda.
    Luca
    P.S.
    Se crei il contrario, avrei un affaruccio da proporti… un motorino che va per sempre, basta tenerlo al caldo… Per 1.000.000 di euro ti cedo il brevetto…
    Ciao
    Luca

    Scusa Nitopi ma allora il concetto dfi trasporto di calore per irraggiamento come funziona??

      (Quote)  (Reply)

  3. Ciao ragazzi, discussione molto interessante purtroppo di effetto serra tutti ne parlano ma sempre in modo superficiale.

    Siete stati criticati qui
    http://www.climalteranti.it/2010/10/05/lincredibile-riscaldamento-globale/

    Il Reitano mi dice di guardare la fig 3 di Lindzen che gli ho postato e dice che quello è l’effetto serra, gli ho risposto (ma mi hanno bannato per n di post) che proprio Lindzen dice che ancora non è chiaro come il riscaldamento vada dall’atmosfera alla superficie, e poi sempre il Lindzen mette sul piatto il noto paradosso delle hot spot in media troposfera previste dai modelli ma che nessuno ha mai visto nemmeno Santer et al 2008

    @ Ilike CO2

    Il Reitano dice che nella bassa troposfera il CO2 dopo aver assorbito gli ir ha un prevalenza di scambi convettivi e non radiativi, se così fosse gli ir emessi dal CO2 in media e alta troposfera non dovrebbero raggiungere la superficie terrestre perché sarebbe captati del CO2 in bassa troposfera, che come capta gli ir in ascesa dalla terra capta anche quelli in discesa.
    Quindi se l’effetto serra non è radiativo verso il basso, cos’è?
    Un impedimento al raffreddamento?
    Quando scrivi

    “E’ ovvio che per il II principio della termodinamica un corpo freddo riscaldato da uno più caldo può emettere radiazioni IR in ogni direzione, e che si dirigono anche verso il corpo caldo.
    Il problema è che quelle radiazioni NON riescono a riscaldare il corpo più caldo”

    Ma ne rallentano il raffreddamento?

      (Quote)  (Reply)

  4. @Claudio Costa

    Sì, ne rallentano il raffreddamento. Però il concetto di rallentamento del raffreddamento è ben diverso da quello di “aumento delle temperature”.

    Un conto è che le temperature della superficie salgano di 5°-6° C per effetto dei gas atmosferici (impossibile) e delle radiazioni IR che rimandano, ben altro che le temperature superficiali si raffreddino un po’ meno rapidamente.

    Nel secondo caso – come si può facilmente capire – tutte le temperature sono determinate dalle capacità conduttive e convettive di suoli e oceani, e solo secondariamente l’atmosfera interviene a “rallentare” il raffreddamento della superficie, pur non potendo alzare quelle temperature nemmeno di 1 milionesimo di grado.

    E peraltro, l’atmosfera non si limita a “rallentare” il raffreddamento, perchè già nel 1994 Hartmann http://www.climate4you.com/ClimateAndClouds.htm#General

    aveva pubblicato un lavoro in cui dimostrava che se venissero tolte le nubi, ci sarebbe un aumento netto di energia radiante pari a 17 W/m2, quindi ciò dimostra che l’atmosfera (togliere le nubi significherebbe bloccare l’evaporazione degli oceani e dell’umidità dei suoli, quindi in pratica eliminare l’atmosfera) ha un effetto RINFRESCANTE, come già ho scritto altre volte.
    E’ il c.d “clouds forcing” o “chilling forcing” delle nubi.

    In pratica anche questa è una ennesima smentita sperimentale e matematica del fantasioso effetto-serra, cioè dell’ipotesi che l’atmosfera alzi le temperature della superficie di 33° C, come vuole il luogo comune.

      (Quote)  (Reply)

  5. @ i like CO2

    ti ringrazio delle risposte.

    Sui deserti: mi ha sempre colpito l’esempio dei deserti perchè è come se su di essi non ci fosse poco effetto atmosfera perchè c’è poco vapore acqueo.
    Dunque le T nei deserti sono correlate all’aumento della CO2?
    In modo particolare le T notturne.

    Su lifetime della CO2: mi risulta che ci sia una parte di CO2 che resta in atmosfera 10000 anni quindi non so se h atutti torti il professore di chimica.
    la lifetime della CO2 è di 4 anni cioè la parte che partecipa agli scambi permane mediamente 4 anni in atmosfera mentre 100 anni o 200 anni anche se molti la chiamano lifetime è in realtà il tempo di riequilibrio.
    Cioè aggiungo 1000 ton in atmosfera dopo 4 anni sono assorbite ad es dagli oceani, ma molecola sposta molecola, quindi l’oceano non assorbe quelle che ha emesso esso stesso che restano in atmosfera in teoria ne restano 1000 ton in più e il tempo per riassorbirle è stimato dall’IPCC in 100 anni
    Come fanno a stimarlo? Usano un modello che si chiama Bern 2.5 e tramite i diversi rapporti degli isotopi F Joss et al 2005 giungo alla stima di 100 anni. Discutibile ma diverso dal concetto di lifetime.

    su Nasif Nahe: ti consiglio di prendere tutto quello che dice con le pinze, lo stesso vale per il sito biocab, perchè io citando un grafico “elaborato ” dal nasif nahle sul periodo caldo medioevale feci una bruttissima figura con il prof Bonardi e Steph perchè il grafico era veramente troppo tarocco aveva incollato pezzi di grafici presi un pò qui e un pò là

      (Quote)  (Reply)

  6. Claudio Costa :

    @ i like CO2

    ti ringrazio delle risposte.

    ……

    Su lifetime della CO2: mi risulta che ci sia una parte di CO2 che resta in atmosfera 10000 anni quindi non so se ha tutti torti il professore di chimica.
    la lifetime della CO2 è di 4 anni cioè la parte che partecipa agli scambi permane mediamente 4 anni in atmosfera mentre 100 anni o 200 anni anche se molti la chiamano lifetime è in realtà il tempo di riequilibrio.
    …..

    Si ma non capisco cosa serve preoccuparsi delle problematiche dei lifetime etc. etc perché tanto la CO2 non scalda proprio niente di niente … insomma vogliamo capire che “la CO2 non scalda”.

      (Quote)  (Reply)

  7. @ Lucio

    magari tu riuscissi a dimostrarmelo

    dici non scalda, ma se rallenta il raffreddamento la terra aumenta la propria T

      (Quote)  (Reply)

  8. @Claudio Costa
    In genere per scaldarsi si usa il metano … funziona meglio :-)

    E’ una battuta stupida … lo so
    Ma ad esempio nell’ atmosfera di Marte l’ anidride carbonica ha una concentrazione 60 volte superiore a quella terrestre ma non riesce a “scaldare” la superficie …

      (Quote)  (Reply)

  9. come dissi una volta venendo insultato ripetutamente, rallentare il raffreddamento significa aumentare la temperatura superificiale, poichè se io a milano ho massima 30 e minima 10 e la media è 20°C, non significa che aumentando l’IR assorbita ho 35°C, ne avrò sempre 30°C ma invece di 10 di notte ne avrò 15°C (esempio assurdo) e la media sarà 22°C( altro esempio assurdo)….questo NON è un modo per dissentire dalla teoria vostra della quale sono fermanente convinto.

      (Quote)  (Reply)

  10. Il Gianfranco di ca segnala questo articolo

    http://www.skepticalscience.com/translation.php?a=164&l=17

    su ss che è in tema è in italiano perché c’è un volontario italico che li traduce
    cito:

    “Ogni sostanza che assorbe la radiazione termica emette pure radiazione termica: questo è conseguenza della legge di Kirchoff. La atmosfera assorbe la radiazione termica a causa della presenza dei gas serra e contemporaneamente emette radiazione termica in tutte le direzioni. Questa emissione termica può essere misurata dal suolo ed anche dallo spazio. La superficie della Terra in effetti riceve più radiazione dall’atmosfera di quanta ne arriva dal Sole” “Mirando verso l’alto dalla superficie, (Fig.1-b), ciò che si vede è la radiazione termica reirradiata verso il basso dalla atmosfera.”

    Mah però non torna con la spiegazione del Reitano che su ca dice: “i processi avvengono entrambi con pesi diversi al variare di pressione, temperatura e composizione dell’atmosfera. Me lo lasci dire a spanne, prevarranno le collisioni e i moti convettivi vicino al suolo, ma diverranno progressivamente meno importanti man mano che diminuisce la pressione, la temperatura e l’uminidità assoluta. Queste sono cose note da decenni”
    Se verso il suolo il CO2 dopo aver assorbito ir collide le radiazioni provenienti dall’alto le dovrebbe assorbire il CO2 e poi collidere, non riemettere quindi non dovrebbero mai giungere a terra.
    Anziché spiegare queste cose mi prendono in giro.
    L’articolo di ss porta a quest’altro

    http://www.skepticalscience.com/translation.php?a=133&l=17

    cito

    ” D’altro canto misure eseguite al suolo hanno rilevato maggior input di energia nell’infrarosso dall’alto verso la superficie del pianeta. Ciò costituisce un nesso causale diretto ed empirico tra CO2 e riscaldamento climatico.”

    Che porta a questa

    http://www.agu.org/pubs/crossref/2009/2009JD011800.shtml

    che dovrebbe togliere i dubbi sul ritorno radiativo del CO2 verso la superficie mah…forse leggendo il full test perché l’abstract è vago
    Comunque si parla inequivocabilmente di un aumento del ritorno di ir sulla terra
    negli ultimi 40 anni.
    (cero che se aumenta la radiazione solare aumenta anche la radiazione emessa dalla terra ..quindi auemnta la radiazione captata dall’atmosefra e così via)

    cito però Tore Cocco in una discussione su climate monitor qui

    http://www.climatemonitor.it/?p=12054

    “Prima di parlare del punto seguente, voglio ricordare che l’assorbimento infrarosso della CO2, appurato sin dalla fine dell’ottocento dalle valorose analisi degli spettroscopisti, è fuori questione, il fenomeno esiste. Ben altra cosa è la quantificazione del contributo della CO2 a livello atmosferico;
    tale quantificazione viene fatta dall’analisi dello spettro in uscita dall’atmosfera, da questo spettro viene calcolata la frazione di energia trattenuta dall’atmosfera, mediante il paragone dello spettro reale con lo spettro del corpo grigio corrispondente ideale(quest’ultimo è calcolato in base al valore del massimo assoluto ad un qualsiasi intervallo di lunghezze d’onda); ebbene come certamente saprà il corpo grigio ideale su cui fare tali bilanci energetici è un’entità fittizia, che, al pari del corpo nero, non esiste, è un’astrazione, di sicuro è ancor di più un’astrazione per corpi reali fuori dall’equilibrio termico (l’equilibrio termico è usato come riferimento per la creazione dei corpi neri e grigi virtuali tramite le ben note equazioni).
    In pratica il calcolo dell’assorbimento atmosferico d’energia e dei relativi contributi si basa su presupposti erronei.”

    mah preferisco fare la figura dello stupido e dire che non capisco cosa sia l’effetto serra, piuttosto che dire di aver capito come fanno in molti e poi tartagliare per spiegarlo

      (Quote)  (Reply)

  11. io poi sinceramente non ho capito come sono stati svolti gli esperimenti dei geologi che hanno calcolato un aumento di 0,017 e 0,04°C mi pare per raddoppio della CO2….qualcuno me lo può spiegare? specificando dove va a finire l’effetto rinfrescante netto dei gas atmosferici in questo caso?

      (Quote)  (Reply)

Lascia una risposta

L'indirizzo email non verrà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Immagine CAPTCHA

*

È possibile utilizzare questi tag ed attributi XHTML: <a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <s> <strike> <strong>

You can add images to your comment by clicking here.

Aggiungi una immagine